Non solo Coronavirus. Ecco di cosa si muore oggi in Italia, sarà bene rifletterci

Un interessante articolo pubblicato oggi da Repubblica

Cronaca
visibility3133 - lunedì 24 febbraio 2020
di Redazione OK!Mugello
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Coronavirus. Le precauzioni e il futuro
Coronavirus. Le precauzioni e il futuro © Photo by Dimitri Karastelev on Unsplash Copy

Per cercare di riportare un po' di senso della misura nella questione del Coronavirus sarà bene citare alcuni stralci di un articolo pubblicato oggi da Repubblica nella sua versione online. Un articolo, a firma di Riccardo Luna, che ci ricorda di cosa 'si muore' oggi in Italia (con numeri impressionanti). In una sorta di terapia antipanico.

Ci ricorda così che mediamente in Italia (anche prima del Coronavirus) muoiono di influenza due persone al giorno, o che di polmonite muoiono in media 37 persone al giorno. O ancora che per malattie del sistema cardiocircolatorio nel muoiono 638 al giorno (la prima causa di morte in Italia). E poi che ogni giorno muoiono 10 persone per incidenti stradali.

E poi una riflessione sull'uso degli avverbi. Che ci fa riflettere sull'enorme differenza che passa tra il dire ' ci sono già 100 casi' e il dire 'ci sono solo 100 casi'. Insomma, la responsabilità di chi racconta le cose e grande e tutto deve essere fatto con grande coscienza.

Il che vuol dire: va bene combattere il nuovo virus in tutti i modi possibili. Ma, per favore, niente panico.

Clicca qui per l'articolo di Repubblica

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commenti
I commenti degli utenti
  • Ugo Natalino ha scritto il 26 febbraio 2020 alle 06:27 :

    Tante sono le cause, molte volte si giustifica che il coronavirus colpisce gli anziani e i malati, quasi un destino per età o fato. Una rassegnazione? Non torna molto. Sta di fatto che in Italia i coronavirus accertati sono tutti italiani. Siamo i più deboli? Eccetto due turisti cinesi a Roma. Rispondi a Ugo Natalino

  • Leonardo Banchi ha scritto il 25 febbraio 2020 alle 02:09 :

    Sarà bene rifletterci, si. Son giorni che si vedono scene da film apocalittici. Supermercati presi d'assalto, scaffali vuoti. Disinfettanti venduti più cari che dei gioielli. Persone aggredite soltanto perché sospettate di provenire da zone in cui c'è una influenza. Treni e mezzi pubblici fermati per uno starnuto. Canali televisivi perennemente in diretta per fare la conta dei morti. Nullologi, attori e cantanti sconosciuti che improvvisamente sono diventati i virologi più preparati del mondo. Per non parlare dei titoli di certi "giornali". Come abbiamo fatto a ridurci così? Per una normale influenza nel 2018 sono morte 140.000 persone nel mondo e nessuno è andato in paranoia, nessun supermercato fu saccheggiato. Si, sarà bene rifletterci. Rispondi a Leonardo Banchi