Fuori città due volte per la bevuta proibita, e poi un cocktail a Firenze alle 19. La nostra prova

A Firenze è scattata la nuova ordinanza. Ma i nostri colleghi di OK!Firenze hanno provato a fare un giro in città e fuori porta: nessun problema o controllo

Cronaca
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di Nadia Fondelli
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una birretta fuori porta
una birretta fuori porta © Nadia Fondelli

Dopo l'esordio di ieri sera primo vero test della nuova ordinanza "proibizionista" del Sindaco Nardella che per prevenire gli assembramenti da aperitivo ha vietato la vendita di alcolici in tutto il territorio comunale dalle ore 16 di venerdi, sabato e domenica.

Dopo il giro fra piazze (deserte) e giardini e parchi (un po' meno) della città I nostri colleghi di OK Firenze hanno fatto un altro giro per capire come i forzati dell'aperitivo avevano deciso di affrontare il primo sabato proibito.

Se nella grande distribuzione gli adesivi bianco rossi chiudono i corridoi di vino e birra rendendo impossibile anche alla massaia che va a fare la spesa di acquistare financo il vino bianco per sfumare lo stufato, un po' più lente sono le maglie dei minimarket dove con un po' d'insistenza la bottiglia di birra la si porta a casa.

In strada scarsissimi assembramenti, nei parchi solo qualche sparuto gruppetto di ragazzini con bibite ma molti i gruppetti di giovani che si avviano chissà dove con le sporte frigo che si usano d'estate per tenere le bibite al fresco cariche del necessario alcolico per la serata allegra.

Abbiamo deciso così di forzare la zona arancione seguendo l'onda lunga dei "si dice" che basta andare fuori comune per aperitivare come niente fosse. In effetti basta passare la linea trasparente che divide in alcune periferie Firenze con i comuni del suo hinterland, per annullare il proibizionismo.
Le 18 non sono ancora scattate e siamo in un comune limitrofo a Firenze; basta andare ovunque per chiedere ed ottenere senza nessun problema e senza infrangere alcuna ordinanza la nostra birretta.

Finita la bevuta rientriamo nei confini della città per sconfinare di nuovo in un altro luogo dove otteniamo lo stesso risultato; bevanda alcolica assicurata e nessun controllo in entrata e uscita per verificare se abbiamo un buon motivo per violare la zona arancione.

Rientriamo in città che sono quasi le 19 ovvero un'ora dopo l'ultimo cocktail anche se si fosse in una città dove non c'è l'ordinanza restrittiva e decidiamo, vedendo un bar stranamente aperto con un bel capannello di clienti fuori più o meno assembrati, di provare ad entrare anche noi.

Nessuno ci ferma, nessuno ci dice che è chiuso e allora osiamo. "Uno spritz grazie" e il cocktail ci viene servito senza alcun problema. Prima di uscire col cocktail in mano domandiamo a chi ci ha servito da bere se uscendo devo tenere delle precauzioni e ottengo come risposta un alzata di spalle d'indifferenza con la risposta. "I vigili? vadano altrove, qui non è mai venuto nessuno e prima di venire qui vadano altrove".

Così a fine pomeriggio di un sabato di probizionismo ho violato in entrata e in uscita per quattro volte i confini comunali e da residente a Firenze ho acquistato due birrette "fuori porta" e consumato un cocktail sul marciapiede di una zona semicentrale di Firenze alle 19.00.

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