Sciopero a scuola a Borgo. Un gruppo di genitori risponde ai docenti contrari

Redazione OK!Mugello

Sciopero a scuola a Borgo. Un gruppo di genitori risponde ai docenti contrari

Sciopero a scuola a Borgo. Un gruppo di genitori risponde ai docenti contrari
21/05/2019

Una lettera che arriva in redazione e che riportiamo in version e integrale: Gentile Direttore e Redazione, siamo un gruppo di genitori di bambini e ragazzi frequentanti l’Istituto Comprensivo di Borgo San Lorenzo. In calce alla presente trova tutti i nomi, divulgabili, perché noi siamo abituati a mettere la faccia su quello che diciamo. I nomi potrebbero essere molti di più, ma l’urgenza di rispondere ci impedisce di far girare per sottoscrizione questa lettera prima di inviarla.

L’urgenza è dettata dalla pubblicazione della missiva inviatavi da un non meglio identificato “Gruppo di Docenti dell’Istituto Comprensivo”. Sorvolando del tutto sulla parte di “difesa” della Dirigente, a cui hanno già ben replicato le Rappresentanze Sindacali, ci preme rispondere all’ultima parte della lettera, che ci coinvolge direttamente.

Siamo sgomenti nel leggere che un gruppo di Docenti pensa che i nostri figli siano pedine “coinvolte nella protesta” da parte dei colleghi scioperanti. Vogliamo rassicurarli sul rispetto della deontologia e della didattica da parte dei loro Colleghi. Siamo stati noi, assieme a molti altri, vista la partecipazione, ad aver coscientemente deciso di evidenziare il nostro disappunto e la nostra preoccupazione circa la modalità di gestione della DS in ogni ambito. Le famiglie che hanno preferito dare questo segnale ben conoscono l’apertura al dialogo e al confronto della DS, nei fatti,
non nelle dichiarazioni!

Pertanto questi sono i motivi per cui i nostri figli non sono venuti a scuola il 2 maggio:
– Dare un segnale alla Direzione della Scuola che può essere riassunto in una frase: “La Scuola è gestita così male che se potessi terrei mio figlio a casa”;
– Solidarizzare coi Docenti e ATA che protestavano, perché i genitori e i ragazzi sono i primi a vedere e vivere le situazioni di disagio quotidiane;
– Dimostrare ai propri figli che di fronte a situazioni ingiuste o problematiche manifestare il proprio pensiero si può e si deve fare (ci siamo presentati al presidio spontaneamente, nessuno ci ha invitato).

I Docenti Anonimi, che si definiscono “eterni idealisti” chiedono di percorrere la strada del dialogo, strada che non solo le RSU hanno percorso per mesi, ma anche noi genitori, chiedendo incontri e assemblee, in una scuola in cui essere ricevuti è diventata un’epopea. L’organo nel quale come genitori abbiamo il diritto di fare sentire la nostra voce è il consiglio di istituto e in questa sede ci siamo impegnati in sedute fiume, protratte anche fino alle 22, con discussioni infinite per poter ottenere la risoluzione di qualcuno tra gli innumerevoli problemi (purtroppo, ottenendo poche delibere di cui molte rimaste inattuate!).

Ci chiediamo se i Docenti Anonimi abbiano preferito tappare le falle di una Dirigenza disastrosa per il “quieto vivere”, più che per idealismo. Se c’è qualcuno che viene manipolato sono proprio loro, spesso chini a subire decisioni imposte perché aderenti alla “legge”, senza interrogarsi sull’esistenza o sulla corretta applicazione della norma stessa.

Troviamo profondamente offensiva la frase “…abbiamo l’obiettivo di aiutare (i nostri ragazzi) a sviluppare le loro capacità di ascoltare gli altri e rivalutare i propri pensieri alla luce del pensiero altrui e, se necessario, essere disponibili a modificare i propri punti di vista. Ci piacerebbe che i ragazzi vedessero agire gli adulti nello stesso modo.”

Noi abbiamo rispettato il punto di vista di chi non ha aderito allo sciopero, lo abbiamo valutato, non condiviso, ma non certo criticato. I Docenti Anonimi invece si prendono la libertà di farci la morale, additarci come cattivo esempio per i nostri figli, presupponendo che li abbiamo tenuti a casa da scuola “on demand” e non perché riteniamo che questa gestione della scuola sia fallimentare. Al contrario, abbiamo oltretutto insegnato loro un diritto sacrosanto, il diritto dei lavoratori allo sciopero. Chiediamo ai Docenti Anonimi: ritenete davvero che ragazzi e genitori non si accorgano dei progetti annunciati e poi non svolti, o avviati con mesi di ritardo? Che non sentano sulla propria pelle il disagio di essere continuamente divisi tra le classi per carenze di organico non nominato? Che gradiscano passare la ricreazione in classe perché non è stata correttamente organizzata la sorveglianza dei corridoi? Credete che i genitori siano contenti di aver iscritto i propri figli con un piano formativo monco e slegato, che non dice nulla sull’offerta formativa dell’anno prossimo? Pensate davvero che basti garantire un orario e che per i genitori l’offerta formativa in esso contenuta sia secondaria? Pensate veramente che togliere l’organico di potenziamento sia cosa da poco? Siamo stufi di dover lottare per avere il minimo sindacale.

Vogliamo che la scuola del nostro territorio cresca, riparta, torni ad essere un’eccellenza. Abbiamo provato a lottare per questo risultato con questa Dirigenza, senza esito. Probabilmente, apprendiamo dalla stampa, la Dirigenza cambierà a breve. Dietro di sé purtroppo lascerà le macerie di questa divisione insensata tra Docenti e altri Docenti e ora anche tra alcuni Docenti e
Genitori.

Per il bene dei nostri figli, comunque, noi ci saremo. Pronti al dialogo, alle assemblee, ai gruppi di lavoro congiunti. A comunicare guardandosi in faccia e non tramite lettere ai giornali o ai siti Web.
Anche per questo mettiamo i nomi. I Docenti Anonimi sapranno così dove trovarci quando vorranno fare un dialogo costruttivo per il bene della Scuola, senza manipolare i fatti.
Nel nostro ruolo di genitori siamo consapevoli che si trasmettono messaggi ai nostri figli anche con gli atteggiamenti. E la posizione espressa fa parte di quei messaggi che vogliamo trasmettere.

Abbiamo partecipato e continueremo a farlo, per difendere i diritti dei nostri ragazzi e di chi lavora nella scuola. Nel nostro messaggio c’entra l’essere genitori e cittadini, nient’altro.

Un gruppo di Genitori dell’Istituto Comprensivo di Borgo S. Lorenzo.
Claudio Piga, Marco Iandelli, Lucia Bartoloni, Emanuela Zagli, Catiuscia Caloia, Simona Ristori, Simone Convalli, Michela Coruzzi, Tessa Tedeschi, Jilaria Tessari, Alessandro Bartoloni, Daniele Maiani, Daria Pini, Marco Mirannalti, Patrizia Modi, Anett Feher, Pietro Andreini, Serena Castellucci, Riccardo Rocci, Marco Bartolini, Giuditta Borghetti, Riccardo Quartani, Rossella Bernoni, Elisabetta Cicchetti, Matteo Timori, Michela Vinci, Stefania Ulivi, Silvia Armandi, Stefania Modi, Katia Weber, Ivana Carpini, Lucrezia Fontana, Gianluca Mariotti, Piero Bongini, Stefano Fusaro, Claudia Pisano, Angela Giovannini, Susanna Collini, Nicola Pastore, Laura Giannelli, Chiara Tettamanti, Alessandro Lucchi, Annalisa Tagliaferri, Giorgio Mottini, Adele Birsan, Andrea Trebacchetti.

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