Mostro di Firenze: Il ruolo della donna, un eden ricoperto di spine e coltelli.

Redazione OK!Mugello

Mostro di Firenze: Il ruolo della donna, un eden ricoperto di spine e coltelli.

08/05/2019

50 anni sono passati da quando l’incubo di Firenze si è sollevato sopra un’intera città, nelle campagne limitrofe, nel tepore delle case, nella vita di giovani innamorati. Quell’incubo, che i media italiani hanno giornalisticamente ribattezzato come la macabra vicenda del Mostro di Firenze. Vicenda mai conclusa, mai archiviata, macchiata di ipotesi e supposizioni, che hanno più volte messo in discussione l’intero impianto accusatorio, e che continua a tenere viva la cronaca di ieri e di oggi.

Vicenda che da sempre ha visto al centro della cronaca uomini. Soli protagonisti. Tutti legati a doppio nodo all’indagine degli otto duplici omicidi di coppiette avvenuti tra il 1968 e il 1985 nella provincia fiorentina. In mezzo a tutto, nel cuore della vicenda, c’erano però anche loro. Le donne. Uccise e seviziate senza pietà. Danneggiate della loro libertà. Oltraggiate. Offese. Le donne che, in un modo o nell’altro, hanno avuto un ruolo. Ingombrante. Marginale. Amaro. Oscuro. Involontario.

Lo studio che ho presentato al pubblico, nell’ambito della presentazione del libro di Paolo Cochi “Al di là di ogni ragionevole dubbio” presso la Libreria Mondadori Book Store di Borgo San Lorenzo, ha voluto essere una mera digressione sul tema della donna nei delitti del Mostro di Firenze, provando a raccontare una vicenda conosciuta da tutti, in una chiave diversa, prettamente femminile.  Nell’ambito del mio studio sono andata scavare nelle storie personali di tutte le donne di questa vicenda e del loro “sacrificio”, con una meticolosa attenzione rivolta a quello che è stato a tutti gli effetti il massacro della figura della donna ad opera dell’assassino.  Una lunga primavera, mai finita, dove si parla di un paradiso al contrario. Di un eden ricoperto di spine e coltelli.

Chiara Elci

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