Il futuro del Monastero di Borgo. Riflessioni e cronaca di Aldo Giovannini

Aldo Giovannini

Il futuro del Monastero di Borgo. Riflessioni e cronaca di Aldo Giovannini

Il futuro del Monastero di Borgo. Riflessioni e cronaca di Aldo Giovannini
29/03/2019

Abbiamo atteso qualche giorno per stilare una nostra modesta sensazione, al di là di quelli che sono stati i comunicati ufficiali, per quello che si è presentato, quasi improvvisamente, davanti agli occhi dei borghigiani in particolare e dei mugellani in generale, in questi ultimi quindici giorni.

La notizia della riapertura del cinquecentesco Monastero domenicano di Santa Caterina ha destato tanta sorpresa, poi una grande curiosità, e dopo l’ufficialità notarile del Consiglio Direttivo della Fondazione “La Cittadella di Santa Caterina” (Presidente Stefano Tagliaferri, già assessore del comune di Borgo San Lorenzo e Presidente della comunità Montana), e la presentazione del progetto da parte di tutti i Componenti che ne faranno parte della Fondazione stessa (Consorzio Co&so, Consorzio Fabrica, Gal-Start Società Pubblico Privata, Monastero Suore Domenicane di Firenze, proprietaria dell’immobile di Borgo San Lorenzo), hanno dato una chiara chiave di lettura di quello che sarà nel futuro il progetto di riqualificazione di questo scrigno storico, architettonico e artistico nel cuore di Borgo San Lorenzo, così ben chiarito dal dotto intervento di Marco Pinelli; luogo di cultura, di aggregazione, un centro di assistenza per anziani e malati a lunga degenza (Il “Co&So” se non andiamo errati gestisce alcune Case di Accoglienza, in varie località).

Panoramica del Monastero domenicano di Santa Caterina verso il tramonto. Un gioiello, uno scrigno di arte, storia, fede per 500 anni nel “cuore” di Borgo San Lorenzo.

Quindi punti nevralgici del Monastero (vedi il Refettorio, la Sala Capitolare, il Coro Piccolo e il Coro Grande, le tante e diversificate Sale, Salotti e Saloni, senza contare le oltre cento celle delle suore, etc, etc), dove troveranno spazio momenti culturali, musicali, artistici, oltre a punti di commercializzazione di prodotti di nicchia e a km 0.

Questo progetto, per Borgo San Lorenzo e per il Mugello ci sembra, secondo il nostro modestissimo pensiero, molto positivo, molto interessante, per tanti motivi che non stiamo quì ad elencare.

Naturalmente tanti si pongono delle domande, con i loro dubbi, le loro critiche, le loro perplessità, tutte accettabili ci mancherebbe, come del resto abbiamo letto nei tanti commenti sulla variegata stampa locale, territoriale e regionale.

La grande sala del Refettorio durante la conferenza di presentazione del progetto di riqualificazione

Noi diciamo solamente che prima di dare delle sentenze, è bene attendere, ponderare, osservare, discernere, cioè quello che si svilupperà e quale sarà il futuro del Monastero borghigiano.

L’attesa e la pazienza sono buone consigliere. Molti hanno confrontato il degrado del Monastero Camaldolese di Luco, ormai fatiscente, cadente, sull’orlo del collasso finale. Ce ne dispiace, poiché al di là di quello che è stato Luco (fede, preghiere, misticismo per secoli fin dal ‘400 e poi l’unico ed eroico ospedale del Mugello dal 1871) ma sinceramente fra l’edificio di Borgo, ben solido in tutte le sue strutture e l’edificio di Luco, c’è una differenza abissale. E nel caso di Luco doveva essere la Regione Toscana (proprietaria dell’immobile), a farsene carico e salvarlo; o no!

La mostra storico-iconografica allestita all’interno del Monastero di Santa Caterina.

Scritto questo ecco sabato scorso (23 marzo 2019) si è tenuta la presentazione del progetto sul Monastero di Borgo San Lorenzo, con tanto di video, da parte di tutti i soggetti sopra menzionati, (Terzani, Giani, Tagliaferri, Omoboni). Presentazione della quale tutti i quotidiani e varie emittenti televisive hanno copiosamente e ampiamente scritto, compreso ovviamente OK!Mugello, data l’importanza dell’evento.

Non ci soffermiamo su quest’ultimo capitolo, vogliamo evidenziare e segnalare ai nostri lettori, che nel giorno e mezzo di apertura durante il quale si poteva visitare il Monastero in via del tutto straordinaria (anche se solamente un terzo di tutto il complesso, quasi 6 mila mq!!), tramite l’iscrizione alla Biblioteca Comunale, ben 800 persone hanno preso d’assalto l’ingresso del Monastero (altrettanti purtroppo che non si erano iscritti, non sapendo di questa modalità, per ovvie ragioni di sicurezza non sono potute entrare).

Suddivisi in gruppi, accompagnati dagli studenti del Liceo “Don Giotto Ulivi”, dopo aver visionato all’ingresso della bella mostra storica-fotografica del Monastero (curata dallo scrivente di queste note con la collaborazione del Prof. Marco Pinelli e dott. Fabio Margheri della Co&So, tecnicamente realizzata dallo Studio Fotografico Buccoliero) sono stati accompagnati negli gli spazi visitabili: un incredibile successo di partecipazione popolare.

E noi che abbiamo avuto l’onore di accompagnare qualche gruppo, poiché gli studenti non avevano il tempo materiale per smaltire i visitatori, siamo stati diretti testimoni di come i borghigiani e i mugellani hanno accolto con gioia questo evento.

Lo stupore era tanto, era tutto un domandarsi di quale prezioso, bellissimo, straordinario monumento si “celava” nel cuore storico di Borgo San Lorenzo, uno stupore che si leggeva negli occhi di tanti di questi amici, moltissimi dei quali, diciamo la quasi totalità, non sapevano minimamente quello che si presentava davanti ai loro occhi, esprimendo una grande soddisfazione per questo eventuale recupero.

Tanti gruppi di borghigiani e mugellani in attesa della visita del
Monastero. In un giorno e mezzo sono stati circa 800 i visitatori, che si
sono iscritti alla Biblioteca Comunale.

Tanti ci hanno chiesto se il Monastero potrà riaprire le porte in futuro sempre in via del tutto straordinaria per altre visite; purtroppo non lo sappiamo, ma dato che il presidente della Fondazione è l’amico Stefano Tagliaferri, se ci fossero novità saremo i primi a darne notizia.

Visitatori nella nel Coro grande del Monastero dove troneggia una pala
d’Altare di Ridolfo di Cosimo del Ghirandio, accolti dall’organista
Marilisa Cantini alla tastiera del vecchio “armonium”.

Inizia ora la parte tecnica di restauro e recupero, che comporterà molto, molto tempo e non può essere diversamente; come sopra scritto, attendiamo con fiducia l’evolversi del tutto.

Quel che si nota dalla finestra del Coro grande; l’imponenza del campanile romanico- lombardo della Pieve di San Lorenzo

Infine e non per ultimo, (è una nostra semplice deduzione), riguarda l’assenza in questo “mosaico” riorganizzativo della chiesa borghigiana, la parrocchia insomma. Il Monastero è sempre stato un blocco granitico con la Pieve, (infatti per un secolo e mezzo era denominato San Lorenzo) e la Pieve viceversa è sempre stata la compagna fedele per 500 anni del Monastero. Forse il cordone che ha legato queste due strutture doveva essere ancora ben saldo; anche in questo caso staremo a vedere, prima di gettar sentenze.

Una delle cento antiche cellette dove hanno vissuto centinaia di suore nel corso di cinque secoli.

(Foto A.Giovannini- A.Buccoliero)

Aldo Giovannini


Redattore OK!Mugello.

6 commenti

  1. GILBERTO ha detto:

    Speriamo quello così ben descritto da Giovannini vada in porto nei migliori dei modi, anche se ci vorrà molto tempo.

  2. paola ha detto:

    Sono stata una delle fortunate a visitare il Monastero con cicerone il signor Aldo. Bellissimo!

  3. Marilisa ha detto:

    Hai scritto che ” hai atteso” prima di fare la cronaca di questo evento…..Io dico invece che hai dato a chi non c’ era l’ esatta immagine di ciò che è stato e soprattutto la vera natura di ciò che sarà. E come sempre ” col cuore”!
    Grande Aldo.
    Marilisa

  4. Ugo ha detto:

    La descrizione entusiasma e si spera possa ispirare e stimolare alla rivalutazione e alla rinascita di tante realtà che aspettano un recupero e una rinascita per un utilizzo pubblico.
    Grazie
    Ugo

  5. Carlo ha detto:

    SPERIAMO CHE IL MONASTERO SIA RECUPERATO PIENAMENTE, PERCHE’ BORGO E IL MUGELLO NON POSSONO PERDERE QUESTA BELLISSIMA TESTIMONIANZA SECOLARE.

  6. Maria ha detto:

    IL MIO DISPIACERE CHE NON CI SONO PIU’ LE SUORE. SONO STATE MERAVIGLIOSE.

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