Cronaca (e foto) di una straordinaria serata nel chiostro di Santa Caterina

Aldo Giovannini

Per il reparto di pediatria

Cronaca (e foto) di una straordinaria serata nel chiostro di Santa Caterina

Cronaca (e foto) di una straordinaria serata nel chiostro di Santa Caterina
01/07/2019

Con l’organizzazione del Comitato “Nel Borgo”, rappresentato dalla quasi totalità dei commercianti ed esercenti del centro storico ed oltre di Borgo San Lorenzo, sotto la presidenza di Gina Pierini, e il patrocinio del Municipio (presente il sindaco Paolo Omoboni), ha avuto luogo lo scorso 26 giugno 2019 uno bellissimo evento denominato “Cenando sotto le Stelle”, all’interno del cinquecentesco Monastero domenicano di Santa Caterina, riaperto in via del tutto eccezionale al pubblico, dopo la presentazione ufficiale lo scorso marzo da parte della Fondazione “La Cittadella”, quando venne presentato alle autorità presenti il recupero e il restauro di questo straordinario edificio sacro ubicato da 500 anni nella più profonda radice storica del castello borghigiano e che rarissimi borghigiani in cinque secoli hanno potuto visionare.

La Fondazione che ha dato la possibilità al Comitato “Nel Borgo” ( era presente il dott. Lorenzo Terzani D.G. del Cruppo Cooperativo che fa parte anche CO&SO, l’Arch. Patrizia Nuti dirigente del “Consorzio Fabrica” e il dott,. Roberto Manetti funzionario di CO&SO), di allestire questo evento ha aperto solamente, per ragioni di sicurezza, il grande Chiostro (il giardino con al centro il pozzo) e i camminamenti al piano terra, ma il fascino era talmente tanto che gli oltre 200 ospiti sono rimasti entusiasti.

I partecipanti sono stati accolti dalla musica del Duo violino e pianoforte “Marco e Giovanni” di Fiesole, e dalla mostra personale del pittore Enrico Pazzagli (primo pittore della storia che ha esposto nel Monastero), decano di tutti gli artisti del Mugello. Il convivio (signorilmente servito, da “Buffet & Party di Ronta), è servito per raccogliere fondi per il Reparto di Pediatria dell’Ospedale di Borgo San Lorenzo (era presente la dott.ssa Rosalia Innocenti) e si è protratto fino a tarda notte sotto le luci dell’amico Poli. Speriamo che in futuro possa essere riaperto, ma più che altra venga recuperato in toto come è stato predisposto dal consiglio d’amministratore della “Cittadella”.

Ed ecco una nostra breve nota storica del monastero domenicano di Santa Caterina: “Eravamo agli albori del XVI° sec. (A.D. 1515), quando l’allora Pievano di Borgo San Lorenzo, don Damiano Manti da Imola, venendo incontro ad un gruppetto di giovani donne che volevano vestire l’abito monacale, si portò il 21 dicembre con una delegazione di notabili borghigiani al cospetto di Papa Giulio X° (al secolo Giovanni dè Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico), in quel periodo ospite al Castello di Cafaggiolo, per supplicare il Pontefice affinchè con suo decreto si potesse edificare nella Terra del Borgo a Santo Lorenzo un monastero.

La supplica fu persuasiva poiché il 20 gennaio successivo, quindi dopo appena un mese, arrivò il Decreto Pontificio che istituiva il nuovo Monastero, in severa clausura, sotto la protezione di San Lorenzo martire, che poi negli anni successivi doveva prendere la sua secolare denominazione: “Monastero domenicano di Santa Caterina”. Costruito con i crismi della tipica architettura conventuale domenicana, con al centro del grande chiostro il pozzo, contornato dai camminamenti in colonnato, il portico, capitelli e peducci, vennero innalzati e sviluppati i tanti e variegati locali, come il parlatoio, il refettorio, le cucine, la lavanderia, la Sala della “ruota”, un ampio orto e interrate le cantine.

Ai piani superiori trovarono ampio spazio le celle del dormitorio delle suore, il Coro Piccolo, il Coro Grande, le stanze di lavoro, di preghiera e di meditazione, oltre alla Biblioteca e all’archivio storico. Impreziosito ed arricchito di tante opere d’arte del XVI° al XIX° secolo, i borghigiani chiamarono questo Monastero “La Cittadella”, poiché fra ‘600, ‘700 e parte dell’800, moltissime furono le vocazioni monastiche, raggiungendo addirittura il numero di 108. Una Madre Superiora, Suor Reginalda Tosetti, che resse le redini del Monastero fra ‘700 ed ‘800, morì in odore di santità ed è sepolta nel grazioso Oratorio interno al Monastero ma con il portale d’ingresso in via San Francesco, meglio conosciuta come la “salitina delle monachine”.

Il Monastero che ha dovuto subire profanazioni e violenze (vedi l’invasione francese del 1799 e 1803 e le soppressioni del 1867), è sempre stato però un punto di riferimento di grande e profonda cristianità per quasi cinque secoli, aprendo le sue porte nonostante la stretta clausura, per nascondere alcuni partigiani feriti durante l’ultima guerra mondiale ( 1940/1945) ed una famigliola di ebrei. In questo Terzo Millennio, per mancanza di vocazioni, il Monastero dopo quasi 470 anni di clausura (fu aperto all’esterno nel 1971) è stato chiuso e sulla “cittadella”, che brulicava di una intensa vita giornaliera, anche se il tutto circondato da alte mura, è sceso un assordante silenzio. Speriamo per poco- .” 


Foto allegate (Foto Buiccoliero)

Aldo Giovannini


Redattore OK!Mugello.

7 commenti

  1. riccardo ha detto:

    Finalmente una bella recensione di una magnifica e bella serata

  2. Vanni ha detto:

    Gradevole serata ed ottimamente commentata da OK!Mugello.

  3. Giancarlo ha detto:

    MAI ENTRATO NEL MONASTERO. CHISSà QUANTE COSE BELLE CI SARA’ ALL’INTERNO. SPERIAMO UN GIORNO DI VEDERLE. GRAZIE

  4. LUCA ha detto:

    CHE BEL LUOGO. BORGO E’ FORTUNATO, DA TENERLO SOTTO VETRO

  5. Marcello ha detto:

    UN MONUMENTO ECCEZIONALE BISOGNA VALORIZZARLO

  6. Giovanni ha detto:

    Forse il papa che dette il benestare per la nascita del monastero fu Leone X, figlio del Magnifico. A Giulio X non ci siamo ancora arrivati in 2000 anni di pontificati…

  7. Aldo Giovannini ha detto:

    Caro Giovanni, è vero, lapsus. E pensare che nei tanti scritti dedicati al Monastero di Santa Caterina, compreso il libro sul Millennio della Pieve, ho sempre scritto Leone X… la vecchiaia avanza. Tante cordialità.

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