Max Mugelli. A Imola poste le basi per un futuro elettrico nelle gare a 'ruote coperte'

Auto e Moto
visibility119 - mercoledì 21 luglio 2021
di Redazione
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Il Pad interno alla vettura
Il Pad interno alla vettura © N.c.

Troppo presto ancora per dire che il futuro dell’automobilismo sportivo sarà esclusivamente elettrico, ma certamente l’interesse attorno alle vetture elettriche preparate per le competizioni è in forte aumento.

Il pilota di Ronta (Borgo San LOrenzo) Max Mugelli, come sempre attento alle ultime novità, non ha voluto mancare ai primi passi del nuovo E-STC Series (Electric Super Touring Car Series), il primo campionato Super Turismo Elettrico al mondo con vetture derivate dalla serie. Max ha guidato per la prima volta in pista la Tesla Model 3 equipaggiata con uno specifico kit racing sviluppato dal preparatore americano Unplugged Performance e “brandizzata” Y3K, azienda di punta in Italia nel noleggio di veicoli ecologici a basse emissioni inquinanti. 

Si è trattato di una esibizione, non di una gara vera e propria, dato che ancora mancano all’appello alcune vetture che sono in fase di preparazione. Max ha approfittato dell’occasione per conoscere la Tesla Model 3 (mai guidata in precedenza) e iniziare a capirne il comportamento in vista della prima gara di campionato prevista per Settembre a Varano.

Max Mugelli

“Si è trattato di una esperienza sicuramente positiva e bene ha fatto l’organizzazione a considerare quella di Imola un evento lancio e non una prova di campionato: mancano infatti altre vetture e team all’appello e bisogna ancora lavorare molto sul livello di assistenza tecnica in pista. Roberto Molino, CEO di Y3K, ha fortemente voluto che fossi al volante di una Tesla sin dal debutto del E-STC Series e non mi sono di certo tirato indietro.

Guidare in silenzio, senza il rombo di un motore termico alle spalle, è una sensazione strana: si possono avvertire infatti tutti i suoni impossibili da sentire in una vettura da competizione tradizionale, come per esempio i rumori provocati da ammortizzatori e braccetti, o il fruscio del vento. Ad un certo punto ho avvertito chiaramente il frinire delle cicale sugli alberi!

La criticità che abbiamo immediatamente riscontrato è l’eccessivo surriscaldamento della batteria quando vai full throttle, e questo manda la vettura in recovery dopo pochi giri, o il grande consumo delle pastiglie freni in particolare sul posteriore, al momento non ancora adeguate per l’utilizzo estremo in pista.

La Tesla stradale infatti usa la rigenerazione come freno principale (quello che noi siamo abituati a chiamare freno motore) e l’uso delle pastiglie è decisamente più contenuto rispetto ad una vettura tradizionale. Mi ha impressionato il fatto di potere controllare l’intera vettura grazie ad un Pad interno.

Devo riconoscere che la Tesla ha una elettronica molto avanzata. La macchina è però ancora troppo pesante (circa 18 quintali con pilota a bordo) per cui credo che sarà opportuno alleggerirla per renderla ancora più competitiva. Le sospensioni invece sono ottime sia sull’anteriore che sul posteriore, e quando troveremo un buon abbinamento molla ammortizzatore l’handling migliorerà ancora.

Le prestazioni infatti fanno ben sperare, tanto che sono riuscito a girare sotto i due minuti (1.58.7) un tempo a Imola già non molto distante da una GT4, siglando anche la miglior prestazione in una delle due qualifiche del sabato.

Non ha senso analizzare al momento la prima esibizione o i superlap effettuati la domenica pomeriggio (che comunque mi hanno sempre visto velocissimo) bisogna invece capire come interpretare al meglio una vettura che è totalmente diversa da quelle a cui noi piloti professionisti siamo abituati a guidare.

Basti pensare che la Tesla è priva di cambi e che probabilmente potremmo sfruttare la rigenerazione per avere un effetto frenante ancora migliore! Ma servirà fare dei test e dei chilometri per conoscere e sfruttare a fondo le qualità della Model 3.

Da questo punto di vista anche l’organizzazione deve fare uno sforzo ulteriore, per potere dare a tutti i team il kit competizione completo in tempi utili per permettere a tutti di potere essere preparati in vista del primo appuntamento ufficiale di Settembre a Varano.

A Imola però si sono poste le basi di quello che potrebbe essere il futuro elettrico: di certo i motori termici saranno sempre gli indiscussi protagonisti, ma l’elettrico si sta ritagliando uno spazio sempre più importante anche nelle competizioni sportive. E mi piacerebbe essere uno dei protagonisti anche di questa nuova era”

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