Ricordi e foto dalla Rifle, dalle vestaglie blu e da un Mugello andato

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visibility2851 - sabato 17 ottobre 2020
di Redazione
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Super Rifle
Super Rifle © Simona Baldanzi

Anche la piattaforma online Collettiva, che nasce dalla Cgil, ha dedicato nei giorni scorsi un ampio servizio alla Rifle (che proprio nei giorni scorsi è stata dichiarata fallita,clicca qui) e ad uno spaccato di vita degli scorsi decenni. La Rifle viene definita 'Una scheggia di archeologia industriale conficcata nel nostro presente. Un’altra ruga sul volto di una produzione nazionale invecchiata cent’anni nello spazio di pochi decenni. Lì dove c’era l’orgoglio del Made in Italy, che allora era davvero “Fatto in Italia”, oggi ci sono capannoni vuoti a perdita d’occhio'.

Vi si ricorda di quando, alla fine degli anni Sessanta, la Rifle contava a Barberino 600 dipendenti e sei catene di produzione, per realizzare un prodotto di qualità venduto in giro per il mondo. E ancora la decisione della famiglia Fratini (all'origine di tutto) di abbandonare il nome 'Confezioni Fratini) per adottare quello esotico e 'western' di Rifle (che significa 'fucile').

Poi gli anni del boom, il lavoro che non mancava. E le belle storie di Lisa e Sandra (rispettivamente zia e madre di Simona Baldanti, scrittrice e sindacalista). Lisa, entrata alla Rifle a 15 anni, ci ha passato 39 anni e racconta anche le lotte. Di quando, ad esempio, furono denunciate per aver bloccato l'autostrada per protestare contro il famoso 'decreto di San Valentino', che aboliva la scala mobile. O ancora del fatto che le dipendenti venissero chiamate 'le fratine', come fossero 'emanazione' della famiglia che dirigeva l'azienda.

Altri tempi ed altre lotte.... Clicca qui per leggere il bell'articolo di Collettiva

In questo nostro articolo trovate invece alcune foto d'epoca che Simona Baldanzi ha pubblicato alcuni anni fa in un gruppo Facebook di foto storiche barberinesi



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