Borgo. La storia del bellissimo Crocifisso del '500 e del suo restauro

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di Aldo Giovannini
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4 settembre 2019. Il Crocifisso rimosso per essere portato a Firenze per la disinfestazione dal’attacco dei xilofagi.
4 settembre 2019. Il Crocifisso rimosso per essere portato a Firenze per la disinfestazione dal’attacco dei xilofagi. © Aldo Giovannini

Sembra ieri quando il 4 settembre del 2019, tecnici e funzionari della Società “Atelier” di Firenze, con la supervisione della Soprintendenza alle Belle Arti (oggi ha altra denominazione), staccarono dall’abside della Pieve di Borgo San Lorenzo la magnifica immagine cinquecentesca lignea del Crocifisso, poiché era stato attaccato in maniera vistosissima, unitamente alla Croce, da insetti “xilofagi” (il classico tarlo), e richiedeva con urgenza un intervento mirato, prima dell’irreparabile.

Mentre la grande Croce è stata depositata e trattata in un locale della stessa chiesa borghigiana, la scultura lignea del Cristo, è stata minuziosamente “curata” - diciamo così - nei locali predisposti della Società sopra citata. Il lavoro è stato espletato nei tempi previsti, ma l’arrivo della Pandemia del Coronavirus, ha bloccato il ritorno a Borgo e il successivo collocamento in Pieve per circa due mesi.

Finalmente lo scorso martedi 28 luglio 2020, il Crocifisso accompagnato da quattro tecnici e dai funzionari responsabili dell’Atelier (dott.ssa Angela Matteuzzi e dott.ssa Lucia Cioppi) con la supervisione della Dott.ssa Jennifer Celani della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e per le province di Pistoia e Prato, presente ovviamente il pievano don Luciano Marchetti e il nuovo cappellano Don Joseph Nidhin, la statua lignea è stata portata alla luce dall’involucro che l’avvolgeva e con pazienza, attenzione, meticolosità e grande professionalità, piano piano con scale speciali è stata ricollocata nella sua tradizionale posizione centrale dell’abside della romanica Pieve.

Non nascondiamo, anzi ne siamo orgogliosi senza timori reverenziali per nessuno, che insieme ad alcuni amici, alcuni fedeli presenti in chiesa e tre o quattro rari turisti, sono stati momenti di altissima emozione quando la statua si è ripresentata, pur nella sofferenza della morte, nel suo secolare splendore (Arte, Fede, Storia), che nonostante una evidente scristianizzazione in atto nella società non potrà mai essere eliminata.

Come scrivemmo lo scorso settembre, non sappiamo chi ne sia l’autore; proviene come sopra scritto dall’antica chiesa di San Francesco di Borgo San Lorenzo, al tempo delle soppressioni napoleoniche (1808 ca.) questa preziosa scultura lignea cinquecentesca, la quale, secondo gli ultimi studi è stata avvicinata ai modi eleganti e potenti di ispirazione michelangiolesca, della scuola di Jacopo Sansovino nei primi decenni del ‘500, mentre altri studiosi la pongono in un’epoca post donatelliana.

Comunque qualsiasi sia la paternità, dopo quasi 500 anni, custodita prima in San Francesco e da quasi 230 anni nella Pieve, (a parte una parentesi ventennale in una chiesa nell’Empolese), resta l’atavica “borghigianità” di una immagine lignea dalla incomparabile bellezza e purezza. In questa fausta occasione, domenica 9 agosto 2020 alle ore 21,30 l’Orchestra Camerata dè Bardi, eseguirà un concerto titolato “San Lorenzo in Musica” che anticipa la festa del patrono di Borgo San Lorenzo ma, soprattutto, festeggia il ritorno del Crocifisso restaurato.

(Foto cronaca di A. Giovannini)

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