Storia di un triste (e difficile) viaggio Italia e Albania. Ma alla fine ha vinto la solidarietà

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visibility25606 - martedì 14 luglio 2020
di Redazione OK!Mugello
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Misericordia Vaglia in viaggio
Misericordia Vaglia in viaggio © Misericordia Vaglia

Lo strano periodo che stiamo vivendo, tra rischio Covid e frontiere bloccate, ha portato ad una vera e propria Odissea nei giorni scorsi per un equipaggio della MIsericordia di Vaglia che doveva riportare a casa in Albania una giovane donna malata terminale con un tumore alle ossa, che aveva espresso il desiderio di essere riportata in patria.

Tutto è iniziato al confine con la Slovenia, quando è emerso che la signora aveva il passaporto scaduto. E’ partita quindi una serie di telefonate dall’ambulanza (in viaggio) verso la Farnesina, verso l’ambasciata italiana in Albania e verso l’ambasciata albanese in Italia. Da questi ultimi è arrivata l’indicazione di recarsi all’ambasciata più vicina (in questo caso a Lubiana) per una proroga del documento (e dove sono stati ricevuti interrompendo una riunione con il locale ministro degli Esteri) per poi, finalmente, avere il documento insieme ad un percorso da seguire per il resto del viaggio.

Prima di arrivare, però, è stata necessaria un’altra deviazione, a causa della chiusura del confine con la Bosnia. Quindi ancora una volta è stato necessario cambiare strada e scendere invece lungo la costa. “In teoria - spiega uno dei volontari - arrivati al confine saremmo potuti tornare indietro. Invece questo viaggio è stato una gran cosa”.


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