Strage in A1. "Mio padre mi ha urlato, mi ero addormentato". Ecco il video degli attimi fatali

Le telecamere fisse hanno immortalato il momento dell'impatto. Perchè ha sbandato il padre delle bambine morte? Ecco la sua testimonianza rilasciata in carcere

Attualità
visibility29742 - mercoledì 10 giugno 2020
di La Redazione
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Ecco la traiettoria fatale
Ecco la traiettoria fatale © Autostrade

E' agli arresti domiciliari a Napoli l'uomo che in un sol colpo alla guida della sua auto (immatricolata per 6 ma con 7 passeggeri effettivi) ha ucciso i genitori di 50 e 52 anni e due dei suoi figli id 8 mesi e 10 anni. L'impatto terribile rimasto registrato sulle telecamere fisse di Autostrade mostra la Sharon guidata dall'uomo trentenne che dopo una curva, nel rettilineo successivo esce dalla corsia di marcia e piomba sul mezzo pesante parcheggiato.

Fin dai primi momenti la traiettoria fatale era imputabile o a un colpo di sonno o a una distrazione del conducente che dalla Romania era diretto con la famiglia a Napoli. L'incidente era successo venerdì 5 giugno intorno alle 14.00 vicino a Monte San Savino sulla corsia sud subito dopo Arezzo e il padre dei bambini morti e figlio della coppia deceduta fu arrestato per omicidio stradale plurimo.
Da ricordare che nello schianto sono rimasti feriti anche il figlio 13enne della coppia deceduta, la gemellina della piccola morta e la moglie del conducente. I test effettuati sul guidatore hanno appurato che l'uomo al volante aveva tasso alcolemico zero. Non aveva qui né bevuto né assunto sostanze ed era entrato in Italia alle 8 del mattino dalla Slovenia. Forse il poco riposo alla base della strage dato che l'uomo preveniva dalla Transilvania?

Di fronte al giudice Emil (questo il nome dell'uomo) si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nell'udienza svoltasi ieri in mattinata il giudice Giulia Soldini ha convalidato l'arresto e disposto, per l'uomo - apparso sotto choc e assistito dall'avvocato Christian Vannucchi - la misura degli arresti domiciliari nell'abitazione di un parente a Napoli.

“Mio padre ha gridato: attento! Allora ho aperto gli occhi e ho visto il Tir davanti a me, ho provato a sterzare a sinistra. Pochi centimetri e li avrei salvati tutti” nel silenzio della sua coscienza pare ricure gli attimi fatali. Solo tre secondi con le palpebre abbassate, appesantite dalle troppe ore di viaggio hanno provocato l’inferno.

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I commenti degli utenti
  • Mugelli Giampiero ha scritto il 11 giugno 2020 alle 12:56 :

    purtroppo simili incidenti succedono, l'uomo non aveva bevuto tanto meno drogato e questo lo assolve in parte ma in un viaggio specialmente lungo se ci prende sonno dobbiamo subito fermarsi per venti minuti oppure se c'è un altro abile alla guida chiedere il cambio immediato. Però il destino molte volte è crudele Rispondi a Mugelli Giampiero