Centri quarantena. A Bivigliano tutto fermo: attivate invece altre sei strutture in Toscana

Accoglieranno i pazienti dimessi dall'ospedale, ma che non possono terminare a casa il periodo di quarantena (per non contagiare i familiari)

Attualità
visibility743 - giovedì 26 marzo 2020
di Redazione OK!Mugello
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Parte della struttura che dovrebbe ospitare il centro
Parte della struttura che dovrebbe ospitare il centro © OK!Mugello

Mentre rispetto all'hotel Giotto di Bivigliano niente si è ancora mosso (nel senso che dalla Prefettura hanno invitato Asl e Comune di Firenze a riferirsi direttamente al Comune di Vaglia per eventuali comunicazioni che, al momento, non sono giunte. E che, allo stesso tempo, dall'albergo fanno sapere di non aver ricevuto nessuna comunicazione) sono pronte le prime sei strutture ricettive toscane che accoglieranno i pazienti dimessi dai presidi ospedalieri dell’Ausl Toscana Centro.

Spiega in merito una nota dell'azienda Usl Toscana Centro: Pazienti che necessitano di restare in isolamento per il periodo necessario al completamento della guarigione. Sono persone che non hanno bisogno di ulteriore assistenza sanitaria, ma costretti a trovare una sistemazione diversa dal proprio domicilio, per tutelare i familiari conviventi.

Si tratta di una misura messa a punto dalla Regione Toscana in accordo con varie associazioni di categoria per far fronte alle eccezionali necessità legate a questo periodo di emergenza, offrire un sostegno maggiore ed una risposta alle preoccupazioni circa le possibilità di portare il contagio all'interno della famiglia convivente. L’accordo è finalizzato ad individuare strutture ricettive, disponibili ad andare incontro alle esigenze delle aziende sanitarie.

L’Ausl Toscana Centro, ricevuti gli elenchi delle strutture ricettive disponibili, ha individuato inizialmente 6 strutture ottimali per posizione, tempi di attivazione e capacità (3 situate in area fiorentina, 2 pistoiese e 1 pratese) per le quali si stanno completando tutte le necessarie verifiche e mettendo a punto la complessa macchina organizzativa, in modo tale da dare indicazioni alle Direzioni di Presidio ospedaliero affinché sia identificata la casistica più idonea per questo tipo di sistemazione.

L’accordo prevede che la struttura ricettiva garantisca una fornitura minima in ciascuna camera singola (letto, energia elettrica, riscaldamento, etc..), oltre al servizio di manutenzione ordinaria e di reception h 24, 7 giorni su 7, al fine di autorizzare l’accesso a fornitori ed eventuale personale sanitario dedicato.

L’acquisto della totalità delle camere è a carico dell’azienda sanitaria, con una tariffa unica secondo criteri stabiliti (circa 30,90 euro per ciascuna stanza), che dovrà inoltre provvedere alla fornitura dei pasti e dei servizi di assistenza di base (ad es. cambio biancheria e lenzuola). Al termine dell’attività l’ASL provvederà direttamente alla completa sanificazione della struttura ricettiva, rilasciando idonee certificazioni.

L’Azienda sottolinea che l'alloggio è da considerarsi “per persona in isolamento”, con conseguente divieto di ricevere visite. Nella struttura potrà entrare solo il personale che vi lavora, i fornitori autorizzati, il personale sanitario e gli utenti comunicati dall'azienda sanitaria.

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