"Non siamo eroi, abbiamo paura". Il racconto di un soccorritore CRI in prima linea

Damian è responsabile alla Croce Rossa Italiana di Rignano sull'Arno, tramite Ok!Valdisieve ha voluto rivolgere un messaggio a tutti gli italiani e in nome di tutti i soccorritori d'Italia: "Non siamo eroi, abbiamo paura"

Attualità
visibility481 - venerdì 20 marzo 2020
di Martina Stratini
Più informazioni su
Alcuni operatori del Croce Rossa Rignano con il materiale sanitario ricevuto dalla Croce Rossa cinese
Alcuni operatori del Croce Rossa Rignano con il materiale sanitario ricevuto dalla Croce Rossa cinese © Croce Rossa Rignano

E' un periodo difficile quello che stiamo vivendo. Difficile per chi ha dovuto chiudere le proprie attività, difficile per chi è anziano o in difficoltà e vive da solo, difficile per chi ha fatto della paura un elemento costante di questi giorni, difficile per chi è abituato a non fermarsi neanche un minuto, difficile per tutti quei lavoratori che nonostante la paura di ammalarsi devono ogni giorno recarsi sul posto di lavoro per garantire all'Italia una speranza di ripresa economica.

Per qualcuno però questo periodo è più difficile rispetto a chiunque altro. Si tratta di quelle persone che questa battaglia la stanno combattendo in prima linea. Medici, Infermieri, OSS, personale ospedaliero e soccorritori. Persone che stanno operando in silenzio per far sì che tutto questo sia, nel minor tempo possibile, solo un capitolo di un futuro libro di storia delle prossime generazioni di figli e nipoti. Pagine che però potranno raccontare le due facce della medaglia: Un momento buio e di paura accompagnato da un inaspettato senso di unione, solidarietà e forza del nostro Paese.

Ed è proprio a seguito di un messaggio di un soccorritore alla redazione di Ok!Valdisieve che è nato questo articolo. Damian Sequeira è responsabile alla Croce Rossa Italiana del comitato di Rignano sull'Arno ed assieme ai suoi colleghi, per la maggior parte volontari, si occupa ogni giorno di rispondere concretamente alle vostre chiamate nel momento del bisogno. "Lavoro come soccorritore. Mi piacerebbe far comprendere attraverso un articolo la situazione in cui le associazioni di volontariato di soccorso sono messe e come è drasticamente cambiato il nostro modo di lavorare. Vi ringrazio anticipatamente" . Ci ha ringraziati Damian ma siamo noi a dover dire grazie a lui e tutti coloro che come lui dedicano tempo agli altri, a prescindere dai rischi che corrono ogni giorno per farlo.

E chi potrebbe raccontare meglio di chi vive questa situazione sulla propria pelle? Chi potrebbe raccontarla meglio di chi ogni giorno sale su quelle ambulanze per venire a casa vostra? Chi potrebbe raccontarla meglio di chi si trova a coordinare un gruppo di volontari che hanno esattamente come noi figli e una famiglia? E' proprio per questo che abbiamo deciso di dare spazio alle parole di Damian:

"Abbiamo un'ambulanza con infermiere a bordo tutti i giorni dalle 8.00 alle 20.00, dobbiamo sempre usare maschere e doppi guanti per la nostra protezione e quella del paziente. Ogni tanto ci capita di dover fare servizi sospetti COVID19 con la tuta intera antibattereologica, occhiali di protezione e maschere. Le maschere fpp2 e fpp3 non arrivano più perchè scarseggiano e dunque la nostra unica sicurezza sono maschere chirurgiche. Dobbiamo mantenere la distanza giusta dal paziente ma non sempre è possibile correndo rischi veramente grandi. Nonostante la situazione di emergenza sanitaria, dobbiamo continuare con i nostri servizi di terapie salvavita di tutti i giorni, dal lunedì al venerdì: dialisi, chemioterapie e molto altro.
Abbiamo lanciato un nuovo tipo di servizio di distribuzione farmaci e spesa per le persone più vulnerabili per esempio ad anziani, immunodepressi e persone in quarantena cautelare e visto le tante richieste c'è stata l'estensione ad altre associazioni del territorio che hanno aderito C.R.I , P.D, SCOUT e VAB.
Ormai, come tutte le sere in questa fase di grande emergenza a fine giornata mi ritrovo a fare il REPORT di quanti servizi 118, sociali , spese e distribuzione farmaci stiamo facendo. Devo dire che sono estremamente contento e orgoglioso dei nostri volontari che in questo momento di criticità danno la propria disponibilità e non si tirano indietro , sempre come nostro stile di CROCE ROSSA per aiutare le persone più vulnerabili.
Non siamo persone coraggiose e nemmeno eroi, anche noi abbiamo le nostre paure ma in questo momento aiutare il prossimo (sempre con la massima sicurezza) passa avanti a tutto e ci da la forza per continuare nel nostro servizio. Non chiederti: “Chi sono gli altri per essere aiutati?”. Chiediti: “Chi sono io per non aiutarli?”, è questo il messaggio che ho mandato a tutti i volontari per dare forza e coraggio per continuare nel nostro servizio. So che è un periodo di stress per tutti e siamo stanchi e stremati, ma ormai siamo dentro a questa battaglia, affrontiamola e vinciamola insieme. Così al più presto torneremo a fare le nostre grigliate in cortile."

"Non chiederti: Chi sono gli altri per essere aiutati?. Chiediti: Chi sono io per non aiutarli?, è questa la frase chiave. Poche parole che racchiudono l'essenza del racconto di Damian e di tutte quelle persone che danno una mano concreta in questo difficile momento. Una mano che arriva addirittura dall'altra parte del Continente e da chi fino a qualche mese fa additavamo tutte le colpe di questa epidemia: la Cina.

"La Cina ci ha donato, tramite i 9 sanitari della Croce Rossa cinese giunti a Milano nei giorni scorsi, molto materiale sanitario utile ad affrontare questa grande emergenza che loro hanno allo stesso modo dovuto affrontare per diversi mesi e dal quale sembrerebbero usciti solo in questi giorni. Materiale che è in distribuzione in tutte le Croce rossa italiane e che è giunto al nostro Comitato di Rignano proprio oggi. Possiamo solo dire 'GRAZIE' per questo grande gesto umanitario", conclude Damien.


Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • Mugelli Giampiero ha scritto il 21 marzo 2020 alle 07:36 :

    In questi giorni tutti coloro che lavorano nella sanità sono persone che rischiano che lavorano interrottamente con sacrifici per salvare vite umane. Qualcuno gli chiamano angeli, ma non lo sono. Sono persone normali con le loro paure che ogni volta che tornano in famiglia hanno terrore di essere infetti e infettare i familiari, sono persone in cui dobbiamo dare loro rispetto non solo in questo momento ma sempre perché ogni giorno anche fuori da questa guerra salvano vite umane. Perciò non dimentichiamoli mai e con rispetto e orgoglio salutiamoli e ringraziamoli e ricordiamoci di queste persone che vivono nelle malattie per fare del bene. GRAZIE A TUTTI Rispondi a Mugelli Giampiero