L'industria dell'eolico invade il Mugello? Sabato incontro a Dicomano

Organizzato dal gruppo Dicomanocheverrà. Presente un ex architetto della Regione, che si occupava di valutazioni di impatto ambientale

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visibility242 - mercoledì 12 febbraio 2020
di Redazione OK!Mugello
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La locandina
La locandina © Dicomano che verrà

Spiega una nota: Un incontro sia per informare sia per mobilitare le coscienze, quello organizzato dal gruppo consiliare Dicomanocheverrà per Sabato 15 Febbraio a Dicomano, nella Sala Consiliare alle 15,30, dal titolo “L’industria dell’eolico invade il Mugello?”. Sono previsti gli interventi di: Arch. Fabio Zita (ex Dirigente Valutazione di Impatto Ambientale - Regione Toscana); Comitato per la Tutela dei Crinali Mugellani; Alessandro Lucibello – Comune di Riparbella (PI); Ivano Vignali – Comitato CISATEL – Comune di Zeri (MS).

Al centro della discussione l’energia eolica e l’impatto che l’impianto eolico di Corella – Villore (Comuni di Dicomano e Vicchio) potrebbe avere sul territorio e sull’intero Mugello.

“Perché anche questo è il timore” dichiara la capogruppo di Dicomanocheverrà, Laura Barlotti “che una volta aperta la strada da Corella a Villore, con un impianto che si presenta dalle dimensioni devastanti, ci si muova alla “conquista” di tutto il Mugello”.

Una vera e propria industria mossa dal profitto e dagli incentivi con nessun vantaggio per i cittadini, che non vedranno certamente le bollette diminuire (anzi aumentare perché le FER le paghiamo tutti in bolletta), ma con danni irreparabili per l’ambiente.

“Ben altro rispetto alla produzione energetica sostenibile, utile e necessaria, invocata in autunno da COP25 e Bruxelles, ci hanno fatto notare gli esperti più critici, pensando al beneficio ridicolo portato da una produzione energetica discontinua e ingovernabile” continua la nota.

“Questo non significa, lo ribadiamo” chiarisce la capo gruppo Laura Barlotti “viste le facili e banali strumentalizzazioni, che non siamo favorevoli a potenziare investimenti e utilizzo di impianti con fonti energetiche pulite, ma dipende dal contesto, dal tipo di energia e dalle dimensioni, variabili che devono trovare un adeguato equilibrio e sinergia. Non ci pare infatti” continua Barlotti “che questo possa dirsi, dalle informazioni a oggi disponibili sul progetto (depositato in Regione Toscana il 31/12/2019), per l’impianto previsto tra Corella e Villore: otto generatori di altezza di circa 120 metri cadauno, con pale di 60 metri ciascuna...cosa comporteranno? Come si pensa di trasportare il materiale verso Corella – Villore?”

“Ci sembra poi cosa da non commentare il fatto che qualcuno quasi si rallegri del progetto per il semplice motivo che in questo modo saranno finalmente riasfaltate delle strade! Forse così a Corella avremo delle autostrade (facendo di quella stradina uno stradone di servizio d’accesso, che servirà tutti i successivi impianti industriali progettati sul crinale, con un continuo via vai di mezzi pesanti e leggeri per tutti gli anni che dureranno costruzione, manutenzione, smontaggio), in una zona per la quale ci siamo battuti nel tempo ai fini della tutela del suo paesaggio, fatto di faggete e di marronete, di boschi, di pascoli, e non dimentichiamo la sua vocazione agricola e turistica, i sentieri trekking e i prodotti IGP. Politiche di tutela e promozione”, continua il comunicato, “condivise oramai da anni da tutti i comuni del Mugello, dall’Unione del Comuni e dalla stessa Regione Toscana. Quindi come puo’ conciliarsi tutto questo? Come ci immaginiamo il nostro territorio? Vogliamo salvaguardare e tutelare la nostra montagna, unica ricchezza che abbiamo, anche dai dissesti idrogeologici, vogliamo che i nostri paesi montani restino abitati e vivi, in un momento in cui c’è anche un ritorno all’agricoltura specie da parte dei giovani, che richiamino turisti..., oppure questo territorio lo vogliamo “in vendita” al miglior offerente, e quindi in tal caso cementificato e definitivamente deturpato?”

Interessante sarebbe stato fare visitare, nelle varie gite fatte dai due comuni con Agsm (la società che dovrebbe realizzare l’impianto) invece dell’impianto fatto a Rivoli, che si trova in un contesto completamente diverso dal nostro, quello di Firenzuola, peraltro molto piu’ vicino e molto piu’ simile a quello che dovrebbe essere realizzato tra Dicomano e Vicchio. Forse questo non è stato fatto perché l’impatto ambientale sarebbe stato molto piu’ evidente? Una volta che le nostre montagne saranno distrutte non potremo tornare indietro.

“Non solo”, continua il comunicato, “parliamo di Dicomano etrusca: nel comune di Dicomano, abbiamo uno dei principali siti di archeologia di tutto il Mugello. Dall’area archeologica di Frascole sono emersi i resti di una chiesa romanica del XIII secolo, la chiesa di San Martino e, soprattutto, i resti di un grande complesso di epoca etrusca, collocabile nel III secolo avanti cristo, probabile residenza fortificata dell’importante famiglia etrusca dei Velasna.

Siamo convinti che il futuro del Mugello sia nell’agricoltura sostenibile, nelle eccellenze e nel turismo: vogliamo che Dicomano sia riconosciuta come porta di accesso al Parco delle Foreste Casentinesi. Ma l’impianto interesserebbe anche il percorso del sentiero europeo E1 (ossia lo 00). Come puo’ trovare una giusta sintesi tutto ciò?

Per questo sabato 15 febbraio, sarà importante anche ascoltare le testimonianze nel corso dell’incontro di quanto accaduto in due comuni abbastanza vicini, Riparbella (Pisa) e Zeri (MS), dove sono stati costruiti degli impianti eolici, in particolare nel primo comune proprio da AGSM Verona Spa, la stessa società che dovrebbe realizzarlo nei nostri comuni, e che dopo varie trasformazioni oggi è una holding, che produce e vende energia da varie fonti sia tradizionali sia rinnovabili.

L’appello per Sabato 15 Febbraio, alle 15,30 a Dicomano, è quello a partecipare, per informarsi e farsi una propria opinione sul progetto e su quanto ci sia in ballo: da una parte la tutela del territorio dall’altra un’enorme speculazione.

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I commenti degli utenti
  • Mugelli Giampiero ha scritto il 13 febbraio 2020 alle 09:53 :

    il progresso corre forse troppo e molte volte non da il tempo per riflettere come è successo per l'alta velocità che ha debellato in primis le sorgenti del Mugello dando niente in cambio. viene spontaneo una domanda: vale la pena alzare quei mostri per la corrente che daranno perché non sempre e tutte gireranno secondo come tira e quanto tira il vento. Personalmente ho visto quelle nelle colline tra Foggia, Candela e la superstrada che porta a Matera il disastro ambientale di quei mostri che mi ricordano i mulini a vento e Don Chisciotte Rispondi a Mugelli Giampiero

  • Ia ha scritto il 12 febbraio 2020 alle 17:14 :

    a meno che la scheda allegata alla richiesta regionale di valutazione impatto ambientale non sia errata, le pale in progetto dovrebbero essere di 99 metri, qui di seguito l'estratto dalla scheda "....Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo impianto eolico denominato “Impianto eolico Monte Giogo di Villore” composto da n. 8 aerogeneratori di altezza massima all'hub pari a 99 metri ...." quindi 39 metri in più dei 60 riportati nell'articolo... Rispondi a Ia

    Ia ha scritto il 13 febbraio 2020 alle 08:58 :

    Correggo: quanto riportato nell'articolo è giusto, i 60 metri si riferiscono alla dimensione delle pale, quindi la dimensione totale in altezza di 120 mt indicata è giusta. Rispondi a Ia