Ex Sanatorio Banti. Idra ha fatto il punto con sindaco e assessore

E Sandro Corona chiede un Consiglio Comunale aperto sulla questione

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visibility207 - venerdì 08 novembre 2019
di Redazione OK!Mugello
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Il Banti
Il Banti © N.c.

L’associazione fiorentina Idra, che dagli anni Novanta propone inutilmente, assieme al comitato di cittadini di Vaglia “per la difesa dell’uso pubblico e sanitario” del complesso, soluzioni al degrado progressivo del gioiello architettonico che guarda Firenze dalla collina dell’Uccellatoio, a Pratolino, è tornata a bussare alla porta della giunta che ha in mano una consistente quota della sua futura destinazione urbanistica. Spiega una nota:

Incontrando nei giorni scorsi il sindaco Leonardo Borchi e l’assessore all’Ambiente Riccardo Impallomeni, Idra ha chiesto di sapere come Vaglia si attrezza ad amministrare la fase apertasi dopo che la anche quarta gara d’asta è andata deserta, lo scorso 15 luglio, nonostante il drammatico deprezzamento dell’‘ospedale dell’aria bona’ e del suo grande e ricco parco: dai 9,6 milioni del 2005 ai 2 milioni di euro odierni.

Con soddisfazione si è appreso che sindaco e assessore hanno proposto all’intero Consiglio comunale (maggioranza e opposizione) di farsi esso stesso promotore di una grande giornata pubblica di confronto, dibattito e proposizione con le altre istituzioni titolari di competenze sul Banti, con le categorie economiche, i comitati civici e le associazioni, gli studiosi e la popolazione tutta. Idra ha salutato con favore questa scelta, e ha suggerito di estendere l’invito a quei soggetti civici e istituzionali, periferici e centrali, che potrebbero contribuire in sinergia a recuperare e a restituire al godimento pubblico questo polmone verde nato per la promozione della salute dei cittadini: scuole, biblioteche, Università, ministeri dell’Istruzione, dei Beni culturali, della Salute.

Idra ha ricevuto inoltre copia del documento con cui il “Dipartimento Manutenzione e Gestione Investimenti” dell’Azienda sanitaria, proprietaria del complesso, dopo aver verificato la presenza di circa 1400 mq di copertura con presenza di eternit (oggi frantumato e in parte polverizzato, e dunque continuamente a rischio di diffusione nell’ambiente circostante, sia nel parco di pertinenza del Banti, sia in quello pubblico, attiguo, della Garena), comunica il proprio programma di lavoro.

L’Azienda, si legge nella nota datata 10 settembre, “si è resa disponibile ad effettuare l’intervento con maggiore tempestività avviando immediatamente la progettazione della bonifica, conclusa la quale saranno affidati i lavori mediante le procedure di Legge. E’ plausibile che i lavori siano completati entro i primi mesi del 2020, e comporteranno un esborso di un importo di oltre 60.000 euro”.

Interessanti, a testimonianza dell’entità dei costi sociali dell’incuria e dell’abbandono, le altre cifre riguardanti gli interventi collaterali già svolti o in programma.

“Negli ultimi 3 anni, da quando cioè l’edificio è diventato oggetto di ripetute intrusioni e vandalismi, sono state ripetutamente ripristinate (16 ordini di lavoro) le recinzioni esterne (circa 300 m. la perimetrazione), di cui l’edificio è dotato, e le tamponature di porte e finestre ai piani bassi, per le quali sono stati spesi c.a. 70.000 euro.

Completata la bonifica dell’amianto verranno integralmente rifatte le tamponature di porte e finestre e le recinzioni esterne a maggior garanzia di sicurezza, da ditta specializzata in tale tipo di difese di edifici inutilizzati, utilizzando lamiere microforate in acciaio temperato inghisate alle pareti, con un costo previsto di circa 40.000 euro.

Per quest’ultimo periodo estivo fino alla fine di Settembre è stato disposto un servizio di sorveglianza H24 mediante operatori della “Securitas Metronotte”, attivo a partire dal giorno 07/06 u.s., con ausilio di unità cinofila nelle ore notturne (dalle 20 alle 08) con varie perlustrazioni previste intorno al complesso per un importo di circa 40.000 euro”.

In merito alla questione del Banti scrive Sandro Corona, della lista civica Insieme:

Ieri La Nazione ha pubblicato un trafiletto sull'incontro avvenuto tra l’associazione Idra e il Sindaco, che ha dichiarato di aver proposto all'intero Consiglio comunale (maggioranza e opposizione) di farsi esso stesso promotore di una grande giornata pubblica di confronto, dibattito e proposizione con le altre istituzioni titolari di competenze sul Banti.

Ribadito, se ce ne fosse bisogno, che come lista civica INSIEME siamo convinti che la risoluzione di una questione come quella del Banti sia interesse di tutti e vada oltre le divergenze politiche, ci teniamo a fare alcune precisazioni.

La proposta del Sindaco al Consiglio comunale risale allo scorso luglio: il capogruppo di maggioranza Critelli si era attivato per contattare i capogruppo di opposizione con una proposta ancora più ambiziosa, un vero e proprio convegno che coinvolgesse esperienze di livello sovralocale.

Sono stati fatti due incontri, fra la fine di luglio e la prima metà di agosto; dopo un primo momento interlocutorio si era arrivati a concordare l’avvio di una fase più operativa, attraverso la definizione di un organigramma del quale il Critelli si era offerto di redigere una prima bozza.

Dopo quel momento, senza ulteriori contatti, abbiamo avuto modo di rivedere il Critelli solo in occasione dell’ultimo Consiglio del 23.10, dove il capogruppo si è prodotto in un veemente attacco contro il consigliere Cresci, che ci è sembrato totalmente fuori luogo e sostanzialmente privo di reali contenuti.

Apprendiamo comunque volentieri che il Sindaco considera ancora valida la proposta e rinnoviamo la nostra disponibilità a contribuire attivamente a qualunque iniziativa di carattere collettivo finalizzata alla risoluzione del problema, compresa la riattivazione del tavolo di lavoro inspiegabilmente interrotto.

In quest'ottica, avanziamo la proposta di fare un 'Consiglio Comunale aperto' sul tema Banti, quale primo passo per iniziative di più ampio respiro.

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