Scrittori in erba: Le poesie di Daniele Fabbri

Attualità
visibility2 - sabato 18 maggio 2019
di Saverio Zeni

OkMugello ha pubblicato la prima serie di scritti del giovane Daniele Fabbri, ricevendo molte critiche positive. Daniele nato nel 1998, è di Borgo San Lorenzo con la passione della scrittura e questa volta ci ha inviato quattro brevi racconti che "regaliamo" al nostro pubblico. Confidiamo in un buon numero di commenti che possano permettere una critica costruttiva.

Di seguito i racconti inviati che diventano di fatto la sua seconda pubblicazione:

Senza nome.

Fa male. Fa male vederti lí e non poterti sfiorare i capelli come vorrei io, guardarti negli occhi come se dopo quello sguardo la mia vita finisse , non poterti prendere la mano, appoggiarla sul mio petto e farti sentire il mio battito, scandito dai tuoi respiri. Fa male non sentirsi abbastanza. Non so spiegarti il come , il quando , ne il perché ma è successo. È successo che quel giorno, dove il silenzio regnava nella mia testa , uno sguardo di troppo ha lasciato cadere da un altezza indefinita il mio muro di vetro, frantumandosi così in milioni di insicurezze e paranoie. Adesso se ti parlo ho paura di sbagliare , ho paura di esagerare , ho paura di disturbarti , ho paura di essere di troppo, ho paura di farmi del male. Eppure tu sei così fragile , come potresti farmi del male ? Ho visto parole trasformarsi in coltelli così affilati da farmi sanguinare per mesi , ed è bastato un semplice "no". Sono perso di te , ma non so come dirtelo , non posso dirtelo , non dovrai mai saperlo. Oggi mi sveglierò e sarà come se io non provassi niente per te , sarò come sempre , niente cambierà , per te. Il mio mondo sarà diverso invece , indosserò una maschera sorridente, mi vedrai felice ma , spero che tu ti accorga dei miei occhi nel momento in cui mi guarderai , e capirai , capirai tutto quello che devi capire. Scenderà una lacrima in quel momento , perché saprò che le tue labbra sussurreranno l'ennesimo no della mia vita. Lascio la maschera sul mio volto come convinzione che posso essere felice anche senza di te, ma , più mi guardo e più essa si crepa.

Io , te , la luna.

Sei andata via senza lasciare traccia . Nessun messaggio, nessun avviso. Ti cerco tra lo sguardo della gente , magari incrociassi il tuo.  Quella sera le nuvole predominavano il cielo e coprivano gli astri quando , ad un tratto , una luce bianca iniziò ad accendersi sciogliendo così quelle fitte nubi crigie. La luna , con il suo bagliore mi apparve avanti agli occhi mostrando tutta la sua imponenza. La guardai per ore e più il tempo passava , e più i suoi crateri formavano il tuo volto. Rimasi incantato , poiché la mia immaginazione mi ricordó per l'ennesima volta il tuo abbandono. Il giorno seguente , mentre giravo in moto trovai una panchina girata verso uno strapiombo dal quale si aveva una vista mozzafiato sulla natura. Così quella notte andai li a guardare la luna. Mi sedetti e guardandola iniziai a raccontarle di te. Solo all'alba mi resi conto , che dalla parte opposta c'era un altro strapiombo con un altra panchina , da cui si alzò una figura femminile. Per tre mesi andai a quella panchina, a parlare di te e ogni volta , quella luna divenne sempre più grande. Una notte , decisi di andare sulla panchina difronte. Eri tu .. eri lì seduta a parlare di me , alla luna. Parlavi dei tuoi sbagli , dei miei.. parlavi dei nostri ricordi insieme. Quando sentii il tuo singhiozio , non ho potuto resistere. Mi feci avanti e asciugai le tue lacrime alzandoti il viso oscurato dalla mia ombra: - Volevo chiederti scusa. Scusa se non ti ho più cercata , non ti ho più mandato un messaggio. Scusa se ho accettato la tua scomparsa , se quando avevi bisogno di me io non c'ero. Scusa se ti ho lasciando andare , senza combattere.

Cigni di carta.

Ti è mai capitato che qualcosa a cui credevi con tutto te stesso , si sgretolasse in un battito di ciglia ? Eppure un attimo fa era lì , lo vedevi chiaro e limpido nella tua testa ed eri convinto che nessuno potesse cancellare quell' immagine di te, felice sotto un albero ad ascoltare quella canzone che per te è stata fondamentale. Nessuno , tranne te stesso. In un attimo l'immagine che era uno specchio d'acqua limpida e quiete , inizia ad agitarsi e imperterrita a colorarsi di nero. Un lieve battito di ali mi scompigliò i capelli. Era un cigno. Si posò nell' acqua con indifferenza. Il suo manto piumato inizó a colorarsi si nero , e l'acqua a tornare limpida. Si appropriò di tutti i miei pensieri , le mie insicurezze. Riprese il volo , puntandomi. Dopo ogni suo battito di ali , i miei pensieri si sbriciolarono uno , dopo l'altro. Ogni mio pensiero svanito , decine di piume nere dieddero l'ultimo volteggio fatale. Le tue convinzioni possono essere ferrate quanto la tua immaginazione , ma basterà un piccolo cambiamento ad essa, che la vedrai fragile come un foglio di carta.

Arcobaleno bianco.

Guardai il cielo una tiepida mattina di primavera. Notai subito che c'era qualcosa che non andava. Quello che fino a pochi istanti fa era un insieme di colori luminosi di colpo iniziò a scolorirsi. Rimasi basito a tale evento e incredulo dell'accaduto, mi stropicciai gli occhi, ma esso era imperterrito a perdere colore. Così, gli urlai contro. Perché perdi i tuoi colori !? Chiesi. Divenne bianco. Fissavo ostinato questo arcobaleno sopra di me che non dava segni di ripresa. Mi sdraiai sul prato, bagnato pochi istanti fa da una fievole pioggia che il vento portó via con sé. Rimasi lunghi minuti a scrutarne l'essenza, e giunsi a una conclusione. Quell' arcobaleno voleva perdere i suoi colori per scelta sua. Non voleva essere il classico fascio di luce dai sette colori che la gente fotografava , ma voleva essere diverso. Voleva essere unico. Era bellissimo. Passarono altri lunghi minuti e pian piano iniziò a sbiadirsi, fino a scomparire. Quell' arcobaleno mi ha insegnato una cosa molto importante. Ognuno è diverso a modo suo e ciò ci rende unici. Sii te stesso , e non qualcun altro. Ci sarà sempre una persona che ti amerà per come sei, quindi non cambiare per nessuno, e fa sì che quella persona, ami ogni singola briciola di te stesso.

 

 

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