Alcuni dei Medici furono esiliati a Palazzuolo? Affascinante ipotesi in una ricerca di Luciano Ridolfi

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visibility1503 - mercoledì 07 agosto 2019
di Redazione OK!Mugello
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Alcuni dei Medici furono esiliati a Palazzuolo? Affascinante ipotesi in una ricerca di Luciano Ridolfi
Alcuni dei Medici furono esiliati a Palazzuolo? Affascinante ipotesi in una ricerca di Luciano Ridolfi © n.c.

Una ricerca di Luciano Ridolfi sulla presenza di alcuni membri della famiglia Medici esiliati, forse, a Palazzuolo dopo la congiura dei Pazzi del 1478

Dopo la Congiura dei Pazzi solo uno di quella famiglia fu risparmiato. Era Guglielmo dei Pazzi che disegni politici e forse anche l'amore avevano fatto entrare nella famiglia Medici come cognato di Lorenzo.

Aveva infatti sposato la tredicenne Bianca dei Medici, sorella maggiore di Lorenzo ed era entrato a pieno titolo a far parte della famiglia. Fu risparmiato dalla furia della vendetta proprio per questo matrimonio, ma qualcosa doveva pagare anche lui nonostante fosse estraneo, si disse, alla congiura. E quindi dovette anche lui subire l'esilio e l'onta della Damnatio memoriae. Il matrimonio fra i due rispondeva a un disegno politico molto ambizioso: unire le forze delle due potenze egemoni a Firenze e assicurare le condizioni per uno sviluppo ulteriore della ricchezza della città.

Ma alla base c'era senz'altro un sentimento d'amore che travalicava il calcolo politico ed economico. Ebbero sedici figli, quattordici dei quali sopravvissero e trovarono una loro collocazione nel difficile mondo di quel periodo. Alcuni fecero brillanti carriere, altri si accontentarono di vite più normali. Uno diventò arcivescovo di Firenze, un altro più semplicemente fu un orafo. Ma intanto con i sei figli che erano già nati all'epoca, Guglielmo e Bianca dovettero affrontare l'esilio e la morte civile. Non potevano essere nominati in nessun atto pubblico, non potevano muoversi dal luogo loro destinato, non potevano intrattenere rapporti di nessun tipo con chicchessia. Le loro immagini e i loro stemmi dovevano essere cancellati. Si salvò il ritratto di Bianca che Botticelli aveva realizzato nelle Madonna del Magnificat rappresentandola come l'angelo che sorregge la corona sul capo della Madonna e quello di Benozzo Gozzoli nell'adorazione dei Magi in Palazzo Medici dove la rappresentò insieme alle sorelle Medici.

Di Guglielmo non abbiamo ritratti, solo qualche lettera al Magnifico che si è salvata. Con loro venivano condannati all'esilio, che si presumeva perpetuo, anche i membri della loro piccola corte. Dovevano stabilirsi in un luogo isolato non più vicino di 5 miglia fiorentine alla città né più lontano di 20. In misure attuali, in una fascia compresa all'incirca fra i 9 e i 35/40 chilometri di distanza dalla città. E' indubbio che in questa fascia fossero comprese molte località che potevano essere individuate come sede dell'esilio, ma erano troppo popolate e c'era il rischio di contatti con la popolazione. Si trattava di individuare luoghi isolati, sotto il pieno controllo dei Medici, che garantissero un isolamento totale.

Quale sia stato questo luogo non si sa. In nessun archivio compaiono notizie, nessun paese ha mai tramandato notizie certe su un eventuale residenza della coppia e quindi a questo punto occorre formulare necessariamente delle ipotesi sperando che ci sia prima o poi la possibilità di verificarle. Ne avanzo una, basandomi su alcune deduzioni che tengono conto di alcuni dati riscontrabili. I Medici erano originari del Mugello e lì avevano un favore popolare incondizionato che li metteva al riparo di eventuali tentativi di rivalsa nei loro confronti.

Lì poteva pensarsi che eventuali nemici non avrebbero avuto sufficienti spazi di manovra. Le strade che si dipartivano da Borgo, per dire, erano costellate di loro proprietà e da edifici che si prestavano a una difesa. Come ad esempio la Faentina, a partire dall'edificio che caratterizza la Madonna dei Tre Fiumi o la villa sovrastante che sono le ultime emergenze prima della montagna.Una specie di confine. E quella strada era comunque controllattissima sia dalla parte Toscana che da quella romagnola dove si trovava Casaglia, non ancora distrutta completamente da un terremoto e poi Marradi, con i Fabbroni che erano in grado di controllare quel territorio ed erano sfegatati filiomedicei..

Analogo discorso si può fare per la strada che portava verso Firenzuola. Queste due direttrici erano i lati di una territorio che presentava le caratteristiche che si richiedevano per l'esilio pensato per Bianca e Guglielmo. Isolato, senza grandi insediamenti, lontano da avvenimenti storico- politici ed economici importanti. Lontano dalle direttrici del traffico, ma non tanto da non potere essere raggiunto in breve tempo. Poteva essere il territorio adatto. E poi, quando questa vicenda comincerà a stemperarsi nel tempo, è qui che ritroviamo Guglielmo che riprende la sua attività politica. Comunque, come dicevo, non ci sono documenti che permettano di verificare un'ipotesi.

Però,,, però. Però si è sempre detto che in quel di Quadalto abbia soggiornato una donna Medici per un certo tempo. E qui potrebbe essere anche individuato l'edificio che l'ospitò. E' quello che fu parzialmente occupato dalle fanciulle che provenivano da Firenzuola per dare origine alla Congregazione delle Suore di Quadalto e che dettero l'avvio alla realizzazione del complesso del Convento. Dice il Bianconcini che appena giunte si stabilirono in un grande casa sul cui portone campeggiava la data 1613 e nella cui cucina c'era un grande camino recante lo stemma dei Medici.

Ancora oggi quella casa si dimostra abbastanza diversa dalle altre e risponde a un chiaro disegno architettonico che non tiene conto di quella che allora era la preoccupazione principale nel costruire case e cioè la funzionalità per attività agricole. Una casa signorile insomma e sempre secondo il Bianconcini la casa poteva appartenere a una certa Caterina Medici, di cui non si hanno notizie, e al marito di lei che avrebbe comprato altre proprietà nei dintorni. Sta di fatto che uno stemma dei Medici in una casa che non fosse loro era davvero inspiegabile. E questa potrebbe essere una prima ipotesi.

Ma ce n'è un'altra più suggestiva che mi viene suggerita da Alfredo Menghetti e da Giovanni Vignoli e che pure questa va verificata. Per inciso anche questa ipotesi nasce da rimandi orali, da notizie tamandate di generazione in generazione e riguarda Corticula, cioè Cortecchio, dove avrebbe abitato una donna Medici che non si poteva nominare. E' indubbio che già nel catasto del 1428 risultano presenti a Cortecchio tre edifici dei quali non si fa il nome, nome tuttavia che compare nel Catasto Granducale del 1828. Fra quei tre edifici uno porta il nome di Ca' del Tosco che può essere interpretato come casa del Toscano e non del veleno (tosco) come qualcuno ipotizza, nel qual caso potrebbe esserci un rimando all'assassinio di cui ho scritto tempo fà.

Chi era questo Toscano? Che ci faceva lì? E soprattutto perchè anche in uno di quegli edifici compare uno stemma dei Medici con le palle di rigore? Evidentemente anche su questo sperduto borghetto c'era un interesse particolare della Famiglia Medici. Ripeto occorre fare ulteriori indagini ma la suggestione c'è e non c'è da scoraggiarsi se non si trovano notizie nei registri dei Battesimi di Misileo perchè Bianca e Guglielmo, che pure generarono 16 figli, in quei due anni che durò il rigore più aspro per il loro esilio, non fecero figli. Guarda te! Il loro esilio fu reso comunque più blando quasi subito. Poterono spostarsi e troviamo lettere di Guglielmo a Lorenzo da Valenza- in quel di Aulla, quindi ben oltre il limite delle 20 miglia- dove evidentemente si erano spostati. Guglielmo sarà poi riabilitato. Diventerà Gonfaloniere di Giustizia, la carica più importante della Repubblica Fiorentina, non senza essere diventato prima Vicario del Mugello e poi di Scarperia. Suggestioni, certo, ma la fantasia aiuta ad interpretare cose e senz'altro a rendere più interessante il luogo in cui si vive.

 

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