Marradi. Polemica sul 25 Aprile

Lo scontro politico

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visibility2696 - venerdì 19 aprile 2019
di Redazione OK!Mugello
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Marradi. Polemica sul 25 Aprile
Marradi. Polemica sul 25 Aprile © n.c.

Alcune riflessioni politiche marradesi che riceviamo e pubblichiamo dal gruppo SiAmo Marradi: All’ultimo Consiglio comunale dello scorso 25 marzo, sono stati presentati dalla maggioranza ed approvati solo dalla stessa due ordini del giorno molto politici, illustrati dall’ottimo consigliere Frassinetti già Vicesindaco di Triberti nella scorsa consiliatura, i temi riguardavano: il primo la necessità di bandire, censurare, eliminare, sradicare, di impedire la vendita di oggetti che possono anche lontanamente richiamare il regime fascista e non concedere autorizzazioni a tutte quelle manifestazioni che possono anche lontanamente richiamare atteggiamenti fascisti ; l’altro sul decreto sicurezza di matrice leghista del governo che andrebbe a creare difficoltà ai Comuni. Il tutto anticipato da partecipata e suggestiva, soprattutto per la bellezza dei luoghi, fiaccolata e seguito da comunicato stampa che evidenziava con forza come Marradi fosse un baluardo “antifascista”.

Il documento relativo alla necessità di sradicare qualsiasi segno di potenziale approvazione verso un regime fascista è un documento vecchio presentato circa un anno fa in altri Comuni Toscani, ricordo ad esempio a Certaldo, ma presentarlo un anno fa, sarebbe stato scomodo per il Sindaco Triberti perché nei fatti ha beneficiato proprio di quei voti di destra che oggi vuole sbiancare, candeggiare, tanto che nella sua maggioranza siedono un paio di Consiglieri non proprio di centro sinistra ma uno dichiaratamente della Lega ed uno su posizioni di destra, non presenti al Consiglio comunale del 25 marzo per motivi di salute, ubi major minor cessat. Onestamente mi sembra abbastanza paradossale per un elettore di centrodestra prima votare un Sindaco di sinistra e poi farsi fare anche la morale, con tanto di fiaccolata sotto casa, sul fatto che le sue visioni politiche sono sbagliate tanto da dover essere sbiancate anzi obliate. Vi è poi un altro aspetto inquietante, onestamente Marradi non aveva bisogno dell’ordine del giorno di Triberti e Frassinetti per dichiararsi antifascista, forse questo serviva un tempo, ora i protagonisti sono quasi tutti morti, quelli che per vivere sereni erano stati timidamente fascisti, talvolta neppure timidamente, e poi erano diventati dei gran bei comunisti. Marradi vanta da tanto tempo, anno 1991 il riconoscimento della medaglia d’oro al valore, voluto ed ottenuto per il suo tributo di sangue e per le vittime dell'eccidio di Crespino, dal Sindaco Rodolfo Ridolfi, che conosco assai bene. Qualcosa di ben più importante rispetto al quale l'impedimento della vendita di due cianfrusaglie con il saluto del Duce in camicia nera, finisce per essere irriverente e grottesco.

Detto questo a 74 anni dalla fine della guerra sarebbe ormai da tempo auspicabile che non ci fosse nessuno che sente ancora il richiamo di sentirsi vincitore, l’Italia la guerra l’ha persa, e l’hanno persa anche i partigiani quando a guerra finita hanno regolato i loro conti trucidando persone innocenti.

In fondo il sindaco Triberti, considerato che è stato votato dalla sinistra dal PD dalla destra e dalla Lega in larga parte, poteva con un guizzo politico audace e brillante in più, invece di scegliere di ricadere nel kitsch politico della sinistra, elevarsi a pacificatore, a sintesi ottimale di una storia passata e che oggi vede altri obiettivi da raggiungere, altre prospettive e che è staccata dai vecchi appesantimenti ideologici anche un po’ triti. Questa operazione però nella storia è riuscita a pochi ed io ne conosco uno solo Silvio Berlusconi che ha messo insieme cattolici, laici, riformisti, radicali e anche qualche ex comunista.

Il Gruppo SiAmo Marradi presente nei due componenti di Forza Italia ha deciso di non partecipare al voto per non legittimare una opportunistica levata di scudi due volte sgradevole soprattutto perché il Sindaco la destra ce l’ha seduta al suo fianco.

L’altro ordine del giorno sul decreto sicurezza era la ciliegina sulla torta: dopo aver velocemente prospettato il disagio incombente sugli enti locali, veniva tratteggiato un profilo esilarante del Ministro dell’”INFERNO”, bellissima battuta, apostrofandolo come volta gabbana ed opportunista e come il suo successo politico sia fondato sullo sbandieramento dello spettro della paura legata all’immigrazione. Anche qui il Sindaco ha alla sua sinistra, dove siedono i consiglieri di maggioranza, un caro ragazzo, che spesso mi dicono sostituire il Triberti con la fascia tricolore nelle occasioni ufficiali, che è un caro leghista.

Non amo la politica del doppio forno, nel caso di Triberti e della sua maggioranza è addirittura triplo: si prendono i voti dai leghisti, poi si umiliano non concedendogli il Vicesindaco, nonostante abbiano portato un sacco di voti, ed infine gli si dice pure che sono degli sciocchi che si fanno strumentalizzare dal “Ministro dell’Inferno”, che solo per meri calcoli elettoral-opportunistici li fa vivere nel buio della paura dell’immigrato. Quindi il buio mentale del “gretto leghista” è quindi a fasi alterne: utile ed apprezzabile quando vota Triberti, vive in quell’istante una sorta di illuminazione, di folgorazione collettiva sulla via di Damasco, dove riesce a discernere il bene dal male, incoronando il salvatore del paese, tutto questo poi scompare, le acque mentali dei leghisti si richiudono e tornano ad inseguire un imbonitore profeta del buio sociale e culturale. Se penso ai leghisti che gli portavano a spalla pure il tavolo per fare la propaganda in piazza rido ancora.

Sintesi la sinistra sventola lo spauracchio del ritorno del fascismo per tenere insieme grazie alla paura le sue coorti ma se lo fa Salvini con la paura dell’immigrato è un bieco opportunista. Non scendiamo nel merito ma registriamo che il metodo è lo stesso.

Noi a tanto trash non partecipiamo per “principio” e non votiamo chi secondo noi è lo squalo migliore o peggiore. Nel 2019 ci piacerebbe che il 25 aprile fosse un giorno di Libertà contro le paure per la crescita di un paese.

 

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