Porta a Porta. Dove finiscono i nostri rifiuti? La storia del vasetto di yogurt

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visibility579 - mercoledì 26 dicembre 2018
di Alessia Benelli
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Porta a Porta. Dove finiscono i nostri rifiuti? La storia del vasetto di yogurt
Porta a Porta. Dove finiscono i nostri rifiuti? La storia del vasetto di yogurt © n.c.

La raccolta dei rifiuti porta a porta è partita da alcune settimane nei Comuni di Vicchio, Borgo San Lorenzo e Scarperia-San Piero a Sieve. Il servizio deve essere ancora perfezionato (ci sono alcune inefficienze di cui parleremo nei prossimi giorni). Nel periodo delle feste la produzione di rifiuti è ancora più alta, dividere ogni scarto secondo le regole stabilite da Alia è più ‘noioso’ del solito. “Ma poi la plastica o il vetro che differenziamo viene riciclato davvero?”, è la domanda che si fanno in molti.

Abbiamo chiesto ad Alia come funziona il ciclo dei rifiuti.

LA STORIA DEL VASETTO DI YOGURT

Un vasetto dello yogurt, per esempio, per essere correttamente riciclato dovrà affrontare un viaggio in diverse tappe. Il gestore del servizio di igiene urbana istruisce gli utenti sul corretto conferimento del rifiuto; e REVET (Azienda dove avviene la selezione di gran parte degli imballaggi plastici toscani) effettua la raccolta della plastica presso i Comuni convenzionati. I rifiuti, ed anche il vasetto quindi, vengono trasportati nello stabilimento di Pontedera, dove viene valutata la qualità del materiale da riciclare. Nell’impianto, il nostro vasetto inizia il suo percorso attraverso tanti controlli, magneti, sensori ottici, vagli balistici, macchine a corrente induttiva...

Gli imballaggi – il vasetto, ma anche bottiglie di plastica, shopper e flaconi del detersivo - vengono inseriti nella fase di suddivisione e selezionamento. I rifiuti vengono preparati per il successivo processo di riciclo, previa suddivisione per tipo di polimero e per colore su nastri trasportatori. Le bottiglie di plastica vengono lavate in acqua calda per eliminare etichette e eventuali residui di sporcizia. I flaconi di detersivo vengono sottoposti a processi meccanici di eliminazione dei materiali indesiderati. Il materiale a questo punto può essere avviato al riciclo; un nastro trasportatore lo porta in una specie di lavatrice, dove viene lavato e poi scaldato a 200°, diventando, insieme con gli altri rifiuti, una pasta fluida che successivamente viene raffreddata in apposite vasche. Da questo trattamento il nostro vasetto esce in forma di granuli, piccoli coriandoli in plastica che, assemblati, possono diventare una panchina riciclata ed altri arredi e giochi da giardino. A livello nazionale, a seconda della dotazione impiantistica, molte sono le destinazioni per il riciclo e recupero dei vari polimeri: gli imballaggi in PET diventano scaglie adatte per la produzione di lastre, contenitori, prodotti per l'edilizia, ma anche per ottenere nuove bottiglie d'acqua. Dai flaconi di detersivo si ricavano granuli destinati alla produzione di tubi e geo-membrana bugnata. Dalle shoppers della spesa si possono produrre con il riciclo vasi per fiori, manufatti per l'arredo urbano, nuovi sacchetti…

 

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I commenti degli utenti
  • Giorgio ha scritto il 11 gennaio 2019 alle 21:32 :

    Alla fine viene bruciato tutto nello stesso forno .....rassegnati caro/a Rispondi a Giorgio

  • Cittadino disinformato ha scritto il 27 dicembre 2018 alle 12:28 :

    Ottimo servizio, quando funzioner al 100%. No, non deve essere fatica il piccolo contributo che ognuno di noi deve dare perche il servizio funzioni. A tal proposito mi verrebbero un paio di domande: Ma i cassonetti quando verranno tolti? E le campane per il vetro quando verranno messe? Rispondi a Cittadino disinformato

  • Cittadino disinformato ha scritto il 27 dicembre 2018 alle 12:25 :

    Da buon cittadino disinformato le chiedo: Su quali fonti basa le sue affermazioni? Siccome dice "informatevi meglio e date i veri contenuti", ci fa il piacere di informarci Lei? Rispondi a Cittadino disinformato

  • Luca Artini ha scritto il 27 dicembre 2018 alle 10:25 :

    Non mi sono mai informato, ma te che sai, potresti esternare qualcosa che dimostri quello che dici Grazie Rispondi a Luca Artini

  • Marzia ha scritto il 27 dicembre 2018 alle 08:30 :

    Articolo valido speriamo che quello che ci raccontate venga fatto. Auguri Rispondi a Marzia

  • Cristina ha scritto il 26 dicembre 2018 alle 21:16 :

    Questo articolo un ottimo esempio di servizio pubblico. Grazie! Rispondi a Cristina

  • Carla ha scritto il 26 dicembre 2018 alle 17:25 :

    Bella la favoletta raccontata qui sopra. Peccato che sia solo una storiella raccontata e tramandata e la verit molto diversa. Si chiamano Ecoballe e spesso vengono bruciate nei termovalorizzatori emiliani. Piccola storia triste. Informatevi meglio e date i veri contenuti alle persone invece di distorcere la realt raccontando la solita favoletta . Rispondi a Carla