Il Festival del Giornalismo visto (e raccontato) da OK!Mugello e Saverio Zeni

Attualità
visibility153 - venerdì 07 aprile 2017
di Saverio Zeni
Il Festival del Giornalismo visto (e raccontato) da OK!Mugello e Saverio Zeni
Il Festival del Giornalismo visto (e raccontato) da OK!Mugello e Saverio Zeni © n.c.

Il Festival del Giornalismo di Perugia è un appuntamento da non perdere anche per i non addetti ai lavori. Tanti incontri, workshop, talk, panel, gente che va e gente che viene. Sale meeting degli alberghi come stazioni ferroviarie, dove all'orario preciso si cambia relatori, si cambia tema, si cambia pubblico (che diligentemente attende in fila all'esterno per entrare ordinatamente in sala). Organizzazione perfetta (per quanto ho potuto vedere nella frenesia di una mattinata).

Tutti gli incontri con traduzione simultanea, streaming live sulle varie piattaforme digitali, tanti volontari e fotografi che immortalano sotto tutti i punti di vista il Festival, per diffonderlo sui vari social network.

In questo clima si è svolto anche un evento a cui ho partecipato, molto volentieri, in qualità di Vice Presidente ANSO, esponendo la mia esperienza nel campo dell'informazione locale (grazie a OK!Mugello e a 6 anni d'impegno nel direttivo dell'Associazione Nazionale della Stampa Online).

Giornalismo. Un'impresa.

Organizzato da ONA Italia (Online news Association), la sezione italiana dell’associazione internazionale di giornalisti digitali, l'incontro che si è svolto presso l'Hotel Brufani, ha visto la parteciazione di esperti del settore con Rosa Maria Di Natale (docente di giornalismo e autrice per Repubblica e Redattore Sociale), Paolo Piacenza (giornalista freelance, tutor presso la Graduate School of Journalism presso l'Università di Torino), Alberto Puliafito (editore di Blogo e co-fondatore nel 2015 di lenta Notizie). Il tutto presentato da Mario Tedeschini Lalli vice direttore di Innovazione e Sviluppo presso la società di media italiana Gruppo Editoriale L'Espresso fino a settembre 2016.

I cinquanta minuti a disposizione sono stati l'occasione per analizzare i primi dati provenienti dal sondaggio effettuato da ONA Italia sullo stato dell'arte del giornalismo digitale in Italia, che ha preso in esame una serie di editori online per cercare di capire se si può fare giornalismo facendo anche impresa.

Un'importante analisi dei dati raccolti è stata poi realizzata da Anna Saccoccio Cicala (come si può leggere nel suo articolo pubblicato su "Medium").

Il mio intervento è stato, forse, il più semplice in quanto ho confermato quanto rilevato dal sondaggio. In Italia le imprese editoriali digitali sono composte da un panorama piuttosto variegato sia in termini di entità giuridiche che di business model e organizzazione. Inoltre sono differenti anche le tipologie di linee editoriali, in quanto ci sono giornali online dedicati esclusivamente alla cronaca, altri alla politica o solo sport e natura. Queste differenze sono peculiari al territorio, poiché esso influisce in modo importante sull'impostazione del giornale.

Quello che fa la differenza tra le varie testate giornalistiche è la serietà con cui si fa impresa. Anche se "sembra" facile creare un cosidetto sito di notizie, fare un giornale serio e professionale richiede molto sacrificio, investimenti e acquisizione di fiducia da parte dei lettori.

 

 

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