Green Pass. Cna: 'In Mugello quasi 5mila non vaccinati'. Allarme costi per le piccole imprese

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visibility830 - venerdì 15 ottobre 2021
di redazione
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Green Pass © N.c.

All’entrata in vigore del provvedimento che obbliga lavoratori pubblici e privati a possedere ed esibire il Green Pass per accedere ai propri posti di lavoro, CNA Mugello fa una stima della platea che, sul territorio, dovrà da oggi sottoporsi a tampone, oppure rinunciare a lavoro e conseguente stipendio

Spiegano da Cna, fornando anche interessanti numeri:

L’elaborazione dell’associazione fa riferimento ai dati dell’Asl Toscana Centro aggiornati all’11 ottobre. Su una popolazione in età lavorativa (18-69 anni) di 41.201 individui, hanno ricevuto almeno una dose di vaccino 35.209 persone. Al netto di disoccupati, inoccupati, studenti, pensionati e lavoratori in smart working che insistono in questo range di età, CNA stima nell’11,7% dei residenti coloro che si troveranno sprovvisti di vaccino: circa 4.853 persone che dovranno sottoporsi a tampone ogni 48 ore, oppure rimanere a casa, smettendo temporaneamente di lavorare.

 A Marradi sprovvisti di vaccino il 39% dei residenti nel range d’età considerato per un totale di 745 persone circa, a Palazzuolo sul Senio il 36% (249 persone), a Firenzuola il 17,4% (497), a Vaglia il 12%% (420), a Barberino del Mugello il 10,5% (752), a Vicchio il 9,9% (527), a Scarperia e San Piero il 9,6% (779) e a Borgo San Lorenzo il 7,4/ (881).

 “Non tantissime persone, ma neppure poche. Sicuramente un numero che le strutture attuali adibite ad eseguire i tamponi riusciranno con difficoltà a soddisfare. Occorre aumentarle”.

 Questa la prima considerazione di Massimo Capecchi, presidente di CNA Mugello, che ricorda come “l’associazione consideri l'obbligo del Green Pass come una misura per evitare in futuro misure maggiormente restrittive e penalizzanti per le imprese derivanti da una circolazione intensa del virus. Una misura che però dovrà essere abolita non appena le condizioni sanitarie lo consentiranno”.

La misura, però, impone costi organizzativi che per le piccole e piccolissime imprese possono non essere indolori. Si pensi alla difficoltà nell’eventuale sostituzione di dipendenti non in regola con la normativa: se le grandi imprese hanno la possibilità di formare un nuovo dipendente in tempi più o meno rapidi, così non è per le imprese di piccole dimensioni, dove, la maggior parte delle volte, è il datore di lavoro stesso a istruire i dipendenti. Per non parlare poi dell’alta qualificazione che l’artigianato richiede: trovare lavoratori specializzati in un lasso di tempo sostenibile potrebbe risultare difficile e la catena produttiva o dei servizi potrebbe interrompersi.

 Per la legge sulla privacy il certificato va controllato tutti i giorni, un problema per le imprese più piccole e per alcune professioni che solitamente non passano per la sede fisica delle ditte che li impiegano.

 “Molte delle nostre imprese associate hanno difficoltà reali ad applicare questo regolamento – prosegue Capecchi– Ad esempio chi non passa dalla sede centrale per recarsi sul posto di lavoro come gli installatori, gli addetti alle pulizie o ancora gli operai edili che si recano direttamente in cantiere, dove risulta quasi impossibile controllare il Green Pass”.

 “Ma uno degli aspetti più complessi riguarda la legge sulla privacy, secondo la quale non è possibile archiviare i dati – conclude Capecchi– come CNA proponiamo una moratoria su alcuni specifici regolamenti sulla privacy che permetta di conservare i dati, come la scadenza del Green Pass, in modo da non doverlo controllare ogni giorno. Questo attualmente non è possibile, chiediamo quindi un intervento urgente di semplificazione della normativa e maggiore elasticità sulla privacy”.

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I commenti degli utenti
  • Stanca ha scritto il 15 ottobre 2021 alle 11:13 :

    Tre domande: ma fino ad oggi quante persone/dipendenti sono malati/ morti per COVID ? Dopo un anno e mezzo era necessario questa stretta? Con quale coraggio chiedete deroghe alla privacy ? Se per voi è un “problema” controllare ogni giorno pensate ai lavoratori che devono fare i tamponi ogni due giorni,tempo e denaro persi in una follia che niente ha a che vedere con la scienza. Rispondi a Stanca