I nostri anziani e le Rsa

Diario di una tempesta. La situazione alla Rsa San Francesco raccontata dal direttore Degl'Innocenti

Usa prima l'analogia con una parabola e si pone e pone delle domande e delle riflessioni

Attualità
visibility2130 - martedì 05 gennaio 2021
di Redazione
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Villaggio san Francesco © Sito internet Villaggio San Francesco

In un lungo post (che si apre con la citazione di una parabola) il direttore del Villaggio San Francesco, Marecello Degl'Innocenti, ricostruisce quanto successo nella struttura, e l'arrivo del Covid tra i suoi ospiti:

I discepoli, che stavano sempre vicino a Gesù, all’inizio, avevano pensato che fosse un uomo normale, come tutti gli altri, ma a poco a poco, vedendo i miracoli e le opere straordinarie che Egli faceva, hanno capito chi fosse veramente.
Un giorno i discepoli stavano attraversando il lago di Tiberiade (chiamato anche mar di Galilea) e Gesù era nella barca con loro.
Essendo stanco, Gesù si è addormentato.
All’improvviso si è scatenata una furiosa tempesta, tanto che le onde si abbattevano violentemente sulla barca, riempiendola velocemente d’acqua.
I discepoli erano in difficoltà a governare la barca e si davano tutti da fare per impedire che affondasse.
Malgrado il rumore della bufera e il trambusto che facevano i discepoli, Gesù dormiva tranquillamente.
Nel mentre la tempesta si fece sempre più impetuosa e i discepoli incominciarono ad aver paura: se la barca si fosse capovolta sarebbero annegati tutti.
Allora destarono Gesù dal sonno, sperando che anche lui avrebbe dato loro una mano a svuotare la barca dall’acqua.
“Maestro, non ti importa che noi anneghiamo?”, gli disse uno di loro.
Allora Gesù, sgridò il vento e, rivolgendosi alle acque, disse: “Tacete e calmatevi!”.
La tempesta subito cessò e le acque del lago ritornarono a essere calme.
Poi rivolgendosi ai discepoli li rimproverò, perché invece di fede avevano avuto paura.
I discepoli restarono tutti meravigliati, riflettendo tra di loro su quello che era successo, di come Gesù aveva comandato l’acqua e il vento e questi gli avevano ubbidito.
E si chiedevano l’un all’altro: “Chi era veramente Gesù; che comanda alla natura ed essa gli ubbidisce?”.
Tratto dal Vangelo di Marco 4:35-41

Ecco che arriva la tempesta, fino a che non ci stai dentro non capisci la paura che ti provoca, eppure sai che può succedere, Gli apostoli erano pescatori e quante tempeste avevano visto e vissuto, eppure avevano paura di annegare.
Una grande tempesta si è abbattuta al Villaggio San Francesco, eppure ci eravamo preparati per mesi,  avevamo fatto i corsi di formazione, avevamo preparato dei piani di sicurezza se ci fossero stati malati di Covid-19 , avevamo preparato ambienti, procedure, protocolli, scorta di DPI; ma la Tempesta ci ha travolti comunque.
E’ cominciato tutto il martedì 15 dicembre, come ormai da mesi abbiamo fatto lo screening a tutti operatori e abitanti, circa 325 tamponi antigenici rapidi, per la prima volta da 9 mesi, cioè da quando è iniziata veramente in Italia la pandemia, abbiamo rilevato 5 abitanti positivi e 2 dipendenti.
Il giorno dopo la croce rossa insieme al nostro personale ha subito fatto a tutti il tampone molecolare, i risultati arrivati il giorno 17 dicembre ci confermavano che il virus era entrato dentro la struttura e avevamo 26 abitanti positivi e 8 operatori.
Da allora il vento ha preso a tirare sempre più forte, la tempesta era arrivata e io per primo ero  in balia di essa. Ho fatto subito quadrato con i miei collaboratori, ho coinvolto subito tutta la organizzazione della ASL. Da subito abbiamo separato le persone positive da quelle negative, abbiamo messo in camera tutti, gli operatori tutti scafandrati e mille di altre cose ho fatto e fatte fare, ma la cosa più brutta era che non si sapeva chi il virus aveva già  colpito e non si era ancora manifestato e chi invece era ancora negativo.
Nei giorni seguenti sono continuati gli esami con tamponi molecolari e ogni volta c’erano nuove persone positive, nel frattempo anche in alcuni operatori il virus si è manifestato, togliendoci così altre forze alla battaglia che stavamo conducendo. Ecco che l’ASL ha fatto una scelta importante, chiudendo momentaneamente un reparto in Ospedale e mandando infermieri e operatori di assistenza a lavorare al Villaggio e vero che da quando una persona viene rilevata positiva, viene subito presa in carico dal Servizio Sanitario Nazionale, che ne diventa responsabile, ma in questo caso c’è stata una vera presenza e sostegno con personale proprio della ASL.
Nella tempesta si cerca di fare di tutto per mantenere salda la nave, ma il timone spesso non risponde, è facile perdere la comunicazione, la confusione che si era generata era tanta, tutti però hanno dato di più con impegno e responsabilità. Tutti hanno reagito e aiutato i nostri abitanti aumentando l’attenzione e l’assistenza. La paura che normalmente ti prende in queste situazioni si è trasformata in azione. 
Nonostante tutto siamo andati avanti, non per me o il Villaggio ma per tutte le persone che sono state a noi affidate, e in tutto questo non c’è nulla di peggio che vedere alcuni dei nostri nonni, che conosco da anni, lasciare questa vita così velocemente e prematuramente per via di questo virus malefico che ha accorciato la loro esistenza.
Mi dispiace per loro perché mi mancheranno, mi dispiace e faccio le condoglianze ai parenti, ai figli, figlie, nipoti che non hanno potuto salutare una ultima volta il loro genitore o parente.
Proprio per questo devo dire un grazie a tutti gli operatori e in particolare a tutti i coordinatori, sanitari, amministrativi, dei servizi, che sono stati sempre presenti nonostante le feste di Natale e Capodanno, che in questi giorni particolari hanno lasciato casa, ferie, permessi, per stare ad aiutare i nostri Abitanti.
Quando questa tempesta finirà, la barca sarà sicuramente molto danneggiata e non sarà nulla come prima e con difficoltà ci dovremo mettere a ripararla, per fare questo abbiamo bisogno di tutti, tutti.
Una cosa comunque mi chiedo, e se volete fatevi anche voi questa domanda:
“Chi era veramente Gesù; che comanda alla natura ed essa gli ubbidisce?”.
Non sembra che questo virus, nonostante le nostre preghiere, il nostro rivolgersi a Dio, gli  abbia ubbidito e questo è il grande mistero e la vera domanda che è rivolta a me  per primo e personalmente a tutti voi
“Io riesco davvero a comprendere quello che mi succede e ubbidisco (nel Padre nostro diciamo continuamente “sia fatta la tua volontà”) e accetto e mi fido comunque in questo Dio così difficile per noi da comprendere?”
La pace del Signore sia su tutti noi e soprattutto sui nostri Nonni.

Marcello Degl’Innocenti
Direttore del Villaggio San Francesco.

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