Intervista ad Ascanio Ruschi sul libro di Pucci Cipriani

Aldo Giovannini

Intervista ad Ascanio Ruschi sul libro di Pucci Cipriani

Intervista ad Ascanio Ruschi sul libro di Pucci Cipriani
15/04/2017

Abbiamo rivolto alcune domande all’Avvocato Ascanio Ruschi, –  della nobiltà fiorentina, Cavaliere dell’Ordine Militare di Santo Stefano una delle figure più rappresentative, insieme al Conte Neri Capponi e allo stesso Pucci Cipriani, della Tradizione cattolica toscana – sull’ultimo libro del mugellano Pucci Cipriani : “Dal natìo Borgo selvaggio : quando ancora c’era la fede e si pregava in latino” (Solfanelli), presentato la scorsa settimana a Borgo San Lorenzo ha ottenuto un rande successo di partecipazione e di critica.

D) Avvocato dunque questo libro è più un “evento” per la Tradizione cattolica o è semplicemente un “amarcord” mugellano?

R) Il libro di Pucci Cipriani pubblicato dalla Casa Editrice Solfanelli di Chieti, è certamente un “amarcord” un ricordo affettuoso di Pucci con il suo Paese e la sua gente, un libro che chiude una trilogia dedicata alla Toscana che iniziò appunto con “L’Altra Toscana. Diario di un conservatore” (Controrivoluzione, 2005) – il volume fu molto apprezzato dal Granduca Sigismondo d’Asburgo Lorena, al quale Cipriani lo dedicò, che rispose con una sua calorosa e affettuosa missiva – e poi “La memoria negata. Appunti per una storia della Tradizione Cattolica” (Solfanelli – 2013). E qui ritroviamo – e noi conoscevamo molti degli episodi, dei personaggi, dei luoghi riportati in questo volume – la storia di un paese e di una società : il tempo scandito dal suono delle campane, le preghiere della sera e del mattino, la recita del Rosario, l’unità della famiglia, le veglie, le processioni, le comunioni, la vita oratoriana e scolastica dai salesiani (grande è il legame di Cipriani con l’opera di don Bosco , un Santo al quale l’autore è particolarmente devoto), ma anche le battaglie politiche (bello il riconoscimento affettuoso per i suoi avversari politici di allora), lo sport, le commedie in piazza, i cantastorie, gli stornellatori, i circhi…insomma una società che, ancora, ai tempi della fanciullezza dell’autore, era a “misura d’uomo”.

D) Come si è “imbattuto” con gli scritti di Pucci Cipriani?

R) Sono oltre vent’anni che ho conosciuto Pucci, da quando, ancora adolescente, (adesso ho quasi quarant’anni) mi recai a Civitella del Tronto ai Convegni della Tradizione cattolica che Pucci organizza da oltre quarant’anni. Da allora non sono mai mancato e attendo con gioia la seconda settimana di marzo per parteciparvi. L’amicizia che mi lega all’autore di “Dal natìo borgo selvaggio” è grande e sia il sottoscritto che tanti altri giovani della “Comunione Tradizionale” conoscono le opere di Cipriani anche dai suoi racconti : Pucci ha pubblicato otto libri e da venticinque anni dirige la prestigiosa rivista “Controrivoluzione” ma mai ha voluto presentare i suoi libri a Borgo San Lorenzo, nonostante l’amore che porta per il suo paese e per la sua gente; soleva ripetere “Nemo propheta in patria”. Questo suo ultimo lavoro è stato presentato a  Borgo con successo anche per l’insistenza mia e degli altri amici e, soprattutto, per quella dei suoi amici borghigiani Renzo Boni e Patrizio Baggiani. Io conosco e apprezzo molto gli scritti di Pucci e, con lui e gli amici Lorenzo Gasperini e Gabriele Bagni, mi sono recato più volte in tutta Italia  (Chieti, Civitella, Prato, Messina, Genova, Torino, Milano….) a presentare i suoi libri. A Firenze presenteremo “Dal natìo Borgo selvaggio”, insieme al Consigliere Regionale Giovanni Donzelli, presso la Regione Toscana, nella prima decade di maggio. Poi inizieremo la “tourné” nelle altri parti d’Italia….

D)Dunque Pucci non fa solo un “amarcord”. Quale messaggio vuol lanciare  con il suo : “Dal natìo Borgo selvaggio”?

R) Penso che la più bella risposta la possa dare il prof. Massimo de Leonardis, Ordinario di Storia delle Relazioni Internazionali e Direttore del Dipartimento Studi Politici dell’Università Cattolica di Milano, che nella sua prefazione a questo volume scrive :“Nel non sempre lineare mondo del tradizionalismo italiano l’opera di Pucci Cipriani spicca per coerenza e continuità…dopo il Pucci Cipriani editore, scrittore politico, organizzatore di eventi, giornalista di rara efficacia, negli anni più recenti ho conosciuto un altro aspetto della sua personalità, quello di letterato e memorialista, cantore di una Toscana “diversa”, come recita il titolo del suo volume del 2005…Di tale opera questa costituisce l’ideale continuazione, alla riscoperta di un mondo di ieri (e l’altro ieri) che rischierebbe altrimenti di essere coperto dall’oblio. La descrizione di quel mondo non è un esercizio nostalgico o sdolcinato di rievocazione del passato. E’ la dimostrazione che una civiltà cristiana è esistita non solo sui libri e nelle grandi realizzazioni ma anche nella vita di ogni giorno, scandita dai rintocchi delle campane e dai tempi della preghiera.” Ecco io condivido financo le virgole dello scritto del prof.Massimo de Leonardis che, insieme al prof. Roberto de Mattei, rappresenta il punto di riferimento del tradizionalismo cattolico italiano…e non solo.

D) il giudizio complessivo su questo libro e sull’autore?

R) Questo libro è appassionante (oltre tutto nel capitolo “L’ultima lezione” vedo un po’ l’autobiografia del mio amico) e vi rivedo quei racconti “quasi magici” che Pucci ci faceva e ci fa tuttavia del “buon tempo andato”. L’ho letto e riletto già dalle prime bozze e penso di aver contribuito a sfoltire il volume da una “coda polemica” che non mi piaceva…Pucci, infatti, è un gran polemista, una persona che, negli scritti mette il cuore. Io mi sono goduto per quindici anni i suoi “fondi” che faceva sull’Edizione Toscana de “Il Giornale” al quale il Direttore Riccardo Mazzoni affidava gli editoriali. Polemiche che entravano nel vivo dei problemi poltici e sociali e, del resto, ho letto anche, nella collezione che ho trovato in casa, le sue grandi inchieste su un settimanale, allora (io avevo pochi anni)  popolarissimo ovvero “Candido” (fondato da Giovannino Guareschi). Ecco perché lo sconsigliai a suo tempo (e con me altri amici) di non perdersi in “polemichine” con personaggi meschini di terza e quarta fila. Una volta tanto Pucci mi ha dato retta….

E ha continuato a “volare alto”. Comunque ne parlerò a Firenze, durante la presentazione, nell’Auditoriun della Regione Toscana, insieme a Massimo de Leonardis, Cosimo Zecchi e Giovanni Donzelli. (Intervista a cura di Aldo Giovannini)   

Foto 1. Il frontespizio del libro di Pucci Cipriani

Foto 2. L’Avvocato Ascanio Ruschi con l’Abito dell’Ordine Militare Granducale dei Cavalieri di Santo Stefano

Foto 3. Borgo San Lorenzo 1956.comunione di Pucci Cipriani. All’esterno da destra: Gianfranco Donatini, Riccardo Dallai, Carlo Cieri, Francesco Cieri, Alessandro Berreti, Giovanni Cipriani, Marcello Barletti, Rosella Sanfilippo, Patrizia Margheri, Lucia Squarcini, Annalisa Manfriani, Francesco Manfriani, Anna Maria Barletti. Da destra all’interno: Walter Donatini, Gherardo Gherardi, Giovanni Barletti, Massimo Sardi, Isolina barletti, Stefano Berretti, Gabriele Cipriani, Ombretta Cipriani. In mezzo la maestra Luciana Bini con Pucci Cipriani.

(Foto tratte dal libro “ Dal natio Borgo San Lorenzo selvaggio”)

Aldo Giovannini


Redattore OK!Mugello.

Un commento

  1. Marcello ha detto:

    Bravo Pucci

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