Biologico Mugello. Un progetto e un marchio per lanciare il settore

Saverio Zeni

Biologico Mugello. Un progetto e un marchio per lanciare il settore

Biologico Mugello. Un progetto e un marchio per lanciare il settore
16/10/2015

Si chiama PIF (Progetto Integrato di Filiera) e darà vita ad una filiera produttiva biologica targata Mugello, che vede impegnate Agriambiente Mugello insieme alla Cooperativa agricola di Firenzuola, l’azienda zootecnica Borgioli e la Centrale del Latte di Firenze.

A Badia di Moscheta, mercoledì 14 ottobre, è stato presentato nel suo complesso alla presenza dell’Assessore regionale Marco Remaschi, del Presidente dell’Unione dei Comuni del Mugello Federico Ignesti, del Sindaco di Firenzuola Claudio Scarpelli di altri amministratori dei Comuni del Mugello. 

Ricordiamo che il nostro territorio ha una vocazione storica per il biologico, anche se non ancora espressa in tutta la sua potenzialità. Questo progetto mira alla valorizzazione della produzione locale, facendo sinergia tra le varie aziende del comparto agricolo, in particolare del settore cerealico e zootecnico, puntando ad arrivare alla trasformazione e commercializzazione dei prodotti con il marchio “Biologico Mugello”.

Nell’esposizione del progetto, Riccardo Nencini (presidente di Agriambiente Mugello) ha ricordato l’importanza di “lavorare insieme”, al fine di superare le criticità della filiera, di favorire i processi di riorganizzazione e consolidamento, di realizzare relazioni di mercato più equilibrate. A questo proposito il progetto presentato prevede: L’incremento della produzione biologica; La costituzione di un’associazione di produttori del Mugello che permetta un’adeguata comunicazione al consumatore finale; La costituzione di una marchio biologico territoriale al fine di valorizzare ancora di più le caratteristiche dei prodotti locali.

Il fulcro del progetti è centrato sulla produzione di latte, carne e farro. Con un’investimento di oltre 4,8 Milioni è previsto il rinnovamento delle attrezzature agricole (con la ricaduta di una riduzione dei costi di produzione), l’ampliamento delle stalle, oltre che il rinnovamento  e l’uso di nuove tecnologie per la trasformazione ed il confezionamento.

L’incontro ha visto la presenza di un folto pubblico, tra cui produttori e rappresentanti delle varie associazioni di categoria. Nel suo intervento l’assessore regionale Remaschi, ha ricordato che la Regione Toscana ha messo a disposizione importanti risorse per il comparto agricolo (17 Milioni a disposizione a fronte di domande per 22 milioni), facendo presente che a breve sarà varata anche una legge di riordino del sistema venatorio, affinché possa essere ridotto il problema degli ungulati.  Per quanto riguarda gli stanziamenti economici, Remaschi, ha sottolineato l’importanza di ‘investire più che di spendere’, poiché dopo la data del 2020 sarà molto difficile avere a disposizione finanziamenti di questa portata.

Saverio Zeni


Responsabile del quotidiano online OK!Mugello.it, attualmente Project Manager presso Sindimedia Srl. Esperto in comunicazione digitale e delle tematiche relative alla Green Economy, sviluppo sostenibile. Solution manager e consulente per aziende. Ideatore e creativo per progetti di comunicazione online.

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2 commenti

  1. Sara ha detto:

    Ignesti che parla di biologico mi fa pensare ad un pacifista col kalashnikov o ad un prete che parla di aborto, ad un bambino che legge Freud, ad un misantropo che si butta nella folla,giusto per citare due o tre delle mille immagini che mi saltano in mente! Se non fosse un paradosso tragico unire un impianto che emette sostanze tossiche e velenose, con l’elogio della qualità eccelsa e del valore del latte, delle cani o del farro mugellano, mi farei una bella risata.

  2. Gabriele ha detto:

    Ma la centrale di Petrona fa parte del piano per il biologico ? Ignesti le 2 cose non stanno bene insieme …..

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