Migranti. I sindaci mugellani e il decreto sicurezza: posizioni di Omoboni, Scarpelli e Ignesti

Alessia Benelli

Migranti. I sindaci mugellani e il decreto sicurezza: posizioni di Omoboni, Scarpelli e Ignesti

Migranti. I sindaci mugellani e il decreto sicurezza: posizioni di Omoboni, Scarpelli e Ignesti
05/01/2019

Fa discutere la decisione presa da alcuni primi cittadini italiani di non applicare il decreto sicurezza fortemente voluto dal vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini. In prima linea ci sono il sindaco di Palermo (Leoluca Orlando), quello di Napoli (Luigi De Magistris) e anche il fiorentino Dario Nardella.

In sostanza, nel caso il titolare di un permesso di soggiorno per ragioni umanitarie scaduto non sia in pericolo di tortura o persecuzione (o in una situazione eccezionale tra quelle previste dal decreto sicurezza come calamità, grave malattia, vittime di violenza domestica etc.), la sua domanda di rinnovo verrà quindi rigettata e il migrante diventerà così irregolarmente soggiornante in Italia.

I suddetti primi cittadini intendono far disapplicare agli uffici anagrafe queste nuove disposizioni. Nardella sta anche pensando di impugnare il decreto di fronte alla Corte costituzionale. La questione è calda ed è arrivata al centro del dibattito politico mugellano.

Il sindaco di Borgo San Lorenzo, Paolo Omoboni, ha pubblicato una lunga lettera sul suo profilo Facebook in cui spiega la sua posizione. In estrema sintesi Omoboni ritiene che la legge vada rispettata ma che il decreto sicurezza sia profondamente ingiusto e dannoso. “Quando ci troveremo persone, uomini, donne e bambini, cacciati per legge in mezzo ad una strada, cosa dovremo fare? Io non ho giurato sulla Bibbia in mondovisione, né fatto mostra di rosari. Ho giurato sulla Costituzione. Ma anche Papa Francesco ha detto che non sono sostenibili i discorsi politici che tendono ad accusare i migranti di tutti i mali e a privare i poveri della speranza. Sono un uomo prima che un sindaco”. Per l’amministratore borghigiano il decreto andrà a intaccare il sistema degli Sprar che è l’unico ad aver funzionato in questi anni.

Sarebbero circa 400 i migranti arrivati in Mugello dal 2015 (in piena fase emergenziale) ad oggi. In questo momento sono circa 200. “Possiamo fare i costituzionalisti quanto vogliamo – afferma il sindaco di Firenzuola Claudio Scarpelli, unico esponente non di centrosinistra della valle – ma il sistema degli Sprar non funziona, così non si crea una vera integrazione. Spendiamo circa mille euro al mese per dare cibo, un tetto e l’istruzione ad un solo migrante negli Sprar. Perché? Poche famiglie possono permettersi di spendere una cifra simile per i loro figli e i pensionati con la minima vivono con meno della metà al mese”. Per Scarpelli il decreto va ovviamente applicato e ci tiene a sottolineare che la legge non mette in mezzo alla strada nessuno: “Come tutte le norme non è retroattiva, le persone che hanno già la nostra carta d’identità non rischiano nulla”. E Scarpelli va anche all’attacco di Nardella: “Prima di pensare a disapplicare le leggi dello Stato – ha detto – sarebbe meglio risolvere altri problemi, a Firenzuola arrivano i rifiuti della città, non mi sembra giusto”.

Tutti gli amministratori comunque concordano sul fatto che le leggi promulgate dal presidente della Repubblica devono essere rispettate. “Nonostante che il vicepremier Salvini non sia d’accordo – ha affermato il primo cittadino di Scarperia-San Piero a Sieve Federico Ignesti – è un passo avanti il fatto che il presidente del consiglio Giuseppe Conte si sia reso disponibile ad incontrare Anci, al di là della questione migranti abbiamo molti problemi con la manovra finanziaria, ci sono grossi tagli alle nostre amministrazioni comunali”.

Alessia Benelli


Un commento

  1. giampiero Mugelli ha detto:

    questi giovanotti che vediamo per i nostri paesi ogni mattina in giro senza far niente oppure di fronte ai bar e negozi facendo accattonaggio ho giovani signorine che vanno ad offrire il loro fiorellino in cambio di euro tutti regolari? se no non si rinnova il permesso di soggiorno e una settimana dopo dovrebbero essere nel loro paese. Se invece hanno un lavoro e una casa dove abitano e vogliono integrarsi ebbene soggiorno rinnovato e benvenuti. secondo me l’unico sindaco del Mugello che si esprime con onestà e saggezza è il signor Claudio Scarpelli, le sue dichiarazioni non sono del politicamente corretto ma neppure da razzista e da fascista; sono dichiarazioni che non vuol ingannare i cittadini del Mugello. Oggi in Italia ci sono almeno un 90% non aventi diritto di stare in Italia il resto è utopia e politica in alcune circostanze pure lucrose

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