220 anni per la Polentata delle Ceneri. Foto, curiosità e personaggi

Aldo Giovannini

220 anni per la Polentata delle Ceneri. Foto, curiosità e personaggi

220 anni per la Polentata delle Ceneri. Foto, curiosità e personaggi
06/03/2019

Sapevate che nel 1977 ‘Cecco di Fico’ ne mangiò 14 razioni? E la tradizione continua. La “ Polentata delle Ceneri ”, grazie alla passione e alla volontà di un gruppo di amici, alcuni facenti parte del Comitato del Carnevale Mugellano dei Ragazzi (altra tradizione portata avanti con i denti per non farla decadere del tutto) con la fattiva partecipazione del Gruppo Alpini di Borgo San Lorenzo, è andata in porto anche in questo 2019, che (si dice il caso) taglia il traguardo dei 220 anni. Da quando cioè (come ci racconta la storia- Chini, Niccolai, Righini), ebbe inizio nel 1799, dopo quella splendida pagina di libertà con la cacciata da parte dei borghigiani degli invasori francesi, a costo di tanti morti, di liberarsi di quella gentaglia capace solamente di uccidere, violentare, rubare.

Si versa sullo spianatoio un paiolo di polenta già cotta.

L’evento avvenuto sotto l’effige della Madonnina, di cui è rimasta una testimonianza diretta come la tavoletta della “Madonnina del Conforto” (autore l’artista biturgense Pietro Paolo Colli nel giugno del 1799), collocata in un piccolo tabernacolo all’angolo fra piazza Garibaldi e il corso Matteotti proprio davanti al palazzo del Podestà

La preparazione delle razioni di polenta prima della distribuzione al popolo in attesa.

Ebbene, questa mattina (mercoledì 6 marzo 2019), nel famoso “Mercoledi delle Ceneri” i polentai e i loro amici alpini, si sono rimboccati le maniche, e dopo aver deposto una “infiorata” sotto il tabernacolino della “Madonna del Conforto”, hanno iniziato a cuocere la polenta fin dalle prime ore del mattino, poiché alcuni borghigiani per ragioni di lavoro erano già in piazza in attesa.

A destra i coniugi Massimo Cantini e Maria Sira Vigiani con a destra il “passator cortese”.

Ed infatti prima delle 9 erano già stati adagiati negli spianatoi ben tre paiuoli di fumante polenta, alla presenza di tante persone giunte da fuori che sono rimaste sorprese di questo piccolo evento storico-gastronomico, molte popolane, altrettanti “anziani” borghigiani con simpatici soprannomi, rumorose scolaresche della Scuola Primaria e della Scuola Materna.

A sinistra Attilio Tarchi detto il “ticco” e Piero Giovannini detto il “nave”

I polentai si sono fatti in quattro per soddisfare tutti con le razioni che venivano distribuite in speciali contenitori, condite con ragù di carne, ragù di porri o in bianco con formaggio, per coloro che volevano seguire la tradizione della vigilia della ricorrenza cristiana delle “Ceneri”.

Alcuni polentati; da sinistra Antonio Cantini, Moreno Giovannini, Luigi Malevolti, Giuseppe Bonanni “Beppe della Polda” e Marco Santelli.

I paiuoli hanno sfornato 11 polente; da un paiuolo ne vengono fuori circa 170 porzioni, quindi sono state distribuite quasi 1880 razioni; non male, anche se qualche ….simpaticone dopo aver mangiato la prima razione si spostava negli altri angoli del recinto per gustarne altre!

Arrivano le scolaresche, ma guai a fotografare i bambini sul davanti. Pena le manette.

Ma il record “Cecco di Fico” nel 1977 è ancora imbattuto: 14 razioni in una mattina!! Con i più vivi e sentiti rallegramenti a tutti i polentai che nel corso degli anni hanno preso il posto per l’eterna parentesi della vita, di “pintone”, “pierè”, “manate”, ,marmarica”, il “tattone”, il “diavolo rosso”, il “maschero”, “bicce”, “l’avvocatino”, “scalabrino”, “bastiano”, “pipino”, il”pighero” e tanti altri, i quali con gli amici del Gruppo Alpini di Borgo San Lorenzo, portano avanti con passione questa semplice tradizione, nata da una guerra di liberazione contro gli invasori francesi. E a Dio piacendo appuntamento all’anno prossimo! Come regola ecco alcune immagini dell’evento edizione 2019.
(Aldo Giovannini)

Piero Fredducci gira a “mana” ( a mano è troppo facile) l’ultima polenta delle ore 13.

L’ultime tre razioni; da sinistra Luciano Tarchi, Angiolo Rugi “angiolone” e Mohamed Ben Assid.

Il Messaggero del Mugello del 1908. Un poema della rivolta
aretina e mugellana contro i francesi.

(Foto cronaca A.Giovannini)

Aldo Giovannini


Redattore . Nato a Borgo San Lorenzo nel 1940; giornalista fin dal 1954; autore di circa diecimila articoli di arte, storia, cultura, folclore, costume, sport, vita sociale, civile, religiosa, politica. Appassionato di storia del Mugello, ha dato alle stampe dodici volumi su Borgo San Lorenzo in particolare e sul Mugello in generale. Detiene in archivio 90 mila immagini, dal 1860, di tutto il territorio.

8 commenti

  1. paola ha detto:

    GRAZIE,GRAZIE,GRAZIE! BELLO

  2. Maurizio ha detto:

    GRANDE CECCO DI FICO, HAHAHAHAHAHAHAHA!!

  3. GILBERTO ha detto:

    Ottima come sempre la recensione storica di questo evento e dei personaggi caratteristici borghigiani che sono stati protagonisti delle vecchie polentate.

  4. Leonardo ha detto:

    Caro Aldo, grazie come sempre per queste pillole di memoria.
    A proposito del record, mi potrei permettere quanto meno di metterlo in dubbio. Non esiste una “classifica ufficiale” e i miti devono restare tali.
    Ma avendo preso parte a più edizioni, stando dalla parte del paiolo, posso dire che qualcuno ci è andato vicino, se non l’ha superato. Ci sono persone (più o meno note) che già dall’alba si piazzano di fronte alle transenne e che se ne vanno appena si inizia a pulire, a fine pranzo. Alcuni più o meno insistenti (tipo quelli che alle 9, quando inizia la distribuzione se non sono i primi ad essere serviti si lamentano perché “son du ore ‘he son qui e vulla date a tutti men che a me”) altri che stanno in sordina, che chiedono tre o quattro porzioni “pe’ portalla a casa che a’i’mi marito/moglie la gli garba tanto”, salvo poi ripresentarsi alla scodellata successiva per prenderne altre tre o quattro porzioni con la stessa scusa. Oppure sentire qualcuno mugugnare perché non può prendere l’ennesima porzione perché sono arrivate le scolaresche e (giustamente) gli viene data la precedenza.
    Sia ben chiaro, si scherza. Il mondo è bello perché è vario e anche perché ci son personaggi più o meno mitologici.
    La soddisfazione di chi sta una giornata a rivoltare polente è vedere il paiolo vuoto e sentire la gente contenta. È faticoso ma è appagante, e dispiace quando non si può unirsi al gruppo che, con tutte le difficoltà che ci sono, ogni anno si fa in quattro per continuare a portare avanti una bella tradizione.
    Un applauso agli alpini, al comitato del carnevale e a tutti quelli che a vario titolo, anche personale, ogni anno continuano a compiere questo piccolo miracolo.

  5. Aldo Giovannini ha detto:

    Caro Leonardo,
    grazie delle tue belle parole, segno della passione che ti ha contraddistinto, quando alcuni anni orsono facevi parte dei polentai. E’ vero che si potrebbero raccontare tante cose, tanti episodi, tanti personaggi che hanno caratterizzato questo semplice, sentito e profondo evento della storia borghigiana, segno evidente che ancora ci sono radici storiche che non si sono seccate. Un caro saluto, Giovannini

  6. giuliano ha detto:

    caro Aldo meno male che esistono ancora borghigiani come te che tengano alti tanti ricordi e abitudini dal nostro amato Borgo!soprattutto grazie dei personaggi quasi mitologici che a volte rammenti e anno fatto parte della nostra giovinezza di nuovo grazie Aldo da parte di Giuliano Mazzi

  7. Aldo Giovannini ha detto:

    Che piacere leggere dopo tanti anni lontano da Borgo un commento di un amico carissimo con cui siamo stati insieme alle elementari ( preistoria !) , all’Oratorio Salesiano e la prima giovinezza. Fa piacere perchè anche i mugellani lontani hanno sempre nel cuore quel che avviene nel natio paese, segno di un attaccamento che non è mai venuto meno. Caro Giuliano ( abitavi in via de Macelli se non erro accanto a “pintone”), un abbraccio e tante belle cose e se l’anno prossimo vieni e Borgo per la Polentata delle Ceneri ne mangiamo una bella porzione insieme ai pochi amici che ci sono rimasti. Ciao

  8. Tommaso Messeri ha detto:

    Complimenti al caro Aldo, cronista e storico!

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