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Questa mattina (mercoledì 9 agosto) il nostro direttore, Nicola Di Renzone, sul quotidiano La Nazione effettua un’analisi accurata dell’ipotesi che in Mugello sia in azione un piromane, con tanto di testimonianze degli addetti ai lavori. Ecco il testo dell’articolo apparso sul giornale, insieme ad alcune foto del rogo di ieri ad Ampinana, inviate dal lettore Pietro:

Non può essere un’altra coincidenza. Ancora una volta, ieri, un incendio in Mugello ha tenuto impegnati Vigili del Fuoco (con sei mezzi), tre squadre Vab, personale dell’Unione dei Comuni, due elicotteri della Regione e Carabinieri Forestali (per un totale di otto squadre tra pompieri e volontari). Le fiamme, divampate nella zona di Ampinana (tra Borgo e Vicchio) e spinte dal vento hanno anche minacciato per alcune ore alcune abitazioni, che sono state presidiate dai pompieri. Arrivando a tarda sera ad interessare comunque un’area di poco meno di dieci ettari.
E anche se nessuno, per ora, lo afferma apertamente, ormai la possibilità che tra Vicchio e Dicomano operi un piromane viene presa in considerazione molto seriamente dai soccorritori, dalle forze dell’ordine e dagli addetti ai lavori. E sta incrementando anche la gravità dei roghi: i pompieri, ad esempio, ieri hanno faticato non poco per mettere in sicurezza una cisterna di Gpl che rischiava di essere lambita dalle fiamme e un anziano, che soffre di patologie respiratorie, è stato soccorso dal 118 che lo ha curato sul posto per il fumo e lo stress.
Sembra quindi di assistere a un’escalation. Afferma uno dei soccorritori intervenuti: “Ormai la maggior parte dei nostri interventi in Mugello, tra i quali quelli di oggi (ieri per il giornale) e di lunedì (l’incendio di Bovino, che ha portato anche all’evacuazione temporanea di un agriturismo ndr) si concentrano nei pochi chilometri tra Vicchio e Dicomano, in destra o in sinistra Sieve, non può essere un caso né sempre fatalità. Ne abbiamo parlato – afferma – con le forze dell’ordine, che stanno effettuando delle ricerche”. Da parte dei Carabinieri, per ora, le bocche sono cucite, anche per non mettere a repentaglio eventuali risultati raggiunti dai primi accertamenti.
E la cronaca degli ultimi interventi traccia una linea chiara e piuttosto sconcertante. Solo per fare alcuni esempi (ma la lista non è probabilmente del tutto completa): 20 luglio, incendio di sterpaglie lungo la 551, tra Vicchio e Dicomano (nei pressi del Forteto), 31 luglio, incendio di sterpaglie sulla 551 tra Vicchio e Dicomano (località Ampinana, anche in quel caso), 2 agosto, incendio si sterpaglie all’altezza del bivio per Rossoio (sempre lungo la Provinciale 551), 3 agosto, di nuovo fiamme: nella notte grosso incendio a Dicomano e poi di nuovo lungo la Provinciale 551 (in località Le Balze). Infine il rogo di lunedì in località Bovino (lungo la Sagginalese ma distante poche centinaia di metri in linea d’aria) che ha portato alla temporanea evacuazione da un agriturismo di 17 turisti belgi, e quello di ieri di nuovo ad Ampianana, lungo la 551.
Tirare le somme di questa lunga fila di incendi, distanti tra loro pochi chilometri e tutti partiti da terreni attigui alla strada, è cosa che tocca alle autorità, già al lavoro per dipanare la matassa e capire se ci sia una mano dietro tutto questo. Pensare che siano tutte fatalità, comunque, pare sinceramente molto, troppo, strano.

Fonte: La Nazione di mercoledì 9 agosto, pagina del Mugello

 

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