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Ecco l’ultima nota in merito, arrivata in redazione questa mattina (mercoledì 11 luglio):

Gli interventi in corso della Città Metropolitana di Firenze
La Città metropolitana di Firenze aveva stabilito a marzo la chiusura della Sp 41 di Sagginale, al km 10+500, in località La Boscheta, nel tratto da Ponte a Vicchio e Dicomano, per una frana a valle del fiume Sieve. Il traffico era stato deviato sulla Sp 551. I tecnici della Metrocittà hanno dovuto effetturare prove geologiche e sismiche. Per poter intervenire sulla frana, messa in sicurezza la strada, era possibile avviare il ripristino solo dal fiume, ma solo dopo l’abbassamento del livello della Sieve. Altro elemento decisivo: l’analisi della consistenza del terreno.
La Città Metropolitana, rispettati tutti i parametri e i tempi necessari in ordine a questi elementi, ha messo la scarpata a monte della strada interessata dal cedimento dello strato corticale, con reti paramassi. Lo svuotamento delle reti e la rimozione dei detriti è in questi giorni eseguita in amministrazione diretta con uomini a mezzi della Città Metropolitana. Una volta terminati questi lavori, seguirà l’intervento di ripristino della sede stradale.
Città Metropolitana di Firenze

Ed ecco anche quanto scrivemmo lo scorso 10 aprile:

Sono problemi più importanti di quel che si potesse pensare (e tempi più lunghi) quelli della SP41 fra Dicomano e Vicchio, chiusa da un mese per una frana. Sono in corso da parte della città Metropolitana prove geologiche e sismiche per verificare la possibile riapertura di una parte della carreggiata al solo traffico leggero. Nel frattempo la Città Metropolitana sta anche realizzando il progetto per il ripristino completo, che potrà essere fatto solo dal fiume (con l’abbassamento del livello della Sieve).

Spiega una nota del Comune che: “I tempi inizialmente previsti (15 giorni per la riapertura parziale) e comunicati dalla Città Metropolitana, erano dunque decisamente troppo ottimistici viste le verifiche effettuate in seguito”. E si precisa che, se dai rilievi effettuati dovesse emergere l’assenza di roccia nel terreno, non si potrebbe, procedere neanche alla riapertura temporanea della parte di carreggiata rimasta. Quindi l’invito rivolto ai cittadini a “portare pazienza, con la garanzia che i Comuni interessati stanno lavorando, col gestore (la Città Metropolitana) per risolvere tali disagi”.

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