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Il giorno dopo il terribile e spettacolare incidente (risoltosi quasi per miracolo senza gravi conseguenze) il padre del ragazzo protagonista del volo con l’auto nel fiume Sieve sceglie di utilizzare OK!Mugello per ringraziare i soccorritori e trasmettere questo messaggio: “Sono il papà del 25enne di Vicchio salvato da una stretta collaborazione dei soccorsi. Da genitore un ringraziamento speciale per i Vigili del Fuoco, Carabinieri, Soccorso Alpino, 118 PEGASO 1”.

Intanto, anche grazie alla collaborazione di altri familiari, si apprendoni molti altri dettagli. Tra questi il fatto che il 25enne protagonista (e miracolato), Nicolò Lo Bosco, avesse appena lasciato la fidanzata a casa a Dicomano dopo una serata trascorsa nella discoteca mugellana Settestelle.

Nicolò stava rientrando a casa a Vicchio quando lo ha colto un colpo di sonno. I familiari tengono infatti, giustamente, a precisare come sia risultato negativo ai test per alcol e droghe. E come si sia trattato quindi di una tragica fatalità, legata magari alla stanchezza.

Come i lettori ricorderanno dall’articolo di OK!Mugello di ieri (clicca qui) Nicolò (di professione impresario edile) è stato sorpreso da un colpo di sonno in località Rossoio (appunto tra Dicomano e Vicchio) facendo un volo di almeno quaranta metri e finendo nel fiume sottostante la strada.

Per puro miracolo (e grazie anche alle dotazioni di sicurezza dell’auto, Suv quasi nuovo) ne è uscito quasi illeso e, dopo essere stato chiamato al cellulare dai familiari che non lo vedevano tornare, è riuscito ad uscire dall’auto passando dal portellone posteriore (gli sportelli erano infatti bloccati dall’acqua) e da qui ha potuto stabilire il contatto con i familiari e con i soccorritori che stavano arrivando sul posto.

Si apprende anche, tra le altre cose, come Nicolò sia dovuto rientrare in auto per azionare la quattro frecce e rendersi visibile, in quanto l’auto era rimasta nascosta in un’ansa del fiume.

Alla fine è potuto scattare il recupero e tutto, come detto, è andato per il meglio. Un miracolo, appunto. I parenti, il giorno dopo, fanno notare (anche sul quotidiano La Nazione) come in quelm tratto la strada sia sprovvista di guard rail, e come quindi sarebbe opportuno metterla in sicurezza. Perché nessuno debba più rischiare di fare un volo del genere.

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