La signora Laura, al centro, con i due espoinenti politici che hanno rilanciato la sua situazione
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Tutto discenderebbe da dissidi familiari e non da effettiva indigenza. Il comune di Vicchio: “Speculazione politica di basso livello”  – E’ diventato in breve tempo quasi virale il post pubblicato ieri sera da alcuni esponenti della destra fiorentina (una di loro è stata candidata per Fratelli d’Italia, e proprio alla sede fiorentina di Fratelli d’Italia e Casaggì fa capo la raccolta fondi attivata), nel quale si denunciava la situazione di una donna che, così sostengono nel post e nel video pubblicati, da una settimana dorme in auto presso le piscine di Vicchio. Secondo quanto appurato dalla redazione di OK!Mugello, però, la donna (dal passato familiare piuttosto turbolento) ha un figlio proprietario di una casa a Vicchio (in virtù di una cospicua eredità ricevuta la padre al momento della morte). E purtroppo tutto pare configurarsi come una brutta vicenda familiare.

Per verificare la storia della donna (della quale naturalmente conosciamo nome e riferimenti) la redazione di OK!Mugello ha avviato tutte le necessarie verifiche in loco e con il comune. Dai nostri riscontri è emerso che (come fanno sapere dal Comune) la donna avrebbe abitato a Vicchio fino al 2013, per poi trasferirsi nel comune di Scarperia.

E’ la stessa signora Laura che ci racconta di essere seguita proprio dai servizi sociali di Scarperia, e di aver ricevuto lo sfratto dopo una lunga e tormentata vicenda di rivendicazioni e controrivendicazioni con il padrone di casa (e dopo aver interrotto i pagamenti dell’affitto). In più, come detto, il figlio (anche in virtù dell’eredità, risulta proprietario di una casa a Vicchio).

A questo punto, però, appaiono sinceramente strumentali le accuse lanciate al Comune di Vicchio nel video (che, lo ribadiamo, hanno scatenato tanti commenti e anche una gara di soliarietà di persone andate alle piscine di Vicchio, ma che però non avrebbero trovato nessuno). Per una serie di motivi:

  1. Perché la donna, a quanto pare, non sarebbe seguita dai servizi sociali di Vicchio e a loro non si sarebbe rivolta chiedendo assistenza.
  2. Perché, essendo un parente stretto proprietario di una casa in paese, sarebbe stato bene specificare che tale decisione di dormire in auto discendeva da incomprensioni familiari e non da stato di effettiva indigenza.

Insomma, in tempi come questi (nei quali le accuse ai migranti e all’accoglienza sono fin troppo facili, come viene più volte ribadito nel video) non ci sembrava il caso di gettare ancora benzina sul fuoco con presunte proteste e denunce social.

E il comune di Vicchio scrive in una nota:

In riferimento al video diffuso ieri su alcuni profili facebook, il Comune di Vicchio tiene a spiegare che la persona citata nel video non ha subìto sfratti nel nostro comune e non risulta residente a Vicchio dal 2013. Il nostro comune come tutto il Mugello, da sempre è vicino ed attento alle situazioni di fragilità che si verificano sul nostro territorio, accompagnando le persone che ne necessitano in percorsi di sostegno attraverso i servizi sociali e la società della salute. La vicenda presentata nel video non era conosciuta da nessuno degli uffici competenti e pare purtroppo strumentale ad una speculazione politica di basso livello, che sfrutta le fragilità delle persone per fini elettorali che poco hanno a che fare con la reale volontà di risolvere il problema. Continueremo ad accogliere ed aiutare chiunque ne abbia bisogno, rispondendo al nostro ordinamento costituzionale, senza preoccuparsi della nazione di origine delle persone e sopratutto continuando a rispettare la dignità delle stesse, senza enfatizzare le loro vicende private.

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3 Commenti

  1. Il Condor è sempre alla ricerca di cibo.
    Purtroppo strumentalizzare casi simili è specialità di quella parte politica.
    Premetto che è bene che si sia trattato solo di una FAKE, almeno in questo caso. Ma il “puzzo” che sollevano questi tizi è sempre molto, contando su parte della popolazione brava solo a far circolare certe notizie senza verificarle e a “indignarsi a comando”.

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