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L’associazione Vaglia Incontra (presieduta dal professor Armando Mannino) ha inviato una lettera al presidente della Regione Toscana (Enrico Rossi) e all’assessore Ceccarelli per contestare il metodo adottato a Vaglia: ossia una sorta di ‘sperimentazione’ che prevede l’adozione congiunta di Piano Strutturale e Piano Operativo. Ecco il testo della lettera, secondo la quale così facendo si ridurrebbero (nella sostanza) i tempi concretamente a disposizione dei cittadini per presentare e preparare osservazioni ai due documenti:

Preg.mo
Dott. Enrico Rossi
Presidente della Regione Toscana
regionetoscana@postacert.toscana.it

Preg.mo
Dott. Vincenzo Ceccarelli
Assessore Regionale alle Infrastrutture, Mobilità, Urbanistica e Politiche abitative
regionetoscana@postacert.toscana.it

Preg.mo
Dott. Dario Nardella
Presidente della Città Metropolitana di Firenze
cittametropolitana.fi@postacert.toscana.it

e p.c.

Sig. Leonardo Borchi
Sindaco del Comune di Vaglia
comune.vaglia@postacert.toscana.it

Oggetto: Osservazioni sulla illegittimità del procedimento di formazione del Piano strutturale e del Piano operativo dell’Amministrazione del Comune di Vaglia.
La legge regionale n. 65 del 2014 prevede e disciplina separatamente, anche nel procedimento, il Piano strutturale e il Piano operativo (artt. 10, 12, 16, 17, 19, 92, 95, ecc., art. 7 DPGR 14 febbraio 2017, n. 4R), attribuendo ad essi una diversa efficacia. L’art. 95 stabilisce infatti che il Piano operativo non solo deve essere conforme al Piano strutturale (comma 1), ma anche che “dà conto della conformità delle sue previsioni a quelle del Piano strutturale…” (c. 7).
Ciò implica, di fatto e di diritto, che il Piano strutturale sia già stato approvato alla data di avvio del procedimento per la formazione del Piano Operativo, anche perché la competenza alla loro approvazione non è più attribuita in modo esclusivo all’Amministrazione comunale. Questa ha infatti l’obbligo, sostanziale e non solo formale, di comunicare fin dall’inizio del procedimento i propri orientamenti ai cittadini al fine di consentire loro di partecipare alla decisione. I contenuti del Piano Operativo, prestabiliti dall’art. 17, c. 3 della legge regionale, devono quindi essere fin dall’inizio conformi ai criteri vincolanti contenuti nel Piano strutturale, così come risultante dal concorso necessario tra l’Amministrazione e i cittadini.
Il Comune di Vaglia ha invece avviato il procedimento di formazione del Piano strutturale e del Piano operativo con un unico “Documento di avvio”, approvato dal Consiglio comunale il 25.01.2017.
La “necessità della contestualità delle scelte tra Piano strutturale e Piano operativo” sarebbe motivata, secondo quanto risulta dal Documento di avvio, con la considerazione che “la sede in cui si deve determinare il perimetro del territorio urbanizzato è il Piano strutturale, che nel contesto della legge è posto chiaramente come strumento sovraordinato cui il Piano Operativo è legato da un rapporto di ‘conformità’” (pag. 7).
Si tratta con tutta evidenza di una interpretazione distorta (smentita da tutti quei comuni che hanno avviato il solo Piano strutturale), contraddittoria (se il Piano strutturale è sovraordinato rispetto a quello operativo, i due documenti non possono essere approvati contestualmente) e contraria alla legge. Questa interpretazione, d’altronde, tende vanamente ad attribuire una giustificazione normativa ad una decisione politica illegittima della Giunta comunale, recepita acriticamente e ci si augura inconsapevolmente dalla maggioranza consiliare. Con avviso pubblico del 21.09.2015 (prot. n. 7550), infatti, il Comune ha chiesto una preliminare “manifestazione di interesse” ai soggetti interessati a partecipare alla ”progettazione e redazione della variante generale al Piano strutturale e al Piano operativo”: incarico che “complessivamente, dovrà essere eseguito nel tempo massimo di 730 giorni naturali e consecutivi dalla data di sottoscrizione della convenzione”. I due distinti procedimenti per il Piano Strutturale e per il Piano Operativo (artt. 92 e 95 rispettivamente della legge n. 65 del 2014) sono quindi stati fusi insieme fin dall’origine per una precostituita e immotivata decisione della Giunta comunale, cui il progettista ha dovuto assoggettarsi e cui ha tentato, senza riuscirci, di dare una giustificazione formale.
Lo stesso Assessore Camilla Santi, d’altronde, nella seduta del Consiglio Comunale del 25.01.2017 ha candidamente dichiarato: “Ringrazio il team dei tecnici che sta lavorando facendo una corsa contro il tempo. Inoltre stiamo realizzando, grazie a loro, una sperimentazione relativa alla modifica congiunta del Piano Strutturale e del Piano Operativo”!
Sono rimasti ignoti al Consiglio comunale e alla popolazione del Comune i motivi di questa “sperimentazione”, sulla cui legittimità si sarebbe comunque dovuta pronunciare la Regione in risposta scritta ad un parere (art. 21-bis della legge n. 65), che l’Amministrazione comunale non risulta avere mai richiesto .
La procedura seguita lede inoltre il principio di partecipazione dei cittadini ai procedimenti di pianificazione. L’art. 19 della legge regionale stabilisce infatti che “chiunque” ha il diritto di presentare delle osservazioni “al Piano Strutturale o al Piano Operativo” (scindendo così chiaramente i due procedimenti) entro il termine di due mesi dalla rispettiva adozione. Questo termine, giustificato dalla complessità tecnica e politica dei due atti, si riferisce a ciascuno dei due procedimenti. La “sperimentazione” avviata dall’Amministrazione comunale impone invece ai cittadini, entro un unico termine di due mesi, l’esame congiunto di entrambi i procedimenti, per i quali sono complessivamente previsti quattro mesi. Di fatto, quindi, è stato dimezzato il tempo per valutare i provvedimenti predisposti e presentare le osservazioni.
Con riserva di valutare e portare a Vs. conoscenza ulteriori eventuali motivi di illegittimità e mancata coerenza interna ed esterna del procedimento seguito sotto il profilo procedurale e di merito, questa Associazione auspica che la “corsa contro il tempo” per l’approvazione degli atti di pianificazione venga interrotta, e che le decisioni dell’Amministrazione comunale possano essere discusse e valutate, nei tempi necessari per documenti così complessi, nel pieno rispetto delle norme sulla comunicazione e partecipazione dei cittadini.
In attesa di una cortese risposta, mi è gradita l’occasione per porgere i miei migliori saluti

Il Presidente
Prof. Armando Mannino

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