Una immagine moderna della Pieve di San Babila a San Bavello
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Sabato 1 Settembre 2018, sarà presentato il nuovo libro di Massimo Certini “San Bavello, un popolo e la sua Pieve sulla Montagna di San Godenzo”. L’evento si svolgerà nell’aula della splendida Pieve romanica di San Babila, di cui è amato parroco don Bruno Brezzi, il solerte organizzatore del “Festival Musicale” di Castagno d’Andra (come scriviamo a parte) con la partecipazione del Sindaco di San Godenzo Alessandro Manni e del relatore Prof. Silvano Sassolini, storico e responsabile dell’Archivio Storico Diocesano di Fiesole.

Il libro, tenacemente voluto dall’intera Comunità Parrocchiale, traccia la storia completa di San Bavello, dalle origini che iniziarono a concretizzarsi nella seconda metà del primo millennio, all’epoca medievale decisamente segnata dalla presenza opprimente dei Conti Guidi e dalla successiva e complessa situazione politica che avrebbe mutato non poco costume e futuro del luogo, assegnando a San Bavello la nuova identità di Comunello rurale.

La storia, che l’autore ha minuziosamente ricostruito attraverso la consultazione e lo studio di un numero considerevole di documenti di Archivio, si estende poi al periodo rinascimentale e alle epoche lorenesi e leopoldine quando cioè, si sarebbero stabilizzati gli aspetti politici ed economici della zona, dando origine a una fase positiva di progresso e la realizzazione di importanti opere pubbliche come l’adeguamento della rotabile tosco-romagnola che avrebbe garantito nuove opportunità di commercio e di collegamento con l’area padana e la parte settentrionale del paese.

Una cura particolare ampiamente documentata e una descrizione dettagliata degli eventi, sono stati adottati invece per descrivere i momenti e le vicende drammatiche vissute in periodi diversi da questa comunità, non ultime quelle riferite al terremoto del 29 Giugno 1919, particolarmente violento attorno San Godenzo e che in San Bavello rase al suolo alcune coloniche e la Pieve di San Babila.

Anche le guerre e il periodo di transizione fra i due conflitti mondiali, sono trattati approfonditamente, grazie ai Liber Chronicus dei pievani che descrissero gli orrori dell’epoca e alle testimonianze di molti parrocchiani che vissero personalmente le tristezze di quel periodo.

Il libro, edito da “Edizioni del Poligrafico Fiorentino” (pagg. 235) è corredato da oltre cento immagini a colori e foto d’epoca che restituiscono un’idea concreta delle attività quotidiane in una comunità numericamente contenuta ma che compare distribuita su un territorio molto vasto, esteso alla fascia pedemontana dell’Appennino di San Godenzo, una zona bellissima, sicuramente fra le più suggestive e affascinanti del Mugello orientale.

Una zona dove la natura si esprime ancora secondo i suoi aspetti originali e si offre al visitatore secondo scenari unici e suggestivi, dove l’uomo non ha potuto rilasciare completamente i segni discutibili del progresso e l’intero paesaggio sembra ancora adagiato in un limbo irreale, certamente poco diverso dal suo aspetto originale.

Accanto a questi aspetti storici e ambientali, il libro tratta poi ogni peculiarità socio economica che nel tempo ha contribuito concretamente all’evoluzione demografica della zona, gli aspetti del costume locale e la vita spirituale della comunità, comprendente l’intero percorso storico della Pieve di San Babila, un tempo indicata come realtà architettonica fra le più ricche e importanti della valle, cui si univa la presenza di altre chiesa e cappelle ancora più antiche, le cui origini si adagiano in un periodo precedente addirittura quello della stessa Pieve e verosimilmente connesso alla primitiva cristianizzazione del Mugello.

Questa nuova pubblicazione costituisce dunque un tassello prezioso per apprezzare quella microstoria locale ancora semisconosciuta ma determinante per conoscere e costituire quel mosaico di storia, ambiente, e cultura che nei secoli, tessera dopo tessera, ha prodotto infine la terra straordinaria che oggi viviamo.

Una immagine d’epoca della Pieve di San Babila a San Bavello
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Redattore . Nato a Borgo San Lorenzo nel 1940; giornalista fin dal 1954; autore di circa diecimila articoli di arte, storia, cultura, folclore, costume, sport, vita sociale, civile, religiosa, politica. Appassionato di storia del Mugello, ha dato alle stampe dodici volumi su Borgo San Lorenzo in particolare e sul Mugello in generale. Detiene in archivio 90 mila immagini, dal 1860, di tutto il territorio.

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