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Il comitato ” Difendi San Godenzo ” è impegnato nella proposta di iniziative che possano permettere, a loro dire, il rilancio dell’economia anche nei piccoli borghi. Un modo da parte loro per affermare che la strada della fusione non è l’unica praticabile. A seguire la nota integrale ricevuta dal comitato e l’intervista rilasciata da Petronici a Radio Sieve.

“La nostra proposta più importante fa riferimento al turismo, ed è quella di creare una sinergia tra Comune, pro loco e privati, proprietari di attività e strutture ricettive.

Ad oggi il turista visita il nostro territorio solo un giorno, mordi e fuggi. Da questa sinergia tra ristoranti, bar, bed and breakfast, Comune e associazioni vorremmo che si sviluppasse e implementasse il progetto di albergo diffuso. Potremmo creare dei pacchetti che il Comune si incaricherebbe di pubblicizzare: ad esempio una colazione al bar, un pranzo nel ristorante o al sacco, grazie al forno. Il Comitato Difendi San Godenzo, contrario al progetto di fusione con Dicomano, preferisce salvaguardare e rilanciare il territorio con delle proposte concrete, come chiedeva il sindaco Alessandro Manni. Tra queste quella dello sviluppo del cosiddetto “albergo diffuso”. Oppure al fatto di prendere i terreni sfitti del comune e utilizzarli per il Camping, per avere delle entrate, o mettersi in accordo con privati che hanno tali terreni. Ecco una parte del nostro progetto Salva San Godenzo. Secondo noi tramite le tasse di soggiorno che ne deriveranno, potremo rilanciare perlomeno il turismo, da cui i servizi. Chiaro, se con il tempo rendiamo appetibile il luogo anche ai privati, ci saranno maggiori investimenti in futuro. Il progetto verrà lanciato grazie al Comune e tramite il DDL (fatto apposta per i Comuni sotto i 5000 abitanti) il salva Borghi, dai privati interessati e dal nuovo progetto Distretti Rurali (se vi riuscissimo ad entrare). Non è la soluzione definitiva, poiché i benefici saranno a lungo raggio.

Poi fare dei pacchetti che contengono delle esperienze, per esempio, passare la notte nel Falterona, con accompagnatore (quindi si creano dei posti di lavoro part time), per vedere all’alba Firenze dal monte. Dal punto di vista sacrale o spirituale, come la si voglia vedere è potentissimo poiché da noi nasce l’Arno, il fiume che bagna il capoluogo fiorentino. Oppure la notte sul Falco, per vedere all’alba il mare Adriatico, esperienza fantastica. Poi usufruire ancor di più l’osservatorio che si trova a Castagno che ricordo è l’unico in tutta la Toscana raggiungibile con la macchina. Rilanciare le vecchie scuole a Castagno d’Andrea che sono già un punto tappa. Ma soprattutto fare una pubblicità capillare del territorio e puntare sul Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, poiché li stà la chiave di volta. Data dal fatto che in Romagna e nell’Aretino funziona benissimo e da noi no. Noi punteremo sopratutto sul Parco perché non bisogna guardare solo il fatto che non abbiamo soldi. Ma abbiamo dei punti di forza incredibili, ricordo che da noi è passato Dante, nato Andrea del Castagno, abbiamo Dipinti di Annigoni, la leggenda dice che gli alberi presi dalla zona della grotta delle fate, verso il Falterona sono stati usati per costruire il Duomo ecc

Per noi la risposta è trovare delle sinergie con l’ente parco, valorizzare quelli che sono i punti di forza del nostro territorio, ambiente-foreste-fiumi-agricoltura e storia del paesaggio. Questa è solo una parte del nostro progetto e piano piano presenteremo tutto, ma comunque ricordo che noi siamo quelli che lottarono per il rifacimento della Sp95 e per altre battaglie locali. Noi siamo per il fare e combattere per le nostre idee. A breve faremo dei banchini informativi e presenteremo altre attività. Ripetiamo che aspettiamo l’invito del Sindaco a parlare con lui, visto che lo disse e che siamo aperti a collaborare con tutti.

Ascolta qui l’intervista rilasciata a Radio Sieve:

 

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