Antonio Cordone dopo la parentesi calcistica si dilettava nella gare podistiche.
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Martedì prossimo (26 dicembre 2017), alle ore 18, nella Chiesa di Santa Maria Primerana, in piazza Mino a Fiesole (FI), sarà officiata una Messa in suffragio di Antonio Cordone e di tutte le vittime della criminalità, a cura del “Comitato dalla parte di Abele”.

Antonio Cordone, noto personaggio dello sport dilettantistico fiorentino per quanto riguarda il calcio ed il podismo, (fu bravissimo portiere dell’A. S. Fortis Juventus 1909 di Borgo San Lorenzo) fu ucciso senza alcuna ragione, il 26 dicembre 1989 a Firenze,  per mano di un criminale pluriomicida, (soggetto totalmente infermo di mente, giudicato non imputabile ma socialmente pericoloso e per questi motivi, prima internato nell’Ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino ed oggi alla Rems di Volterra). Cordone fu ucciso mentre faceva una passeggiata col proprio cane in via di Barbacane, una strada collinare  che dal capoluogo toscano porta verso Fiesole.

La formazione dell’A.S.Fortis Juventus 1909 nel Campionato di Promozione Toscana 1953/54. Da sinistra in piedi l’allenatore Chini, Donatini, Fuschini, Innocenti, Ghinelli, Santoni, Zoppi; accosciati da sinistra Negrotto Cambiaso, Migliorini, Bartolini, Cordone e Martini.

Durante la funzione, un pensiero doveroso sarà rivolto anche ai due carabinieri del Nucleo Radiomobile di Siena, Mario Forziero e Nicola Campanile, il cui estremo sacrificio, consumatosi il 1° giugno del 1990 nella città del Palio, permise la cattura del pericoloso assassino seriale che aveva già ucciso Antonio Cordone.
Il figlio Marco, fondatore e animatore del “Comitato dalla parte di Abele”, cioè delle vittime e non degli assassini, dichiara in merito: “Nel ricordo di mio padre Antonio pretendo certezza ed effettività della pena, senza sconti e permessi vari, perché i criminali devono stare in galera. Allo stesso tempo, esprimo forti preoccupazioni e perplessità per l’avvenuta chiusura dell’OPG di Montelupo Fiorentino perchè il progetto della REMS (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) che è andata a sostituirlo, é secondo noi, piuttosto fatiscente e non dà adeguate garanzie in tema di sicurezza. Le Rems non sono strutture idonee a custodire soggetti socialmente pericolosi, ai sensi della normativa penale, come l’assassino di mio padre. Auspico che in tanti possano partecipare a questi momenti di riflessione. Chiediamo giustizia e non vendetta”.

A questa cerimonia sono gentilmente invitati tutti gli amici e coloro che ancora ricordano con affetto questo atleta così barbaramente ucciso.

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Redattore . Nato a Borgo San Lorenzo nel 1940; giornalista fin dal 1954; autore di circa diecimila articoli di arte, storia, cultura, folclore, costume, sport, vita sociale, civile, religiosa, politica. Appassionato di storia del Mugello, ha dato alle stampe dodici volumi su Borgo San Lorenzo in particolare e sul Mugello in generale. Detiene in archivio 90 mila immagini, dal 1860, di tutto il territorio.

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