Per il ciclismo il 2017 sarà sicuramente ricordato come un anno importante. Non solo perché atleti da tutto il mondo hanno solcato per la centesima volta le tappe del famosissimo Giro d’Italia, vinta in questa edizione dall’olandese Tom Dumoulin, ma anche perché ricorrono i 60 anni dalla vittoria della competizione di Gastone Nencini, ciclista esperto e dalle capacità uniche soprannominato il “Leone del Mugello”, perché proprio qui, sui tratti che formavano questo anno la tappa 12, si è allenato con fatica e dedizione.

Nencini è il capostipite di quella serie di atleti che hanno ispirato l’opera dello scrittore Bruno Confortini intitolata “Mugello e Val di Sieve in Rosa”. Il libro tocca diverse sfumature del ciclismo nostrano, concentrandosi sul mostrare come il territorio Toscano in generale sia stato da sempre un enorme incubatrice di atleti delle due ruote, molti dei quali hanno raggiunto una fama mondiale grazie alle loro capacità. Grazie anche alla collaborazione con Carlo Fontanelli, storico del ciclismo, Confortini spiega come il territorio mugellano abbia temprato i nostri sportivi, i cui allenamenti si basavano su quei passi, come il Muraglione, il passo della Futa e tanti altri, che da sempre creano difficoltà a ciclisti di tutto il mondo.

Un libro che contiene storie, aneddoti, vite di atleti e tanto ancora, fra cui fotografie e cronache degli anni passati. Un’opera divisa in tre parti. La prima incentrata sulla storia del Giro d’Italia nei suoi passaggi dalle nostre campagne. La seconda dedicata invece all’edizione della competizione del 1957, quella vinta da Gastone Nencini, ricordato come un campione ed esaltato in tutte le sue sfumature da atleta. La terza ed ultima parte dedicata a tutti i ciclisti che per nascita o per “adozione” hanno solcato con le loro biciclette le strade mugellane, partendo dai più famosi sino ad i meno noti.

Il libro, pubblicato da Geo Edizioni, è stato presentato dallo scrittore a “Vivi Lo Sport 2017” , svoltosi sabato 20 maggio a Borgo San Lorenzo, ma l’interesse che questo ha suscitato lo ha portato a sostenere un’intervista (riascoltabile) sull’emittente radiofonica nazionale Radio1, durante la trasmissione “Zona Cesarini”. Durante l’intervista Confortini e Fontanelli raccontano l’importanza dell’opera, avente il pregio di presentare la storia del ciclismo toscano a chi è troppo giovane per ricordarla anche tramite alcuni aneddoti riguardanti soprattutto le rivalità, sempre leali, fra gli atleti. Rivalità dietro le quali però si nascondeva sempre una grande amicizia, particolarità molto presente nel ciclismo per quello che spiega Confortini. Scopriamo quindi di una contrapposizione fra Nencini e Boni, il “Leone del Mugello”, originario di Barberino, e “l’Angelo Biondo”, della vicina città di Vicchio, una rivalità che portò i tifosi di Nencini a vestire la statua di Giotto nella città rivale con la maglia rosa nel 1957, quando il ciclista vinse appunto il Giro d’Italia.

Da segnalare il fatto che due anni fa Confortini ha pubblicato un altro libro relativo per l’appunto a Guido Boni e la sua storia, ponendo in un qualche modo le premesse per questa altra opera.

Lo scrittore offre così un panorama del ciclismo del Mugello e della Val di Sieve, rendendo omaggio a tutti quegli sportivi che hanno respirato l’aria delle nostre colline, soffrendo sotto il sole e la pioggia, in preparazione a quegli eventi che li avrebbero resi immortali, con la loro fama internazionale, o che semplicemente li avrebbero visti partecipare con dedizione in nome della competizione agonistica.

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Nato a Firenze nel 1991. Laureato in Scienze Politiche (Comunicazione, media e giornalismo) ed attualmente studente magistrale in "Comunicazione pubblica e politica" alla Scuola Cesare Alfieri. Musicista ed aspirante scrittore, non esco mai senza un plettro ed una penna.

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