Emilio Materassi prima della partenza del Gran Premio di Spagna nel 1927.
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Dopo la pubblicazione di un servizio inerente al grande campione automobilistico borghigiano Emilio Materassi (OK!Mugello, 23 settembre 2018), in occasione del 90° anniversario della sua tragica morte (settembre 1928), durante il Gran Premio d’Italia a Monza, riceviamo e pubblichiamo questa lettera che ci è giunta da Monza del signor Matteo:

“ – Salve. Abito a Pochi metri dall’autodromo di Monza. Sono da sempre stato affascinato dalla figura di quest’uomo. Perché? Perché dava del filo da torcere a gente come Nuvolari, Varzi, Chiron, perché era un meccanico/pilota/manager capace, un visionario. Lo sapete che l’idea di creare una scuderia di macchine, una squadra di piloti fu sua prima che di Enzo Ferrari??? “Materassi, probably, the most popular driver of the world…” ecco come il New York Times del 10 settembre del 1928 in prima pagina indicava il pilota mugellano parlando dell’incidente di Monza! (E’ tutto documentato!) Dovreste portarlo sulla vostra piazza principale quel busto! Non su una viuzza periferica di chissà dove! – ”.

Che il nostro Emilio Materassi sia stato un grande pilota, è riconosciuto da tutto il mondo e questa testimonianza non è altro che un ulteriore anello di quella che è stata la vita agonistica del pilota mugellano. Le sue vittorie, le sue imprese, i suoi allori, i suoi trionfi sono ormai scolpiti nella storia dell’automobilismo e le ulteriori notizie che ci giungono da Monza a 90 anni dalla sua scomparsa, sono il segno inequivocabile di quello sopra scritto.

Per quanto riguarda, gentile signor Matteo, la statua che lo raffigura a San Piero a Sieve, lo scrivente che fece parte anche se da esterno del Comitato promotore, aveva lottato che fosse collocata nel suo paese natio, dov’è sepolto, e invece fu come ripudiato dalle autorità amministrative dell’epoca, come se avesse commesso chissà cosa.

Eppure i suoi colleghi dell’epoca, da Brilli Peri a Masetti, da Chiron a Varzi, da Nuvolari ad Ascari, da Zaniratti a Maserati ed altri, sono ricordati e i loro nomi sono impressi nei rispettivi paesi natii, con strade, vie, piazze, campi sportivi (vedi lo stadio Brilli Peri di Montevarchi), etc, etc. Nella toponomastica cittadina ci sono nomi di persone che non sanno nemmeno da quale parte sia Borgo San Lorenzo. Purtroppo è così!

Il frontespizio del libro di Francesco Parigi; la storia completa di Emilio Materassi

 

 

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Redattore . Nato a Borgo San Lorenzo nel 1940; giornalista fin dal 1954; autore di circa diecimila articoli di arte, storia, cultura, folclore, costume, sport, vita sociale, civile, religiosa, politica. Appassionato di storia del Mugello, ha dato alle stampe dodici volumi su Borgo San Lorenzo in particolare e sul Mugello in generale. Detiene in archivio 90 mila immagini, dal 1860, di tutto il territorio.

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