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Rodolfo Fiesoli potrebbe (il condizionale è d’obbligo) trovarsi a San Piero a Sieve, barricato in casa della moglie. L’ipotesi è avanzata sia da Repubblica che dal Corriere Fiorentino.

Si legge infatti su Repubblica:

“C’è, l’hanno portato lì”. Cioè fra le case di via Giardini, a due passi dal Municipio, vicino alla Misericordia. “No, mai visto”. “Fiesoli? Mica abita qui”. In altalena, fra rumors e incertezze. Mugello, San Piero a Sieve, frazione di Scarperia. Rodolfo Fiesoli è tornato a casa, nell’appartamento della moglie. Ma suonare il campanello è inutile, al secondo piano della palazzina chiara non risponde nessuno. Di là dalla porta di sentono rumori. Un’altra scampanellata, ma niente. Arriva la postina: suona lei adesso ai campanelli e si affaccia una signora al balcone. È la moglie di Fiesoli? Certamente suo è il cognome scritto sul campanello.

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Ancora sul Corriere Fiorentino:

Mentre ieri la moglie di Rodolfo Fiesoli, affacciata al balcone del suo appartamento di San Piero a Sieve, negava la presenza del marito in casa («Non c’è, non è qui, non so dove sia»), in molti da San Piero hanno chiamato Pietracito, gli hanno scritto messaggi, per chiedergli di organizzare una manifestazione in paese: «Vorrebbero fare un presidio per dire che non è ospite gradito», spiega il presidente dell’associazione delle vittime, che commenta anche la notizia del mancato ritiro del passaporto a Fiesoli: «Mi auguro proprio che non scappi all’estero. Ma se lo conosco bene, non credo che scapperà: in questo Paese si sente al sicuro».

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