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Fu collocata nel 2014, la targa a ricordo dei martiri delle foibe a lato dei giardini municipali di Scarperia, dopo che il governo aveva stabilito che il 10 febbraio si ricordasse questa tragica pagina che vide coinvolti tanti italiani innocenti vittime dei comunisti di Tito. Era Commissario Straordinario il dott. Fabrizio Stelo (erano i giorni dell’unione fra Scarperia e San Piero a Sieve) e dopo la deliberà all’unanimità del consiglio comunale, fu deciso di ricordare questa pagina storica con una targa.

Il dott. Fabrizio Stelo, Commissario Straordinario del comune di Scarperia San Piero, inaugura la stele in ricordo dei martiri delle Foibe nel febbraio del 2014.

Pioveva a dirotto quel giorno (lunedi 10 febbraio 2014), ma fu una cerimonia molto composta, partecipata, sentita dalle tante persone presenti. Però quella targa non ebbe vita facile e per ben tre volte (lo stesso 2014, 2015 e 2016), fu lordata, spaccata e portata via dai soliti prezzolati, che preferiscono operare di notte quando cioè la mente è nel totale buio dell’ignoranza e delle cafoneria (come di notte fu spaccata la statua del soldato americano a Ponzalla lasciando l’effige della falce e martello e successivamente la stele al Sasso di Malaguardia questa volta lasciando l’effige nazista).

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Scritto questo, senza ne paure ne timori reverenziali per nessuno, questa quarta cerimonia è stata molto semplice ma ancora una volta composta e partecipata. Alla presenza delle autorità amministrative con il sindaco Federico Ignesti, il vice sindaco Giuseppe Bacci, il presidente del consiglio comunale Claudio Picirillo, gli assessori Marco Casati e Loretta Ciani, quindi il Luogotenente dei Carabinieri Danilo Ciccarelli, il comando della Polizia Municipale, la Confraternita di Misericordia, alcuni colleghi della stampa e fra gli altri l’amico Paolo Poli AD dell’Autodromo Internazionale del Mugello.

La presenza poi di un buon gruppo di studenti della locale Scuola Media Statale “G.Chini” accompagnati dalla loro direttrice Prof. Meri Nanni e dagli insegnanti, ha dato un tocco particolare e significativo a questa cerimonia, senza slogan, senza urli, senza odi e irrisioni, ma nel silenzio, nel ricordo di quello che hanno dovuto subire quegli italiani, come la democrazia insegna.

L’intervento del sindaco, Federico Ignesti

L’intervento del sindaco Ignesti è stato di una imparzialità, che raramente si ritrova in tanti primi cittadini; e questo non è assolutamente piaggeria. Ha ricordato i contesti storici dell’epoca, la guerra voluta dal fascismo verso le popolazioni slave, gli eccidi e le violenze, non dimenticandosi che la pulizia etnica voluta dai comunisti titini, non si rivolse solamente ai fascisti ma anche contro moltissimi italiani (donne, bambini, vecchi, sacerdoti, suore, uomini di altre estrazioni politiche, etc, etc) che con il fascismo non avevano niente a che fare, se non essere nati in terra italiana.

Ricorda Ignesti che anche l’Italia, la loro Patria, non fu generosa verso gli esuli che erano scappati dall’inferno delle foibe, tutt’altro, e per loro fu come subire altre violenze morali dopo quelle fisiche. La speranza é che gli artefici di questi atti vandalici – ha concluso Ignesti – possano assistere alla risposta del paese nei confronti del loro vergognoso gesto e che tali episodi non si ripetano mai più. Anamnèsi profonda e vera.

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Redattore . Nato a Borgo San Lorenzo nel 1940; giornalista fin dal 1954; autore di circa diecimila articoli di arte, storia, cultura, folclore, costume, sport, vita sociale, civile, religiosa, politica. Appassionato di storia del Mugello, ha dato alle stampe dodici volumi su Borgo San Lorenzo in particolare e sul Mugello in generale. Detiene in archivio 90 mila immagini, dal 1860, di tutto il territorio.

1 COMMENTO

  1. Grazie Giovannini, per questa pagina.Grazie anche all’amministrazione comunale di Scarperia San Piero che con democratica testardaggine rimette sempre le cose a posto in attesa del prossimo atto vandalico. Ci scommettiamo?

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