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Il Comitato annuncia la sua prossima costituzione giuridica e afferma: “Determinante l’intervento dei Carabinieri Forestali di Borgo San Lorenzo” – Di seguito il comunicato nel quale il Comitato di Massorondinaio, anche in seguito all’intervento dei Carabinieri Forestali, annuncia l’avvio del procedimento di revoca della Regione. Spieghiamo, naturalmente, che il procedimento di revoca è stato avviato (e che per il momento, quindi) occorrerà attendere la scadenza dei termini (30 giorni dalla notifica del procedimento alla ditta) per vedere i suoi effetti. E il Comitato sottolinea anche la preziosa azione dei Carabinieri Forestali, che hanno effettuato sopralluoghi e dato il via così alle procedure di revoca 

Il Comitato di Massorondinaio comunica che con decreto n. 12993 del 10/08/2018 (vedi qui) pubblicato in data 13/08/2018 la Regione Toscana ha avviato il procedimento di REVOCA del decreto dirigenziale di autorizzazione unica ambientale n. 9705 del 07/07/2017 (AUA 2017) relativo all’attività di conglomerato bituminoso presso lo stabilimento situato in località Massorondinaio – San Piero a Sieve.

La Revoca di autorizzazione è conseguente ad un atto di Diffida del 30-05-2018 con cui la Regione Toscana chiedeva all’impianto sopradetto di adempiere alle prescrizioni presenti nell’AUA 2017. La documentazione presentata dall’azienda in risposta alle prescrizioni contenute in diffida non è stata esaustiva di tutte le richieste presenti in diffida. In particolare l’azienda: non ha inviato entro i termini di tempo i certificati degli inquinanti SO2 e COT secondo i metodi di autocontrollo definiti in autorizzazione e non ha provveduto ad eliminare le emissioni diffuse generate durante la movimentazione del prodotto finito, bitume che si propagano nell’ambiente circostante quindi anche in tutto l’abitato di San Piero che è limitato nel raggio di un chilometro.

Importante evidenziare che Arpat analizzando la documentazione presentata dalla ditta che gestisce l’impianto ha rilevato:

  • che niente è stato fatto dall’impianto di bitume che sia risolutivo anche del problema di bonifica acustica richiesto a suo tempo in seguito a controlli sulle emissioni rumorose
  • che l’impianto presenta un sistema di recupero del fresato e quindi di recupero rifiuti non autorizzato con l’AUA DEL 2017

Dunque nell’abito di San Piero a Sieve vi è situato un’industria insalubre di prima classe che tratta bitume, materiale frutto di lavorazione anche del petrolio, a cui la Regione Toscana ha avviato procedimento di revoca di autorizzazione in base all’art. 278 comma 1 lett. C): In caso di inosservanza delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione,……l’autorità competente (Regione) procede,……….: c) “alla revoca dell’autorizzazione con riferimento agli impianti e alle attività per i quali vi è stata violazione delle prescrizioni imposte con la diffida o qualora la reiterata inosservanza delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione determini situazioni di pericolo o di danno per la salute o per l’ambiente”.

Determinante quindi per l’accertamento delle violazioni delle prescrizioni imposte con la diffida è stato l’intervento della Regione Carabinieri Forestale “Toscana” Stazione di Borgo San Lorenzo che in una nota del 19/07/2018 inviata alla Regione Toscana – Direzione Ambiente ed Energia – Settore autorizzazioni ambientali, hanno evidenziato quanto segue:

dagli accertamenti condotti è emerso che l’impianto per la produzione di conglomerato bituminoso a caldo utilizzato dalla Ditta Bindi S.p.a. genera significative emissioni diffuse in atmosfera nelle fasi di movimentazione del prodotto finito nonostante il provvedimento di diffida (Decreto dirigenziale n. 8423 del 30-05-2018). Quindi le emissioni diffuse che si propagano nell’ambiente ad oggi continuano e sono state accertate sia da Arpat prima della diffida che dai Carabinieri Forestali prima e post diffida.

Il Comitato di Massorondinaio già in data 02/01/2018 aveva fatto pervenire al Comune di Scarperia e San Piero la segnalazione della situazione di disagio creatasi con l’attività del bitumificio in ambiente residenziale e la conseguente richiesta di intervento ASL per avviare un monitoraggio estemporaneo ma continuativo dell’aria della zona definito sulla base delle indicazioni dei cittadini coinvolti, con particolare riferimento alle concentrazioni di PM10, benzene, ozono e biossido di azoto e per richiedere il rilascio di una dichiarazione attestante che l’ambiente della zona è idoneo all’uso residenziale. A questa istanza è stato risposto dal Sindaco di Scarperia e San Piero Federico Ignesti nel luglio 2018 che risultava efficace affrontare il problema non con il monitoraggio richiesto dai cittadini ma intervenendo come proposto da Arpat con il convogliamento delle emissioni diffuse e che la dichiarazione richiesta sulla zona di Massorondinaio era irrituale poiché Asl non ha mai comunicato all’amministrazione comunale circa la presenza di un problema sanitario.

Adesso noi del Comitato, da cittadini, ci chiediamo, poiché perdurano le emissioni diffuse ed essendo le analisi di alcuni inquinanti ancora ad oggi non pervenute dall’azienda, se le passate risposte da parte dell’Autorità Sanitaria qual è il Sindaco siano ancora sufficienti o adesso sia improcrastinabile richiedere un intervento ASL per dirimere la questione relativa alla sicurezza sanitaria con efficacia.
Si precisa che l’avvio del procedimento di revoca di autorizzazione non implica un’immediata cessazione dell’attività poiché si tratta appunto di un procedimento. L’azienda che gestisce l’impianto di conglomerato bituminoso ha infatti 30 giorni dalla notifica del provvedimento per presentare memorie scritte e documenti dopodichè se niente verrà presentato la revoca sarà efficace a tutti gli effetti; la stessa può inoltre eventualmente presentare ricorso al TAR della Toscana o al Presidente della Repubblica.
Nel frattempo, mentre attendiamo di avere finalmente certezza di cosa stiamo respirando e quindi di cosa abbiamo respirato per circa 8 lunghissimi mesi, (tale infatti è stato il tempo intercorso tra la prima istanza inviata dal Comitato al Sindaco in data 30-12-2017 sulla situazione relativa all’impianto di conglomerato bituminoso di Massorondinaio ed il provvedimento di revoca della Regione del 10/08/2018) ovviamente con tutti i disagi annessi, il Comitato di Massorondinaio ringrazia in particolar modo gli accertamenti ambientali effettuati da Arpat e Carabinieri Forestali che hanno contribuito in modo decisivo al conseguimento dei risultati raggiunti fino ad adesso.

Ci congediamo fiduciosi che l’istanza al Sindaco presentata in data 13/08/2018 nel quale veniva richiesto: “uno studio di impatto sanitario dell’attività dell’impianto in oggetto e della compatibilità dello stesso con la presenza residenziale attuale coinvolgendo Arpat e ASL territorialmente competenti o, se quest’ultima impossibilitata, istituti universitari e l’istituto superiore di sanità” firmata da 168 residenti nell’abitato di San Piero sia accolta dalla nostra amministrazione alla luce dei nuovi fatti emersi.

Comitato di Massorondinaio

Da seguente link puoi prelevare il decreto della Regione Toscana

 

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