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Ecco la versione integrale del lungo intervento da parte del Comitato di Massorondinaio:

Il Comitato Massorondinaio ripercorre la spinosa questione relativa alla presenza di un asfaltificio in località Massorondinaio, a ridosso di una zona residenziale e contiguo al paese di San Piero a Sieve.

In data 10 agosto 2018 la Regione Toscana ha avviato procedimento di Revoca per l’attività di produzione di conglomerato bituminoso nello stabilimento posto in località Massorondinaio a San Piero a Sieve. L’avvio del procedimento di Revoca come ormai è noto all’opinione pubblica è provvedimento successivo alla Diffida della Regione Toscana e reputato necessario dalla Regione Toscana per la violazione delle prescrizioni imposte con tale diffida, accertate in parte anche dalla Regione Carabinieri Forestale ‘’Toscana’’ Stazione di Borgo San Lorenzo che in una nota del 19 /07/2018 inviata alla Regione Toscana – Direzione ambiente ed Energia- settore autorizzazioni ambientali hanno evidenziato quanto segue: ‘’dagli accertamenti condotti è emerso che l’impianto per la produzione di conglomerato bituminoso a caldo utilizzato dalla Bindi S.p.a. genera significative emissioni diffuse in atmosfera nelle fasi di movimentazione del prodotto finito nonostante il provvedimento di diffida (decreto dirigenziale n.8423 del 30-05-2018)’’.

Da evidenziare, però, che ad oggi sono passati più di 30 giorni dalla scadenza del Procedimento di Revoca e che ancora non risultano notizie dalla Regione circa un atto definitivo di Revoca.

Il Comitato Massorondinaio informa che l’attuale gestore dell’impianto di conglomerato bituminoso ha deciso di procedere per vie legali contro il provvedimento di Diffida della Regione Toscana adottato nei suoi confronti.

Il Comitato, quindi, considerato che un impianto di conglomerato bituminoso secondo il decreto D.M. del 5 settembre 1994 rientra tra le industrie insalubri di prima classe che dovrebbero essere localizzate in zone isolate nelle campagne e tenute lontano dalle abitazioni (T.U. LL. SS. Comma 2 art. 216), salvo che dimostrino di non recare alcun nocumento alla salute dei residenti, cosa ad oggi non dimostrata viste le risultanze emerse dall’accertamento Arpat del 5 aprile circa le emissioni diffuse in atmosfera non convogliate, accertate poi anche dai Carabinieri Forestalie circa i certificati analitici relativi agli inquinanti COT e SO2 emessi dal camino principali e ancor oggi non pervenute, ritiene che non sia più tollerabile questa situazione creatasi nelle aree residenziali adiacenti l’impianto, soprattutto per l’assenza di chiarezza sulle possibili ricadute future sulla salute dei cittadini.

A tal fine ricordiamo che n. 168 cittadini, con un’istanza al Sindaco del 13 agosto 2018, hanno richiesto “uno studio di impatto sanitario della attività dell’impianto in oggetto e dellacompatibilità dello stesso con la presenza residenziale attuale coinvolgendoArpat e Asl territorialmente competenti o, se questa ultima impossibilitata,istituti universitari e l’istituto superiore di sanità”.

Il Sindaco Federico Ignesti, massima autorità sanitaria, ha ritenuto dopo la nostra sollecitazione di richiedere all’Azienda Sanitaria ASL “l’attivazione di una procedura finalizzata a predisporre una valutazione in relazione a situazione di pericolo o danno per la salute”’, ma senza specificare quale siano le misure che ASL dovrebbe concretamente adottare al fine di realizzare tale valutazione di pericolo o danno per la salute né i tempi entro i quali dovranno attuarsi. Il Comitato ha, quindi, temuto un impasse di molti mesi e per questo ha presentato, in data 9 ottobre 2018, un’istanza ad ASL dove si richiedevano i seguenti interventi entro 30 gg:

1. di avviare una verifica dell’impatto sanitario che le emissioni dell’impianto in oggetto hanno ad oggi prodotto sulla salute dei residenti a prescindere dal rispetto formale dei limiti di legge degli inquinanti emessi e controllati fino ad oggi da Arpat

2. di richiedere ad Arpat, in considerazione degli eventuali effetti sulla salute degli inquinanti emessi dall’impianto in oggetto in area residenziale, di campagne di misurazione mobili in diversi momenti dell’anno e in diversi punti recettori, da individuare in funzione delle condizioni meteo climatiche in cui i parametri da ricercare sono i composti solforati, gli IPA, le polveri, monossido di carbonio, ossidi di azoto

3. di sollecitare Arpat ad ottenere i certificati analitici relativi agli autocontrolli per gli inquinanti SO2 e COT, effettuati in data 23-05-2018 dalla ditta Bindi S.p.A., che risultano ancora non pervenuti ed, inoltre, nel caso fosse già stata da Voi adeguata la postazione di campionamento e di emissione A1, di sollecitare tale ente ad effettuare tutti i campionamenti previsti per legge relativi a tale emissione A1

4. di rilasciare una dichiarazione che l’ambiente della zona è idoneo all’uso residenziale

Tutte le richieste sono importanti ma, mentre la prima richiede tempi lunghi per la sua attuazione, il monitoraggio degli inquinanti emessi dall’impianto e la comunicazione del rispetto dei limiti di emissione degli inquinanti COT e SO2 secondo autorizzazione, avrebbero invece un impatto a breve termine sulla sicurezza sanitaria dei cittadini e sono ritenuti fondamentali.

Nella stessa data del 9 ottobre è stata presentata anche un’istanza ad Arpat – Dipartimento di Firenze nella quale, tra le altre cose, venivano richieste anche alla stessa, di sollecitare la ditta che gestisce l’impianto di conglomerato bituminoso, al fine di ottenere i certificati analitici relativi agli autocontrolli per gli inquinanti SO2 e COT, effettuati in data 23-05-2018.

In tale istanza si precisava inoltre che come cittadini abbiamo diritto ad avere accesso a queste analisi ai sensi della normativa sulle informazioni ambientali (Dlgs. 195/2005) ma anche dell’accesso civico (Dlgs. N. 33/2013 come modificato dal Dlgs. N. 97/2016).
Il Comitato Massorondinaio, a tutt’oggi, non avendo, quindi, la certezza sulla qualità dell’aria che stanno respirando i cittadini, sente il dovere morale di sostenere coloro che si costituiranno ad opponendum nel procedimento che vede contrapporsi Regione Toscana e stabilimento di conglomerato bituminoso.

Il Comitato di Massorondinaio chiede solidarietà a tutto l’abitato di San Piero a Sieve per i cittadini che si costituiranno ad opponendum, i quali fidandosi del lavoro di Arpat, Carabinieri forestali e Regione Toscana e stanchi di non sapere cosa stanno respirando, porteranno la loro voce in tribunale ad opponendum contro il ricorso per annullamento del provvedimento della diffida promosso dallo stabilimento di conglomerato bituminoso.

Il Ricorso presentato dall’impianto di conglomerato bituminoso posto in località Massorondinaio è contro Regione Toscana, nonché contro Unione Montana dei Comuni del Mugello – SUAP e nei confronti di ARPAT -Dipartimento di Firenze; ASL Toscana Centro- Area Vasta Centro-Dipartimento di Prevenzione di Firenze-Settore Mugello, Comune di Scarperia San Piero e Sig. C.N..

A tal proposito, il Comitato ha appreso che la Giunta Comunale con delibera n. 85 del 17/09/2018 ha deciso di non costituirsi in giudizio di fronte al Tar nel procedimento instaurato dalla Società B. e tra le motivazioni adduce che ‘’ Il Responsabile del Settore competente per la materia della controversia – Arch. Rodolfo Albisani- ha fornito parere (non vincolante) in cui si significa che non ci sono ,tra gli elementi impugnati, provvedimenti del Comune poiché in effetti il Ricorso attiene a un profilo specifico riguardante AUA di esclusiva competenza regionale e che pertanto si ritiene non vi siano ragioni che debbano determinare la costituzione in giudizio del Comune”.

Per ultimo, ma non di minore importanza, il Comitato è venuto a conoscenza che è stato presentato dalla ditta Bindi S.p.A. un progetto di manutenzione straordinaria impianto per interventi di mitigazione ambientale e che ha ottenuto l’autorizzazione paesaggistica semplificata SUAP in data 7 settembre 2018. Considerata però la situazione spinosa in cui versa l’impianto di conglomerato bituminoso, noi del Comitato, ci domandiamo: potrà un intervento di mitigazione ambientale eliminare del tutto i problemi che comporta questo impianto adiacente ad una zona residenziale?
Noi Sanpierini nel frattempo respiriamo a pieni polmoni e ai nostri vicinori piace ricordare, come facciamo sempre, che l’aria non ha confini.

COMITATO DI MASSORONDINAIO

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