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A ottobre 2017 ha preso il via il progetto la Casa InComune, grazie alla volontà del Comune di Scarperia e San Piero nel mettere a disposizione un proprio immobile, situato nel centro abitato di San Piero a Sieve, per accogliere nuclei familiari o singoli che si trovano in situazione di necessità.

Ad un anno dalla nascita il bilancio tracciato dal Comune è molto positivo. Spiega una nota che:

“Si tratta di uno strumento operativo per risolvere un problema gravoso, quello degli sfratti, un immobile che serve come ponte per coloro che si trovano in una situazione di emergenza abitativa. L’appartamento è in grado di ospitare fino a due nuclei familiari, per un numero massimo di 8 persone.

Si tratta di un progetto sperimentale avviato con la cooperativa Il Cenacolo, un’accoglienza temporanea per la quale gli inquilini firmano un contratto di accoglienza, al fine del superamento della situazione di difficoltà. Il metodo di accoglienza prevede tra l’altro percorsi integrati di accompagnamento all’autonomia sociale e abitativa, grazie ad una equipe di persone specializzate.

“ Abbiamo creato questa opportunità per risolvere un problema di emergenza abitativa,- spiega il Vice Sindaco Francesco Bacci – uno dei principi cardine del progetto è la temporaneità, chiunque entra nella struttura sa che lo fa per una emergenza, il tempo massimo per il soggiorno è infatti di 6 mesi. L’amministrazione di Scarperia e San Piero è molto soddisfatta del servizio svolto dal progetto della Casa InComune, quest’ anno sono state ospitate ben tre emergenze abitative, dando risposta in modo concreto a quella che era una criticità molto sentita. Tra l’altro questo strumento ci permette di mantenere unito il nucleo familiare evitando di smembrare le famiglie, cosa che spesso accade in situazioni di emergenza abitativa. Abbiamo scommesso su questa nuova struttura sociale e siamo molto contenti di come questa serva a colmare i bisogni della popolazione. “

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