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Nello scorso racconto del viaggio del “Museo della scuola – I Care“ avevamo lasciato i nostri protagonisti all’arrivo a Barbiana, dopo il tragitto – non troppo facile da percorrere – che porta al paesino. Stanchi ma felici, dunque, di aver raggiunto la meta, di essere arrivati tra i banchi dove più mezzo secolo fa si faceva la storia. L’entusiasmo generale però, il clima goliardico che si crea sempre tra amici, ancor prima che colleghi, deve arrestarsi quando ci si rende conto di aver raggiunto veramente i luoghi di Don Lorenzo Milani. Non c’è spazio per commenti o scambi di opinioni in quell’attimo. Si intuisce subito dove sta il miracolo di una comunità scolastica, nata dal nulla, che ha rivoluzionato secoli di pedagogia e didattica.

E’ un momento di riflessione personale, un momento che abbiamo colto in pieno con le parole nello scorso articolo della professoressa Tecla Giannini. Se tutto si interrompe è perché la guida, Annalisa, accoglie il gruppo nell’aula della canonica e lo fa accomodare tra i banchi dove una volta sedevano i ragazzi del priore. Un religioso silenzio accompagna il racconto della vita e degli obbiettivi del prete “scomodo“, le sue motivazioni e i suoi punti fermi.

Non chiedetemi metodi e tecniche usate, ma piuttosto chiedetemi come deve essere un educatore per poter fare scuola” diceva Don Lorenzo…

Se per qualcuno si tratta di un ripasso, di qualcosa di già sentito o studiato non fa niente, Barbiana non annoia mai. Si continua con la visita del laboratorio al piano terra, della chiesa e naturalmente del piccolo cimitero. C’è un aria particolare in quel luogo e il gruppo se ne accorge. Ed ecco allora le parole di Marcella Ferreri, un’ altra professoressa dell’istituto comprensivo G. Pedullà, cariche di sentimento ed influenzate dall’ atmosfera del momento, a cui c’è poi poco da aggiungere.

marcella-ferreriA Barbiana ho provato una profonda emozione: rimpianti di un tempo trascorso tra i banchi di scuola e voglia di dilatarlo come docente per accendere nei ragazzi l’amore per la scuola. L’esperienza mi ha lasciato un grande desiderio, che è poi un augurio: l’Italia e il Mondo possano conoscere tanti altri Don Milani”.

Si riparte alle diciotto. Ognuno si lascia alle spalle uno splendido paesaggio, portandosi però con sé interpretazioni, spunti e impressioni della giornata che non tardano ad essere sviluppate, perché la prossima tappa è la biblioteca di Vicchio, dove si approfondiranno le varie idee. Lì c’è la piacevole sorpresa di Nanni, il falegname di Barbiana, che coi suoi aneddoti e l’intercalare colorito toscano racconta il suo Don Milani, conosciuto nella bottega del babbo ed inevitabilmente figura guida nella sua vita. Terminata la discussione, la giornata si avvia alla fine, con il ritorno all’hotel Marradi a Ronta. Massima soddisfazione per qualcosa di indimenticabile.

La prossima “puntata“ della rubrica sarà anche quella che terminerà il resoconto del viaggio dell’ associazione calabrese, dove saranno riportate considerazioni e riflessioni finali, sempre dando voce a Vito Pirruccio e al suo seguito, che stiamo imparando a conoscere.

Quest’articolo invece, iniziato con l’arrivo a Barbiana del gruppo, si chiude con le parole di uno dei partecipanti, al ritorno dalla scarpinata dal paesino. Senza dubbio significative: “Prima del viaggio fino a Barbiana, se mi avessero chiesto di don Milani e della sua scuola, non avrei potuto rispondere con chiarezza o in maniera esauriente. Perché vivere quel posto, seppure per poco ed entro certi limiti, è una cosa singolare, un trasporto unico, a ritroso, verso un’esperienza di vita e di scuola impareggiabili”.

viaggio-studio-barbiana

PartecipantiAnna Maria Aversa, Matilde Campanella, Rosa Campanella, Rita Commisso, Franca Crimeni, Nella Curciarello, Rosa Maria De Beris, Rosalba Esposito, Teresa Favasulli, Lucia Fazzari, Marcella Ferreri, Maria Giuliana Fiaschè, Giuseppina Filippone, Rita Franco, Rocco Futia, Tecla Giannini, Domenico Biagio Ieranò, Santa Lacopo, Rosanna Logozzo, Valeria Macri’, Saveria Marturano, Rosanna Massara, Carla Maria Mazza’, Maria Monteleone, Mariangela Musuruca, Vito Pirruccio, Gabriella Reitano, Francesca Emilia Roccuzzo, Marilena Romeo, Fortunata Scali, Antonio Sergi, Anna Teresa Spagnolo, Giovanni Spanò.

La pagina Facebook di “I Care Museo Scuola

 

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