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“Chi torna da un viaggio, non è mai la stessa persona che è partita”. Così recita un antico proverbio cinese, esprimendo con poche parole un concetto che molti hanno sentito innumerevoli volte, ma che pochi, in fin dei conti, comprendono veramente. Le motivazioni per cui si decide di partire, di uscire dal quotidiano, di cambiare aria per un po’ possono essere svariate, certo. E non è mai il caso di generalizzare. Si parte perché per un particolare istinto, che ad un certo punto porta fuori da casa, e comanda: vai e scopri.

Seguendo questa linea di pensiero è difficile credere che 33 persone dalla Calabria siano partite alla volta del Mugello, e più precisamente Barbiana, spinte dallo stesse ragioni e con i medesimi obbiettivi. È infatti chiaro come questi professori e dirigenti avessero diverse aspettative, diversi interessi, nell’avvicinarsi e nell’entrare in contatto diretto con gli insegnamenti, i metodi ed i luoghi di Don Lorenzo Milani. Qui sta la forza, la singolarità, la differenza del “prete scomodo“, a cui ogni anno, da mezzo secolo ormai, si accostano milioni di persone, dall’Italia e dal mondo e lo fanno da più punti di vista: c’è chi vede in lui uno straordinario educatore, che può ancora tanto dare alla scuola, chi, invece, vede l’esempio del perfetto uomo di chiesa. E chi, infine, lo ritiene con lucida semplicità, un grande uomo, che come tutti i grandi va ascoltato e ricordato.

Non è difficile cogliere, anche leggendo gli scorsi articoli dove sono riportati alcuni spunti dei viaggiatori, che l’esperienza fatta dal “Museo della scuola – I care“ ha lasciato il segno, in un modo o nell’ altro, in tutti quelli che la mattina del 2 settembre da Siderno hanno preso un pulman, cominciando uno straordinario percorso verso Barbiana. Ma le parole dei protagonisti non sono mai abbastanza, e allora ecco quello che Rosalba Esposito, altra professoressa del più volte citato istituto comprensivo M. Bello–G. Pedullà, ha voluto dire in merito ai giorni trascorsi in Toscana: “E’ stata un’ esperienza affascinante, ogni insegnante, che si ritenga tale, dovrebbe farla. Ma visitare la scuola di Barbiana, secondo me, dovrebbe essere una priorità anche per chi decide di fare un  vero viaggio”.

E ancora la professoressa Nella Curciarello, che sembra  toccata quanto stupita: “Visitare il luogo dove è nato e si è sviluppato il pensiero di Don Lorenzo è’ stato un qualcosa di indimenticabile sotto il profilo culturale e sociale. E’ chiaro che è impensabile far rivivere Barbiana nelle nostre scuole, ma credo che se noi docenti riuscissimo a far circolare i principi che qui una volta sapevano di normalità, il sistema scolastico e quindi il sistema sociale non potrebbero che trarne giovamento”.

Non c’ è da aggiungere altre riflessioni, altri approfondimenti a questo racconto, che impreziosito dagli innumerevoli contributi dei protagonisti, ha permesso di avvicinarsi ancora di più ad una realtà senza tempo e quanto mai affascinante. I ringraziamenti al capo della “spedizione”, il professor Vito Pirruccio e ai partecipanti sono obbligatori.
La disponibilità che hanno dimostrato per far si che questa rubrica potessi arricchirsi di una tale esperienza non è cosa da tutti i giorni. Ci lasciamo alle spalle dunque i viaggiatori di Siderno, le loro impressioni e quello che ci hanno comunicato, con la speranza che chi  li abbia seguiti con interesse,  possa essere mosso ora da un nuovo proposito:

….Un viaggio a Barbiana.

PartecipantiAnna Maria Aversa, Matilde Campanella, Rosa Campanella, Rita Commisso, Franca Crimeni, Nella Curciarello, Rosa Maria De Beris, Rosalba Esposito, Teresa Favasulli, Lucia Fazzari, Marcella Ferreri, Maria Giuliana Fiaschè, Giuseppina Filippone, Rita Franco, Rocco Futia, Tecla Giannini, Domenico Biagio Ieranò, Santa Lacopo, Rosanna Logozzo, Valeria Macri’, Saveria Marturano, Rosanna Massara, Carla Maria Mazza’, Maria Monteleone, Mariangela Musuruca, Vito Pirruccio, Gabriella Reitano, Francesca Emilia Roccuzzo, Marilena Romeo, Fortunata Scali, Antonio Sergi, Anna Teresa Spagnolo, Giovanni Spanò.

La pagina Facebook di “I Care Museo Scuola

Le tappe del Diario di Bordo in mappa georeferenziata.

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