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I pesticidi che ingeriamo con il cibo si accumulano nel nostro organismo. I cibi bio sono più buoni e fanno bene, subito. Diverse e interessanti le ricerche che sono state fatte in proposito, una di queste, condotta qualche tempo fa in Svezia, ci fornisce informazioni preziose.

Una famiglia svedese di cinque persone ha partecipato a un esperimento, promosso dalla Coop Svedese e gestito dallo Swedish Environmental Research Institute, per verificare gli effetti di un’alimentazione con prodotti biologici sulla salute umana. I vantaggi riscontrati, confermati dalle analisi di laboratorio, sono stati immediati e significativi.

Erano già state fatte altre ricerche in passato, che avevano dimostrato la convenienza di mangiare bio, ma questo studio ha avuto un’eco notevole, perché ha evidenziato risultati sorprendenti e, soprattutto, i vantaggi immediati di una scelta bio. Mangiare biologico fa davvero la differenza per il nostro organismo.

La durata dell’esperimento è stata di 21 giorni. Durante la prima settimana, la famiglia Palmberg ha seguito una dieta convenzionale, con prodotti non biologici e ha poi eseguito delle analisi di laboratorio. Nel sangue di tutti i componenti della famiglia sono state rilevate alte concentrazioni di insetticidi, fungicidi e regolatori della crescita.

Sorpresa? No. Già nel 2010, l’associazione Generazioni Future aveva compiuto una ricerca e calcolato le conseguenze di una dieta conforme alle raccomandazioni del National Health and Nutrition Plan (insalata, bistecca, riso, uva, muesli, salmone): analizzando i vari cibi previsti dal menù raccomandato, era stato scoperto che si può arrivare a ingerire, in un giorno, fino a 128 residui di sostanze chimiche (www.menustoxiques.fr).

Proseguendo nell’esperimento, la famiglia Palmberg nelle altre due settimane successive, ha assunto solo prodotti biologici e utilizzato saponi e articoli per l’igiene personale certificati. Durante questa seconda fase si sono sottoposti a esami giornalieri. I risultati sono stati incredibili: il carico di residui chimici nei corpi dei membri della famiglia é diminuito drasticamente già dopo un giorno. Entro la fine delle due settimane, erano rimaste pochissime tracce di sostanze chimiche nocive nei campioni di urine.

Certo l’accumulo delle sostanze nocive in altre parti del corpo è più persistente. Se si fossero cercati residui nel sangue o, ad esempio, nei capelli la persistenza delle sostanze nocive sarebbe stata maggiore. Occorre considerare che gli inquinanti nel nostro ambiente sono tantissimi e le sostanze nocive, oltre che ingerite, vengono assorbite per contatto, respirate attraverso l’aria. Cionondimeno, i risultati dello studio svedese indicano gli effetti benefici e immediati di un’alimentazione bio.

Non conosciamo gli effetti a lungo termine dell’ingerire le sostanze chimiche normalmente utilizzate nell’agricoltura convenzionale, considerando oltretutto che la tolleranza alle sostanze nocive è normalmente stimata considerando un soggetto maschio, di media età e in buona salute. Nulla o poco sappiamo di cosa succede quando gli inquinanti si sommano tra di loro (provocando un effetto moltiplicativo) e quando ci troviamo in presenza di bambini, anziani o persone affette da patologie.

Mangiare bio, dunque, vuol dire mangiare più sano e più gustoso, fa bene a noi, fa bene all’ambiente!

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Nato a Torino nel 1954, ha lavorato per la Lega Regionale delle Cooperative, operando prima nell’Associazione Regionale Cooperative Agricole e, poi, nell’Associazione Regionale Cooperative di Servizi. Successivamente è stato nominato Consigliere Delegato della Coop CAMST (ristorazione) per la Divisione Piemonte e, quindi, ha collaborato con Coop Piemonte, assumendo la Direzione di importanti Centri Commerciali nel torinese. Ha iniziato ad occuparsi di agricoltura biologica nel 1993, assistendo alcune cooperative agricole e loro consorzi. Nel 2001 ha partecipato alla costituzione dell’AIAB Piemonte diventandone Presidente. Nel marzo 2002 è stato eletto nell’esecutivo di AIAB Federale. Nel novembre del 2003 ha partecipato alla costituzione dell’Associazione delle Città del Bio, della quale è stato direttore sino all’ottobre del 2015. Dal 2010 è Presidente dell’Associazione ITALIABIO

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