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Della gelosia sono state date interpretazioni diverse e opposte: c’è chi la considera un correlato dell’amore e chi la ritiene un delirio che si autoalimenta. Nelle relazioni affettive è del tutto normale provare gelosia quando la coppia è in pericolo e si rischia realmente di perdere la persona alla quale si tiene.

Al contrario il sentimento di gelosia appare più insano se la situazione reale non giustifica l’intensità dell’emozione. Ad esempio capita di sentire dire: “Mio marito mi ha fatto una scenata al bar perché un uomo mi ha guardata”, o ancora: “Lei ha avuto una reazione isterica quando mi ha sorpreso a guardare una bella ragazza in minigonna che è passata”.

In questi casi non è in discussione la tenuta della coppia, c’è però una discrepanza tra il fatto accaduto e l’intensità del sentimento, discrepanza che rivela, nella persona gelosa, una mancanza di fiducia in se stessa. 

Chi è preda della gelosia pensa che gli altri valgano di più: che l’uomo che ha guardato la moglie sia più attraente, che la ragazza in minigonna sia più sexy. Nel geloso cronico il sentimento di insicurezza è una costante che può trasformarsi in una ossessione che rende la vita insopportabile ad entrambi, a meno che il partner non si adatti a questa condizione, in tal caso è la coppia, non solo il geloso, a muoversi in una relazione patologica.

Quando è intensa, la gelosia ha il potere di coinvolgere tutte le funzioni vitali.
Sul piano emotivo emerge la paura e la rabbia, a livello cognitivo le modifiche riguardano funzioni rilevanti come la memoria, l’attenzione, la percezione, il pensiero.
La percezione diventa molto più accellerata minuziosa nei riguardi di tutto ciò che concerne il rivale (o i potenziali rivali) e la persona amata, di cui si controllano tutti i comportamenti, le espressioni, gli atteggiamenti, le minime variazioni delle abitudini.

I processi di attenzione aumentano: il geloso fa associazioni rapidissime, non ci sono più comportamenti neutri, ma ogni piccolo segno acquista un significato alla luce della gelosia, ad esempio il fatto che il partner sia uscito a fare acquisti diventa la “prova” del tradimento. L’acuirsi dell’attenzione influenza anche la memoria che diventa “selettiva” e può improvvisamente rievocare fatti anche lontani nel tempo e apparentemente insignificanti, come l’orario di una telefonata, una frase, una contraddizione, e connetterli tra loro.

Il pensiero appare bloccato da ruminazioni e pensieri ricorrenti che lasciano poco spazio ad altri interessi e ad altre interpretazioni. La gelosia è dunque, un sentimento multifattoriale con alcuni aspetti evidenti e altri nascosti. C’è l’insicurezza, la paura di essere lasciati, sostituiti, ma anche, spesso, una insaziabile volontà di possesso che rende intollerabile qualsiasi slancio di autonomia dell’altro.
La sfera privata della persona amata, da cui il geloso per qualche ragione si sente escluso, rappresenta ai suoi occhi un vero e proprio tradimento.

Alla luce di quanto detto è importante distinguere tra una gelosia in forma lieve e normale, da una gelosia patologica che “vampirizza” l’esistenza di colui o colei che si è convinti di amare.
La gelosia, se troppo intensa, diventa un problema per la persona stessa che soffre per la sua non fiducia nell’altro e per la relazione stessa che può risentire di queste modalità “controllanti”. Infatti il partner può gradualmente stancarsi dei litigi continui, dei controlli, della sensazione di poca autonomia e chiudere la storia, si crea così un circolo vizioso nel quale viene rinforzata la credenza della persona gelosa che “.. non bisogna fidarsi dell’altro”, questo molto facilmente porterà a riprodurre le stesse modalità anche in un’eventuale storia successiva.

Se una persona si rende conto di soffrire in modo eccessivo sentimenti di gelosia, la cosa migliore è rivolgersi ad un terapeuta. La terapia cognitivo comportamentale aiuta la persona a diventare consapevole delle credenze e degli schemi mentali alla base della sua gelosia, a modificarli e mettere in atto comportamenti più funzionali alla vita di coppia  e al benessere personale.

Dott.ssa Francesca Celli
Psicologa- Psicoterapeuta

Bioscienze Infanzia
www.bioscienzeinfanzia.com

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