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Parliamone, di domenica – Dopo alcuni giorni dal terribile incidente costato la vita al giovane Paolo Badiali (24enne di Faenza deceduto nei giorni scorsi nel ribaltamento della Jeep su cui viaggiava a Bibbiana, Palazzuolo Sul Senio, clicca qui per l’articolo di OK!Mugello) rilanciamo un articolo di Ravenna Today nel quale gli amici ed i compagni di volontariato ricordano Paolo, che si stava per laureare in Ingegneria Energetica. Eccolo:

Faceva parte del movimento di volontariato educativo missionario ” Operazione Mato Grosso “, che si propone l’educazione dei giovani attraverso il lavoro gratuito per i più poveri in alcuni paesi dell’America Latina, Paolo Badiali, il 24enne faentino che giovedì è deceduto in un tragico incidente in località Bibbiana nel comune di Palazzuolo sul Senio, in Mugello. Ed è proprio uno dei volontari, Cesar Juan Carlos, che lo ricorda nel gruppo Facebook del movimento: “Vorrei fosse tutto uno scherzo, uno di quelli cattivi, di quelli che ci rimani male ma alla fine ti fa tirare un sospiro di sollievo. Invece questa volta non è così: questa volta è vero, quello che non si vorrebbe mai sentire è successo. Paolo ci ha lasciato così, un vuoto difficile da comprendere per le persone più vicine, ma penso anche per tutti quelli che hanno conosciuto il movimento. Lascia forse il ricordo che più si addice all’Operazione Mato Grosso: una persona instancabile, tanto lavoro, poche parole e sempre disponibile. Non penso servano tante parole, preghiamo per lui, per i suoi familiari, i suoi amici e per tutti coloro che sentiranno tanto la perdita di questo ragazzo. Stringiamoci tutti assieme”.

Il giovane aveva frequentato il liceo scientifico Torricelli di Faenza e si era poi iscritto alla facoltà di Ingegneria energetica, era a pochi esami dalla laurea. Era imparentato con padre Daniele Badiali, missionario di Ronco (dove abitava anche Paolo con la sua famiglia) attivo fin da giovane come volontario nel Mato Grosso e tragicamente assassinato nel 1997 in Perù dopo essersi offerto al posto di un’altra persona in un rapimento (è in corso la causa di beatificazione). L'”Omg”, infatti, è presente a Faenza da anni ed è proprio qui che si tiene uno dei principali campi invernali, quello del mercatino, che richiama ogni anno centinaia di volontari e migliaia di acquirenti. Paolo faceva parte del movimento da anni ed era uno dei pilastri della zona. Oltre ai genitori, Paolo lascia due sorelle.

“Partire così rende tutto più triste – commenta un amico del Mato Grosso in partenza per un’esperienza di volontariato negli Stati Uniti – Quando ho letto gli articoli sulla sua morte ho riletto la frase quattro, cinque, dieci volte. Non ci credevo, non poteva essere lui. Mi sembra di vivere un incubo, mi rifiuto di crederci ma purtroppo è così. Paolo non c’è più. Qualche mese fa in gruppo a Roma scherzavamo dicendo “ma Paolo non parte neanche quest’anno per la missione?”. “Partirà quando finisce l’Università, ormai gli manca poco”. Quel giorno ridevamo, a ripensarci ora provo solo amarezza. Anche adesso mentre scrivo mi sembra assurdo: perché? Aveva solo 24 anni, perché proprio lui? Di lui ho un ricordo vivido: al mio primo campo finii a caricare viveri con lui sul furgone. Due cose mi rimasero impresse: Paolo era uno che parlava poco ma che, appena c’era bisogno, lavorava come un mulo. Così voglio ricordati Paolo, come un lavoratore silenzioso. Partire con questa notizia è difficile: vorrà dire che negli states lavorerò anche per te”.

“Esprimo vicinanza alla grande famiglia dell’Omg, ai parenti e agli amici di Paolo, giovane volontario impegnato nell’Operazione Mato Grosso per aiutare i più deboli e costruire un mondo migliore – commenta il sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi – Quella successa giovedì è una tragedia incredibile che ci scuote profondamente e lascia un vuoto impossibile da colmare”.

L’incidente fatale
Anche gli altri tre giovani rimasti feriti nell’incidente, infatti, facevano parte del movimento di volontari. Si tratta di due ragazze, una 17enne di Novara e una 20enne di Forlì, e di un 22enne di Brescia: il ragazzo è stato trasportato all’ospedale fiorentino di Careggi in elicottero, ma nessuno dei tre superstiti sarebbe in pericolo di vita. Paolo, secondo le ricostruzioni, si trovava alla guida della jeep che, intorno alle 16, è uscita di strada all’interno di un bosco precipitando in una scarpata. Il corpo del giovane è stato estratto dalle lamiere dai Vigili del fuoco e sul posto si sono precipitati i soccorsi del 118, ma per Paolo non c’è stato nulla da fare.

Fonte Ravenna Today (clicca qui)

 

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