Sala gremita ieri sera (martedì 20 settembre) nel Palazzo dei Vicari di Scarperia in occasione del confronto, organizzato da OK!Mugello, tra le ragioni del Sì e le ragioni del No al prossimo referendum costituzionale.

Ad illustrare le ragioni delle due posizioni la professoressa Cecilia Corsi (Ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico all’Ateneo di Firenze, per il No) e Carlo Fusaro, (ordinario di Diritto Pubblico Comparato, per il Sì). A moderare i loro interventi e a porre loro domande è stato Davide de Crescenzo, direttore di intoscana.it

Tante le domande cui i due hanno risposto, sempre con chiarezza e aperti al dialogo. Ad esempio in merito al percorso parlamentare che ha portato alla riforma. Percorso che per Corsi (sostenitore del No) è stato portato avanti da un Governo (formatosi tra l’altro in maniera piuttosto anomala) e non dal Parlamento (cosa che avrebbe garantito una maggiore condivisione).

confronto 1

Fusaro, in merito a questo, ha invece ricordato come lo stesso Napolitano avesse subordinato la formazione del Governo alla necessità di arrivare a delle riforme istituzionali (iniziate con il Governo Letta).

Altro punto centrale lo scenario che si prospetterebbe dopo il superamento del bicameralismo perfetto. Con Corsi che ha ricordato l’esistenza di punti problematici sia per l’elezione dei senatori (con modalità da definire tra elezione diretta e elezioni da parte dei Consiglieri Regionali) sia in merito al procedimento legislativo. Con la tanto decantata abolizione della ‘navetta’ parlamentare che, ha spiegato, rischierebbe di ripetersi a causa del parere che il Senato potrà comunque esprimere su alcune leggi.

Fusaro ha invece rivendicato una sostanziale chiarezza e coerenza del nuovo procedimento legislativo ribadendo che il parere del nuovo Senato sulle leggi approvate dal parlamento dovrà essere espresso entro un breve termine e non sarà vincolante.

confronto 2

Poi si è parlato di estensione delle immunità parlamentari ai Consiglieri Regionali che svolgeranno il ruolo di senatori e, punto molto importante, dei risparmi che si otterrebbero con il nuovo assetto istituzionale. E Corsi ha qui ricordato il rischio di sfociare nel populismo, sottolineando come sia più importante avere istituzioni che funzionino bene e in maniera efficiente. Fusaro, invece, pur riconoscendo la priorità nel modo di funzionamento, ha messo l’accento comunque sull’elevato costo delle due Camere: oggi 1,5 miliardi l’anno.

Anche l’assetto delle Regioni è finito nel dibattito, specie in merito alla disciplina delle regioni a Statuto speciale, che (non toccate dalla riforma) verrebbero ad acquisire in proporzione ancora più autonomia rispetto alle altre regioni.

Poi i rapporti con la legge elettorale: quell’Italicum già da tempo approvato e che in sostanza lega la formazione dei futuri Governi all’esito delle riforme costituzionali.

Tanti altri, comunque, sono stati i temi toccati; specie quando il moderatore ha aperto alle domande del pubblico. Una serata bella e costruttiva, insomma, durante la quale ognuno può essersi fatto un’idea più precisa in vista della scadenza elettorale.

E da molti, a margine della serata, è arrivata la richiesta di replicare un’iniziativa simile anche a Borgo San Lorenzo. Vi terremo aggiornati.

Direttore responsabile della testata giornalistica OK!Mugello.
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4 Commenti

  1. Pubblichiamo di seguito la lettera pervenuta dal Sig. Marco Nardini.

    Ieri sera, presso il Palazzo dei Vicari di Scarperia, OK!Mugello ha organizzato un dibattito informativo sul referendum di riforma costituzionale.
    Presenti due relatori: per il SI il prof. Fusaro, per il NO la prof.ssa Corsi, entrambi dell’Università di Firenze.

    Ho partecipato a diverse iniziative analoghe e debbo dire che i relatori di ieri sono stati proprio bravi, chiari, pertinenti, appropriati.
    Sono convinto che tutti i presenti abbiamo avuto l’opportunità di imparare e quindi di andare a votare con maggiore cognizione di causa.
    Io di certo.

    Ero già convinto ed ho aderito al comitato per il SI di Scarperia da tempo.
    Le argomentazione dei docenti di ieri sera hanno rinforzato la mia convinzione.

    L’unica cosa che mi è dispiaciuta è di essere stato frainteso quando ho usato la parola “intempestività”.
    Il prof. Fusaro mi ha contestato, credendo che avessi attribuito la parola “intempestività” alle attività informative, come quella di ieri sera.
    Intendevo invece riferirmi alla possibilità di emendare il testo delle riforma.

    Il testo, così come è stato approvato dal Parlamento, non è emendabile; possiamo solo dire SI o NO.
    Ma questo non è un limite. E’ invece la corretta prassi della democrazia rappresentativa.
    Il testo poteva essere migliore (scritto giuridicamente meglio)? Si. Poteva essere più incisivo, audace, affrontare altre questioni. e più a fondo le questioni affrontate? Si.
    Ma c’è un fatto da tenere presente: che questo è il solo testo su cui è stato possibile trovare una maggioranza parlamentare, senza la quale non si va da nessuna parte.
    Se oggi, per cercare di avere un testo scritto meglio, più ampio, ecc., diciamo NO al referendum, decidiamo di restare col testo attuale per altri dieci/quindici anni almeno.
    Un periodo troppo lungo per le questioni che da troppo tempo tengono bloccata l’azione politica del nostro paese.
    E mi riferisco in particolare all’iter parlamentare di approvazione delle leggi, soggetto sempre ai ricatti di minoranze esterne e interne alla maggioranza di governo, nonchè alla migliore definizione della ripartizione delle competenze legislative fra Stato e regioni, che tanti danni ha prodotto.
    Tutto il resto della riforma, il CNEL, i risparmi di spesa, ecc., sono nel testo e va bene così, ma i pilastri irrinunciabili dell’esigenza di riforma sono questi due: superamento del bicameralismo e migliore definizione delle ripartizione del potere legislativo fra Stato e regioni.
    Anche se la riforma contenesse queste due sole cose sarebbe opportuno dire SI.

    Un saluto a tutti
    Marco Nardini

  2. Ho partecipato alla serata promossa da Ok Mugello sul Referendum costituzionale. Mi spiace dirlo ma l’ho trovata poco informativa. Le intenzioni dei promotori erano indubbiamente molto positive, e li ringrazio per l’impegno profuso, ma la mancanza del Prof. Carretti ha, probabilmente, tolto incisività e chiarezza alla discussione, che, a parer mio, è stata, da un lato, risolta con eccessivo tecnicismo, cioè con ricorso ad un linguaggio da iniziati, adeguato per un convegno di giuristi, e non di comuni cittadini. L’essere preparati, informati e appassionati di una materia, non vuol dire riuscire sempre a spiegarla con la necessaria chiarezza. E dall’altro lato, invece, con poca informazione e con ricorso reiterato ad opinioni personali poco motivate. Almeno a me è sembrato così, e magari io ero l’unico ad essere un “comune cittadino”.Può essere, ma temo che alla fine molti dei presenti sia tornato a casa avendo solo confermato le proprie convinzioni di prima, come troppo spesso succede. Peccato. Ma l’idea era buona e ci sarà tempo per riprovarci…..il referendum non ci sarà prima di due mesi.

  3. Considerazioni della Consigliera del M5S Scarperia e San Piero Viviana Rossi sulla serata di martedi 20 settembre dedicata al Referendum Costituzionale:

    “Qualche sera fa si è svolto nel Palazzo dei Vicari l’evento ‘Le ragioni del sì le ragioni del no’ alla quale ho partecipato. Due docenti universitari, Carlo Fusaro e Cecilia Corsi, schierati il primo col si ,il secondo col no, illustravano le loro ragioni. Sono uscita dall’evento abbastanza perplessa, nessuno dei due mi era sembrato del tutto convincente e chiaro nel sostenere le sue motivazioni. Mettendomi nei panni di un qualsiasi cittadino non informato ho pensato che non doveva essere uscito dalla serata con le idee troppo chiare. Infatti la questione è piuttosto importante: stiamo andando a decidere se modificare la Costituzione oppure no e per poterlo fare dobbiamo assolutamente essere informati. Dovremmo poter prendere la Costituzione, leggerla con calma, almeno negli articoli interessati dalle modifiche più sostanziali, e capire che risvolti potrebbero avere questi cambiamenti. Io mi sono presa un attimo di tempo per leggere l’articolo 70 della nostra Costituzione, ( se qui è possibile inserire l’art. Con le nuove modifiche), che ha subito una trasformazione pazzesca; da tre righe chiare e leggibili è passato ad un guazzabuglio di parole e di richiami ad articoli di legge assolutamente incomprensibili. Un vero rompicapo insomma. Mi pare che la Costituzione così come è basterebbe semplicemente applicarla e non calpestarla come è stato fatto troppo spesso fino ad oggi; ma questa è semplicemente una mia considerazione personale.
    Io ,da parte mia, ho avuto la fortuna di ascoltare più di una volta, Ferdinando Imposimato, Giudice Presidente Onorario della Corte di Cassazione, uno che di Costituzione se ne intende insomma. Imposimato è entrato sempre nel merito della riforma e degli articoli interessati dalle modifiche, ha parlato della pericolosità di certi cambiamenti facendomi capire che la nostra carta costituzionale funziona così come è.
    La mia non vuole essere una critica ma semplicemente un consiglio per le persone ad informarsi il più possibile, quindi ben vengano le serate informative come quella del 20 settembre. Ringrazio di cuore gli organizzatori della serata che spero possa ripetersi al più presto anche a Borgo San Lorenzo o in altri Comuni.

  4. Personalmente ritengo sia stato un confronto molto interessante, e la mia constatazione è che l’esposizione delle ragioni del NO da parte della Prof.ssa Corsi sia stata molto più lineare ed esaustiva rispetto a quella dell’altro docente. Certamente un minimo di attenzione ad aspetti tecnicistici era necessaria, ma non credo, soprattutto per come sono stati spiegati, che fossero così inaccessibili e difficili da comprendere. In sostanza, le istanze del NO sono state più argomentate (con buona pace del prof. Fusaro che dava della “perfettina” alla collega), mentre quelle del SI alla fine si sono ridotte alla solita invocazione del cambiamento, purché sia, alla minaccia dell’immobilismo per chissà quanto tempo, e al sorvolare totalmente sulla palese modestia-riguardo alla sia alla formulazione che al contenuto-del testo, richiamandosi al fatto che niente sia perfetto ma tutto sempre perfettibile, senza considerare dei ragionevoli limiti anche all’approssimazione.

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