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La nota di Mugnai (vicecaprogruppo di Forza Italia alla Camera) e la sottolineatura di alcuni dei rappresentanti delle vittime presenti ieri in aula. Tra questi Sergio Pietracito, secondo il quale per la prima volta ieri anche la difesa di un imputato (Daniela Tardani) sarebbe stata impostata (quasi per la prima volta) sul carattere ‘di setta’ della comunità; che avrebbe ‘indotto’ i membri alla conformazione.

Oltre alle dichiarazioni dell’On. Stefano Mugnai, del Consigliere Regionale Jacopo Alberti (sotto riportate) arriva in redazione anche la nota del Consigliere Regionale PD Paolo Bambagioni.

La sentenza di ieri conferma che al Forteto era attiva una setta e che la discontinuità nel rapporto tra cooperativa e comunità è solo formale. Il commissariamento della cooperativa è sempre più necessario. Visto che le lettere ai ministri non hanno avuto risposta, chiedo un incontro con esponenti del governo“.
Così Paolo Bambagioni, consigliere regionale del Pd e già presidente della seconda commissione di inchiesta regionale sul Forteto.
Sono passati più di tre mesi dal 17 luglio, quando inviai due lettere ai ministri Di Maio e Bonafede per sollecitare un loro intervento per il commissariamento della cooperativa e l’accelerazione del ritorno in carcere di Fiesoli. A oggi nessuna risposta: lunedì mattina contatterò il ministero del Lavoro per chiedere un incontro“, conclude Bambagioni.

Scrive intanto Mugnai:

«La maggioranza calendarizzi l’istituzione della commissione parlamentare d’inchiesta»

«La nuova condanna comminata a Rofolfo Fiesoli per gli orrendi abusi perpetrati ai danni di minori collocati in affido all’interno della comunità Il Forteto del Mugello, in provincia di Firenze, non è che l’ennesima conferma di quanto abbiamo sempre sostenuto anche in ordine all’esistenza di un ‘sistema Forteto’ e sul fatto quella comunità avesse, come ancora ha, la natura di una setta. Per questo non posso che rinnovare l’invito alla maggioranza Lega e M5S affinché consenta la rapida attivazione della commissione d’inchiesta parlamentare che io stesso ho richiesto calendarizzando la mia proposta di legge»: la nuova sollecitazione giunge dal Vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera Stefano Mugnai all’indomani del riconteggio della pena per il leader della comunità Rodolfo Fiesoli da parte della Corte d’Appello di Firenze, entro un secondo passaggio frutto del rinvio della Cassazione disposto nel dicembre 2017.

«Rodolfo Fiesoli all’interno del Forteto si faceva chiamare ‘Il Profeta’. Già questo crea una cornice suggestiva per inquadrare il contesto», sottolinea Mugnai che segue la vicenda Forteto fin dal 2012 quando, come Consigliere regionale della Toscana, ebbe a presiedere la prima commissione regionale di inchiesta, quella che portò alla luce il sistema di violenze e abusi praticato all’interno di quella che anche la magistratura avrebbe in seguito bollato come comunità-setta.
Esprimendo condanne fino al terzo grado di giudizio. «Questo nuovo pronunciamento da parte della Corte d’Appello fiorentina – commenta Mugnai – cristallizza proprio il ‘sistema’ laddove qualifica il reato di violenza sessuale di gruppo. Al Forteto esisteva attorno a Fiesoli una sorta di ‘cerchio magico’ di chi se non abusava favoriva il perpetrarsi degli abusi, o taceva, o girava il capo. Una setta su cui ancora dovremo tanto scavare anche a livello parlamentare. Chiedo che ci si affretti».

Clicca sul link a fianco per scaricare la RELAZIONE FINALE della Commissione Regionale

Jacopo Alberti – Lega  commenta:

Non commento la decisione della Corte d’Appello di Firenze che ha rimodulato la pena nei confronti di Fiesoli, il famigerato “guru” della comunità il Forteto – afferma Jacopo Alberti, Consigliere regionale della Lega, nonché ex membro della Commissione d’inchiesta regionale – ma voglio sottolineare, per l’ennesima volta, l’impellente necessità ed opportunità di commissariare la stessa struttura mugellana, poiché è ancora molto forte il legame col drammatico passato.” “A tal proposito – precisa l’esponente leghista – ho scritto al Sottosegretario al Mise, Dario Galli, per sollecitare anche nuove ispezioni all’interno dell’azienda, pure a seguito di quanto documentato, mesi fa, da alcuni lavoratori del Forteto.”

E’ fondamentale, poi – conclude Jacopo Alberti – che anche la Camera, dopo il Senato, dia velocemente il suo parere favorevole all’istituzione della Commissione parlamentare, puntando, finalmente, a dissipare i tanti dubbi e a volatilizzare la spessa cortina fumogena che ancora, colpevolmente, avvolge questa tragica vicenda.

 

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