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Molto volentieri pubblichiamo il resoconto della riunione che ci invia Maurizio Izzo per il Comitato Pendolari Mugello – Ieri sera (lunedì 22 ottobre) si è riunita l’assemblea dei pendolari del Mugello. E’ servita ad avere una fotografia il più completa possibile dello stato del servizio sulla Faentina, il quadro è desolante. I pendolari ritengono senza alcun dubbio che la qualità del servizio sia peggiorata. Queste le maggiori criticità emerse:
– Sovraffollamento su alcune corse in particolare il 13.40 e il 14.40 da Firenze
– ritardi ( anche stamani martedi 23 ottobre) il 7.23 per Firenze 12 minuti di ritardo, 8.32 sempre per Firenze 18 minuti di ritardo, ieri quelli delle 18.40 e 19.40 hanno subito ritardi (come per tutta la settimana) di almeno 10 minuti
– Scarsa manutenzione sulla rete da parte di RFI che si traduce in continui blocchi della linea e conseguenti ritardi

Oltre a questo i pendolari fanno notare che da anni ormai non c’è nessun investimento su questa linea ( i 42 milioni di euro per i danni alta velocità non saranno investiti sulla Faentina e comunque non se ne ha più traccia). I treni sono pochi (lo dice la Regione), vecchi (lo diciamo noi), e non si vedono spiragli. Quando qualcosa di nuovo sulla Faentina? Dovremmo aspettare il nuovo contratto con Trenitalia del 2021? E quando la gara per l’acquisto dei treni diesel? E’ realistico affermare, questa la conclusione dei pendolari, che fino al 2023 su questa linea non si vedrà un treno nuovo. E’ questa l’eccellenza europea tanto decantata?

L’assemblea ha deciso di inviare un documento alla Regione sulla situazione della Faentina e chiedere ai consiglieri regionali e comunali di Firenze di presentare ordini del giorno perché la questione trasporto pubblico del Mugello sia posta all’attenzione delle istituzioni. Altrimenti che nessuno a Firenze si lamenti per le 8.000 macchine che ogni giorno calano verso il centro della città. Saranno sempre di più.
Maurizio Izzo, portavoce Comitato Pendolari Mugello

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1 COMMENTO

  1. Tutto condivisibile.
    Il treno sarebbe una valida alternativa alle auto. Ma a quanto pare a chi gestisce le ferrovie e alla “città metropolitana” interessa poco.
    A partire dal prezzo. 9.20 € a testa, andata e ritorno per Firenze non è poco. Con una macchina si spende si e no 6€, se si viaggia in due o tre non c’è concorrenza. I mezzi dovrebbero essere un imcentivo a lasciare a casa la macchina. Se al prezzo ci si aggiunge la scarsità dei mezzi, la probabilità (alta) di ritardi, la scomodità del binario 18 (i pendolari/turisti/cittadini del Mugello devono sottostare anche a questo…), una biglietteria che non esiste o quasi (a questo proposito, vorrei sottolineare che a Borgo alla cassa spesso si trova una persona inadatta a stare al pubblico che genera code ed è incapace di fare il suo lavoro), gli orari e la scarsità di treni, molte persone rinunciano a prescindere, continuando a preferire l’auto ai mezzi pubblici.
    Sono anni che vengono raccontate barzellette (i milioni da investire sulla rete ormai son diventati una sorta di leggenda). È vero che la speranza è l’ultima a morire, ma qui si sta esagerando.

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