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Parliamone, di domenica – Lo spazio degli editoriali di questa settimana di OK!Mugello ospita le riflessioni di un allevatore locale sul tema dei lupi e delle misure che vengono adottate per cercare di limitare o ripagare tali danni (fino ad ora, sembra, senza molto successo):

Per affrontare il problema delle aggressioni del lupo per prima cosa siamo stati costretti a tenere le pecore dentro la stalla di notte. Poi abbiamo costruito un recinto elettrificato a 7 fili, lungo 9 km, pagato dalla comunità montana (ora Unione dei Comuni ndr), il tutto costato 15mila euro (più il lavoro di mano d’opera da parte dell’azienda). Tutto ciò però non è bastato, poiché abbiamo subito un’ulteriore aggressione importante all’interno del recinto elettrico.

Durante i tre anni di sperimentazione, abbiamo poi notato che era un lavoro davvero troppo impegnativo tenere funzionante il recinto (tagliare erba, cambiare gli isolatori e rappezzare il filo strappato dai vari animali selvatici come ungulati e cinghiali) poiché occorreva la presenza quasi quotidiana di una persona, cosa che la nostra azienda non si poteva economicamente permettere.

Avendo avuto poi l’aggressione di cui parlavo prima abbiamo deciso di sospendere la sperimentazione del recinto. Come terzo provvedimento abbiamo acquistato un cane, ma essendo situati nel fondo valle (e attraversati da una strada comunale che è anche la Via degli Dei, quindi percorsa costantemente da molti pedoni) ci siamo visti costretti a vendere il cane, poiché era poteva essere pericoloso.

Nell’anno 2017 abbiamo subito un’ulteriore aggressione,. stavolta di pomeriggio: una pecora e tre agnelli. Nell’ottobre 2017, per motivi di manutenzione della stalla, le agnelle hanno dormito una notte fuori, a 100 metri dalla porta di casa, e abbiamo avuto un’ aggressione di nove morti.

Dopo aver esposto tutto ciò, ci domandiamo: dove è il benessere del gregge? Chi aiuta l’azienda a sostenere tutti questi costi aggiuntivi? Poiché tenere le pecore nella stalla significa un aumento del fieno per nutrirle, della paglia per mantenere pulita la lettiera e un aumento di mano d’ opera.

Quali allora le soluzioni? Forse quella drastica di costruire un recinto da migliaia di ettari dove far vivere i lupi e gli altri animali selvatici? Di sicuro negli anni sono stati spesi tanti soldi per il progetto lupo, sono stati pagati tanti danni agli allevatori e sono state sprecate energie economiche, non riuscendo ad eliminare il grande malcontento alle aziende agricole. La regione inoltre per il problema ungulati (cinghiali, cervi….) spende altri soldi per pagare i danni da loro provocati agli agricoltori.

Ci domandiamo se il cittadino sia davvero disposto a spendere tutti questi soldi pubblici per tutelare i lupi e i vari ungulati, invece di investire le risorse in beni pubblici come le strade, le scuole e la sanità.

Ad esempio la strada che va da San Piero a Sieve a Borgo San Lorenzo, passando per La Torre, avrebbe bisogno di essere allargata per far fluire meglio il traffico e di una pista ciclabile per i ciclisti che tutti i giorni si trovano a combattere contro il traffico pericoloso.

Inoltre 25 anni fa non si conoscevano in Mugello incidenti stradali provocati dagli animali selvatici, poiché questi erano un numero molto ridotto. Ora invece ci troviamo a fare i conti con i danni provocati da tali incidenti.

Inoltre il lupo si sta spingendo intorno alle case e vicino alle persone; come possiamo vedere dall‘aggressione che gli animali di due hobbysti di San Piero hanno subito durante la notte di domenica 6 maggio. Uno dei quali nei pressi del camping Mugello Verde (che in questo periodo dell’anno è pieno di gente): il recinto degli ovini si trovava a pochi metri dalla piscina del campeggio. L’altro episodio invece nei pressi della stazione di San Piero, ovviamente molto frequentata anche la mattina presto.
Un allevatore mugellano

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3 Commenti

  1. Articolo e considerazioni oggettive di chi vive questa realtà.
    Allora bando alle ipocrisie e ristabiliamo lo status quo che questo territorio aveva 50 anni fa ,procedendo per gradi sulla fauna immessa insensatamente in questi anni.
    Quali erano i selvatici presenti da sempre?
    L’equilibrio è stato alterato ,rendiamocene conto e procediamo di conseguenza.Ci sarà pure qualche competente in merito.
    Grazie

    Ugo

  2. E’ questo un problema essenzialmente di contenimento non di eradicazione, ma non può essere risolto ne dai cacciatori ne dagli animalisti. Sono in plateale conflitto di interesse e le amministrazioni pubbliche hanno le mani legate da leggi fatte solo a favore degli animali.

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